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Il mercato e le sanzioni

I mercati non hanno punito le violazioni al Trattato di Maastricht da parte di Francia e Germania. Ma non si tratta di unÂ’autorizzazione generalizzata a interpretazioni flessibili delle regole. Perché a non rispettarle sono stati due paesi dai fondamentali fiscali storicamente stabili, la situazione è percepita come transitoria e l’avversione al rischio sui mercati è in questa fase particolarmente bassa. LÂ’atteggiamento dei mercati sarebbe probabilmente diverso se protagonisti e situazioni fossero altri.

Non c’è euro senza Patto

Il dibattito post-Ecofin dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulle ipotesi di riforma del Patto di Stabilità e non metterne in discussione l’esistenza e la filosofia. È infatti un architrave della costruzione monetaria e alterarne la credibilità significa assumersi la responsabilità di mettere in discussione il futuro stesso della moneta unica. Come dimostrano anche le preoccupazioni espresse dalla Bce.

Oltre il Patto

Prima della decisione dell’Ecofin, il Patto di Stabilità era migliorabile perché non era mai stato violato e quindi era credibile. Ora è più complicato, ma si possono percorrere due strade: introdurre nella nuova Costituzione europea una regola che sottragga le proposte della Commissione all’approvazione dell’Ecofin, sull’esempio del Code of Fiscal Responsibility inglese. Oppure spostare l’attenzione sulla trasparenza dei bilanci pubblici.

I figli del bonus

È legge il premio di mille euro per il secondo figlio. Solo però per i bambini nati fino al 31 dicembre 2004. E per un solo anno. Non serve certo a coprire i costi: calcoli riportati dallo stesso ministero del Welfare indicano che sarebbe necessario un aumento del reddito del 18-30 per cento per garantire alla famiglia lo stesso tenore di vita precedente alla nascita del secondo bambino. Meglio sarebbe offrire servizi all’infanzia, come dimostra l’esperienza dei paesi scandinavi.

Mancia incompetente

Offrire mille euro una tantum alla nascita del secondo bambino non è un sostegno alla maternità, ma un regalo poco equo e quasi irresponsabile. Perché i costi di mantenimento di un figlio sono alti e aumentano con l’età. Perché in mancanza di servizi adeguati sono ancora molte le madri che rinunciano al lavoro. Con rischi di impoverimento della famiglia nel breve e nel lungo periodo. E perché in Italia i figli sono considerati di principio e di fatto dipendenti economicamente dai genitori molto a lungo, spesso ben oltre la maggiore età.

Milano capitale del clima

Dodici giorni per discutere di cambiamenti climatici e di gas serra. L’agenda ufficiale della conferenza prevede che siano trattati temi importanti come le penalità per chi non rispetta il programma di mitigazione delle emissioni e la questione dei permessi di inquinamento legati a progetti di tecnologia pulita nei paesi in via di sviluppo. Ma aumenta il numero di coloro che pensano già al dopo-Kyoto, perché il Protocollo è stato svuotato dei suoi contenuti originari e perché rischia di non entrare mai in vigore.

Il Patto è morto, viva il Trattato

La recente decisione dell’Ecofin di sospendere l’applicazione della procedura per deficit eccessivo nei confronti di Germania e Francia ha dato vita a un intenso dibattito sulla necessità di modificare il Patto di stabilità. Ma l’Ecofin ha deciso sulla base di regole previste dal Trattato di Maastricht, non dal Patto. E nessuna riforma per quanto rapida del Patto potrà impedire il ripetersi di questa situazione quando la Germania dovrà dimostrare il rispetto degli impegni presi. Non ha senso dunque riformare il Patto senza cambiare anche le regole del Trattato.

Il Patto e la crescita

La fine del Patto di stabilità non comporterà una maggiore crescita dell’Europa. Negli ultimi anni infatti è avvenuta comunque un’espansione della spesa pubblica che non ha determinato alcuna accelerazione. Perché in Italia come altrove, la debolezza dell’economia dipende dall’eccesso di specializzazione alle esportazioni in settori maturi. In attesa dello sviluppo di una nuova domanda mondiale, i paesi europei dovrebbero perciò puntare sul mercato interno. È quindi urgente liberalizzare molte attività di servizio e costruire adeguate infrastrutture.

Tre domande nel dopo-Ecofin

Quali potrebbero essere le conseguenze di un abbandono del Patto di stabilità e crescita? Si arriverebbe a un rialzo dei tassi di interesse, particolarmente grave per paesi indebitati come l’Italia. Perché l’aumento della spesa per interessi potrebbe essere tale da vanificare, ad esempio, i benefici della riforma previdenziale.

Caccia al Tesoro su Terna

Nell’operazione di privatizzazione di Terna la posta in gioco non è tanto la struttura proprietaria ottimale dell’impresa che gestirà la trasmissione di energia elettrica, quanto i ricavi che il Tesoro otterrà dalla sua vendita, anche a costo di impedire la diminuzione delle tariffe elettriche e di tradire il principio dell’indipendenza dell’Autorità di regolamentazione. Potrebbero così essere gli utenti a finanziare in modo poco trasparente una parte di riduzione del debito pubblico.

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