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La fotografia del declino italiano

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione di lavoce.info che propone conversazioni con economiste ed economisti per approfondire i principali temi del dibattito economico e sociale. In questa puntata affrontiamo la reale situazione dell’economia italiana con Guido Ascari, professore di Economia all’Università di Pavia, Economic Advisor e Head of Monetary Policy della banca centrale dei Paesi Bassi, e coautore con Riccardo Trezzi del libro “Fotografia di un declino”.

Il dibattito sull’economia italiana è spesso dominato da opinioni contrapposte e narrazioni semplificate. Tuttavia, per comprendere la traiettoria del Paese è necessario partire dai dati, che permettono di ricostruire in modo più stabile e rigoroso l’evoluzione della struttura economica. Dall’analisi di lungo periodo emergono alcune dinamiche ricorrenti: produttività stagnante dagli anni ’70, inverno demografico, rigidità della spesa pubblica e divari territoriali profondi. Elementi che incidono su crescita, occupazione e capacità di innovazione.

In questa puntata, Guido Ascari analizza queste tendenze e i loro effetti sul sistema economico italiano, offrendo una lettura basata sui dati e sulle evidenze empiriche.

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L’università italiana sotto esame

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e sociale. In questa puntata abbiamo invitato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione.

Negli ultimi decenni l’università italiana è stata oggetto di numerose riforme, dalle grandi trasformazioni degli anni Settanta fino all’introduzione del modello “3+2” e agli interventi più recenti. Questi cambiamenti sono stati spesso motivati dall’esigenza di modernizzare il sistema e renderlo più vicino agli standard europei, ma hanno anche prodotto una percezione diffusa di instabilità e trasformazione continua.

Oggi parlare di università significa affrontare questioni che riguardano milioni di studenti e le loro famiglie: il livello delle tasse universitarie, il costo degli affitti nelle città universitarie, l’accesso agli alloggi e le prospettive occupazionali dopo la laurea. Allo stesso tempo, l’Italia continua ad avere una quota di laureati inferiore rispetto ad altri paesi europei e persistono criticità strutturali che incidono sulla capacità dei giovani di costruire percorsi professionali stabili.

La qualità e l’accessibilità del sistema universitario non sono quindi temi astratti: influenzano direttamente la crescita economica, l’innovazione e la mobilità sociale del paese. Comprendere quali effetti abbiano prodotto le riforme degli ultimi decenni e quali interventi siano necessari oggi è fondamentale per immaginare il futuro dell’università italiana.

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Cosa deve fare l’Italia con l’energia per smettere di pagare il conto di guerre lontane

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata abbiamo invitato Marzio Galeotti, professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Milano e redattore de lavoce.info.

Negli ultimi anni il mondo ha affrontato due grandi crisi energetiche in rapida successione. Dopo quella causata dalla guerra in Ucraina, oggi nuove tensioni internazionali e il blocco navale lungo lo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico, hanno sottratto all’economia globale circa un quinto del petrolio e del gas naturale scambiati a livello mondiale. In termini di quantità sottratta al mercato, questa crisi rischia di essere la più grave mai registrata.

Per un paese come l’Italia, che importa quasi tutta l’energia di cui ha bisogno, questa dipendenza dall’estero rappresenta una vulnerabilità strutturale. Le crisi energetiche non si limitano a far aumentare i prezzi: incidono direttamente sul costo delle bollette, sui carburanti, sulla competitività delle imprese e sulla stabilità del sistema economico.

La crisi seguita alla guerra in Ucraina aveva già evidenziato questi rischi e aperto un dibattito sulle strategie necessarie per rafforzare la sicurezza energetica del paese. Tuttavia, resta aperta la domanda su quanto sia stato effettivamente fatto negli ultimi anni e se strumenti come il PNRR siano stati utilizzati in modo efficace per modernizzare il sistema energetico. Capire quali politiche possano ridurre la dipendenza dall’estero — dal ruolo delle energie rinnovabili al possibile contributo del nucleare, fino alla semplificazione delle procedure burocratiche — è oggi fondamentale per affrontare le crisi future e rafforzare la resilienza del sistema energetico italiano.

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Perché all’Europa manca ancora un vero titolo sicuro?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata abbiamo invitato Giovanni Bonfanti, economista che studia l’integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario.

Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, l’Unione europea ha iniziato a emettere debito comune su una scala senza precedenti. Questo ha riacceso il dibattito su strumenti come gli eurobond e, più in generale, sul ruolo dei cosiddetti “safe assets” nel funzionamento dei mercati finanziari.

La presenza di un titolo sicuro comune è un elemento cruciale per la stabilità finanziaria dell’area euro: facilita la trasmissione della politica monetaria, rafforza la capacità dell’Unione di reagire agli shock economici e può influire direttamente sul costo del debito pubblico e sulle condizioni di finanziamento dei paesi membri. Tuttavia, nonostante i progressi recenti, gli attuali EU bonds non sono ancora considerati un vero safe asset di riferimento.

Capire quali caratteristiche dovrebbe avere un titolo sicuro europeo e quali passi istituzionali sarebbero necessari per crearlo è quindi fondamentale per comprendere le prospettive future dell’integrazione finanziaria europea.

