La riforma del TUF era necessaria?

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In questa puntata parliamo della riforma del Testo Unico della Finanza, un intervento che mira a rendere il mercato dei capitali italiano più competitivo e attrattivo, in un contesto segnato da poche quotazioni e da un numero crescente di imprese che lasciano la Borsa o si trasferiscono all’estero. La riforma interviene su diversi fronti: dalle offerte pubbliche di acquisto alle regole di governance, fino a una maggiore flessibilità per le piccole e medie imprese già quotate o che intendono quotarsi.

Con Marco Ventoruzzo, professore di diritto societario e regolamentazione dei mercati finanziari all’Università Bocconi e membro del gruppo di esperti che ha contribuito alla riforma, discutiamo i principali cambiamenti introdotti e il dibattito sul giusto equilibrio tra semplificazione delle regole, competitività del mercato e tutela degli investitori.

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Transizione verde frenata dalle disuguaglianze

  1. Marco Fraire

    Buongiorno e grazie per i vostri approfondimenti.
    Desideravo conoscere a che punto è la legge sulla armonizzazione fiscale circa la disparità di trattamento sui redditi di CAPITALE e i redditi DIVERSI
    Grazie

  2. Gerardo Coppola

    Se ogni Paese europeo fa la sua “piccola riforma” (l’Italia il TUF, la Francia le sue leggi, etc.), si rischia di allontanare ancora di più l’unificazione, creando un mosaico di regole ancora più difficile da navigare per gli investitori globali.

  3. Alessandro LA ROCCA

    Sebbene l’intervento, come sempre, sia autorevole e fatto da una persona di indiscussa competenza in materia; ho qualche riserva sull’imparzialità dell’intervento visto che è stato membro della commissione incaricata della revisione del TUF. Non chiedere all’oste della bontà del vino che vende.

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