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Perché le differenze socioeconomiche persistono?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata abbiamo invitato Alberto Bisin, professore di economia alla New York University.

Uno dei temi centrali dell’economia politica è la trasmissione intergenerazionale di valori, norme e comportamenti. La famiglia rappresenta il primo luogo in cui questo processo prende forma, ma non è l’unico: l’ambiente sociale, le istituzioni e le élite economiche e politiche possono rafforzare o ostacolare percorsi di sviluppo. Attraverso questi meccanismi le disuguaglianze non solo emergono, ma possono diventare persistenti nel tempo, influenzando mobilità sociale, crescita economica e distribuzione della ricchezza.

Capire come funziona la trasmissione culturale e quale ruolo giocano le élite è quindi fondamentale per interpretare fenomeni come la persistenza delle disuguaglianze e le differenze di sviluppo tra paesi e territori.

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L’IA cambierà il nostro modo di lavorare?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata abbiamo invitato Alessandra Bonfiglioli, professoressa di Economia presso l’Università di Bergamo.

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde dell’economia contemporanea. A differenza delle precedenti rivoluzioni tecnologiche, oggi non sono solo i lavori manuali a essere coinvolti, ma anche molte attività cognitive e professioni qualificate. Il rischio è che la crescita della produttività non si traduca automaticamente in nuova occupazione, con effetti potenzialmente rilevanti su salari e disuguaglianze.

Capire se l’IA sarà un volano di sviluppo condiviso o un acceleratore di divari economici è fondamentale per orientare politiche pubbliche, formazione e scelte individuali.

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Perché parliamo tanto di tasse?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata abbiamo invitato Sandro Brusco, professore di Economia alla Stony Brook University di New York.

La tassazione è uno dei temi economici più sentiti dall’opinione pubblica e più delicati dal punto di vista politico ed economico. In Italia, il dibattito si intreccia con questioni strutturali di lungo periodo: la complessità del sistema fiscale, il livello del carico fiscale e la sua distribuzione tra lavoratori, imprese e patrimonio, oltre al rapporto tra prelievo, crescita economica e competitività.

Tasse, imposte e contributi sono però elementi essenziali della nostra economia: rappresentano la principale fonte di finanziamento della spesa pubblica e, al tempo stesso, uno strumento con cui il legislatore può incentivare o scoraggiare determinati comportamenti da parte di consumatori e aziende. Comprendere come funziona il sistema fiscale e dove mostra i suoi limiti è quindi cruciale per valutare le riforme recenti e quelle previste dalla nuova Legge di Bilancio.

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Il legame tra demografia e debito

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Quando si parla di finanza pubblica, l’attenzione si concentra spesso su deficit e spread. Ma una forza più silenziosa sta cambiando le fondamenta dei conti pubblici: la demografia. L’invecchiamento della popolazione, la riduzione dei nuovi nati e la trasformazione del mercato del lavoro incidono sempre più sulla capacità dello Stato di crescere, raccogliere risorse e sostenere la spesa sociale.

Negli ultimi decenni queste tendenze hanno interessato tutte le economie avanzate, ma in Italia si intrecciano in modo particolarmente critico con l’aumento del debito pubblico, sollevando interrogativi sul futuro dei bilanci e sull’equità tra generazioni.

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Perché le banche centrali devono restare indipendenti?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione di lavoce.info: due volte al mese, in mezz’ora di conversazione, affrontiamo temi centrali per il dibattito pubblico con esperte ed esperti.

In questa puntata parliamo dell’indipendenza delle banche centrali, uno dei principi più importanti e condivisi dell’economia contemporanea, oggi però sempre più sotto pressione. Dagli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al presidente della Federal Reserve Jerome Powell fino ai casi più estremi come quello della Turchia, il rapporto tra potere politico e politica monetaria è tornato al centro del dibattito pubblico.

Con Tommaso Monacelli, professore di Economia presso l’Università Bocconi di Milano, discutiamo cosa significa davvero avere una banca centrale indipendente, perché l’autonomia nelle decisioni sui tassi di interesse è fondamentale per il benessere sociale e quali rischi economici e democratici corriamo se questo equilibrio dovesse rompersi.

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La riforma del TUF era necessaria?

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In questa puntata parliamo della riforma del Testo Unico della Finanza, un intervento che mira a rendere il mercato dei capitali italiano più competitivo e attrattivo, in un contesto segnato da poche quotazioni e da un numero crescente di imprese che lasciano la Borsa o si trasferiscono all’estero. La riforma interviene su diversi fronti: dalle offerte pubbliche di acquisto alle regole di governance, fino a una maggiore flessibilità per le piccole e medie imprese già quotate o che intendono quotarsi.

Con Marco Ventoruzzo, professore di diritto societario e regolamentazione dei mercati finanziari all’Università Bocconi e membro del gruppo di esperti che ha contribuito alla riforma, discutiamo i principali cambiamenti introdotti e il dibattito sul giusto equilibrio tra semplificazione delle regole, competitività del mercato e tutela degli investitori.

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