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Ma il funding gap c’è *

Nel suo articolo del 10 maggio, Carlo Milani trova come non esista alcun deficit di risorse per le banche italiane (calcolando un funding gap pressoché pari a zero). La tesi è piuttosto sorprendente e contraddice, prima che le risultanze dell’Abi, quelle della Banca d’Italia, che in più documenti ufficiali afferma il contrario; ad esempio nelle Considerazioni finali sul 2011 si diceva che “A marzo del 2012 i prestiti delle banche a clienti residenti in Italia ammontavano a circa 1.950 miliardi di euro, il 125 per cento del Pil.

Chi guadagna e chi perde con l’Imu

Congelato il pagamento della rata di giugno dell’Imu. Ma cosa ci aspetta al disgelo, quando il Governo rimodulerà l’imposta sugli immobili? Chi ne trarrà vantaggio e chi sarà penalizzato? Gli interventi sul tema de lavoce.info per capire i termini del problema.

Il Punto

È vero che le famiglie tedesche sono più povere di quelle italiane, francesi, spagnole? Molti giornali l’hanno scritto dopo un rapporto della Bce sulla ricchezza delle famiglie. In realtà, leggendo bene i dati, ci si accorge che le cose non stanno così. E quanto a reddito e povertà in Germania la situazione è di gran lunga migliore. Si sapeva, ma vediamo i numeri.
Il Governo si è dato cento giorni per riformare le tasse sulla casa. Vediamo cosa si può fare, chi ci guadagna e chi ci perde e quanto costa: i nostri articoli sul tema raccolti in un nuovo Dossier.
Un raffronto sul welfare in Italia e negli altri grandi paesi europei mostra che servizi e assistenza da noi sono molto più bassi. Anche perché la maggioranza delle risorse viene gestita dal centro, quando invece è più efficiente che una parte consistente di esse siano distribuite dagli enti locali.
Quanto è costata la doppia recessione? Se nel 2008 non fosse cominciata la grande crisi e avessimo continuato ai ritmi di crescita precedenti, il nostro Pil sarebbe superiore di 287 miliardi, 20 per cento più alto dell’attuale.
Il recente caso India-Novartis riapre il confronto sulla protezione dei brevetti farmaceutici nei paesi in via di sviluppo. Una questione di investimenti in ricerca, ma anche di vita o di morte delle popolazioni povere.

287 miliardi di euro

Il primo trimestre 2013 e’ il settimo trimestre consecutivo nel quale il Pil del Paese risulta in calo. Una contrazione della ricchezza nazionale cosi’ prolungata nel tempo non si era mai verificata prima. Non solo, ma l’attuale fase di contrazione e’ la seconda fase recessiva di una crisi iniziata sei anni fa.

Il Punto

Mentre registriamo il settimo trimestre di fila di calo del Pil, il Governo deve assecondare le promesse elettorali di Silvio Berlusconi, sospendendo l’Imu sulla prima casa. E annuncia una rimodulazione della tassa entro cento giorni. Guardiamo ai suoi effetti distributivi per capire meglio in che modo può essere resa più equa.
La bicicletta vive un momento di grande popolarità. Per i suoi effetti salutistici, ecologici ed economici. Abbiamo provato a stimare le conseguenze di una crescita del fenomeno fino a raggiungere il livello massimo europeo: i Paesi Bassi dove ogni abitante pedala in media per 1000 chilometri all’anno contro 200 dell’Italia.
Il 9 e 10 giugno i siciliani votano per 144 comuni. Con un nuovo sistema di doppia preferenza di genere. Che rischia di tradursi solo in un omaggio formale alle quote rosa, facilitando il controllo clientelare del voto.
A crisi eccezionale, misure eccezionali. Possono i paesi deboli dell’Eurozona, a partire dall’Italia, chiedere di attivare la Emergency liquidity assistance per l’acquisto permanente di una speciale classe di titoli di stato che sostenga programmi di spesa o tagli di tasse? Vediamo quali spazi ci sono.

L’andamento del Pil

Aggiorniamo il grafico dell’andamento del Prodotto interno lordo includendo gli ultimi dati Istat. Il grafico mostra i dati relativi al livello del Pil trimestrale a valori concatenati (ossia depurati dall’inflazione) e destagionalizzati (depurati per l’effetto di calendario).

Il Punto

Soffocano le piccole e medie imprese per la stretta creditizia. Apriamo il confronto su come affrontare il problema. Cosa ci dice l’esperienza del Regno Unito con i fondi di garanzia statale. In molti casi, più che la mancanza di credito, c’è una carenza di capitale di rischio. Per ovviare a questo problema nel breve periodo si può pensare ad un contributo del settore assicurativo nel fornire garanzie al credito.
Le maglie sempre più larghe della contrattazione collettiva: il 13 per cento dei lavoratori italiani percepisce salari sotto il minimo contrattuale. Sono soprattutto donne e giovani. Un dossier raccoglie approfondimenti sulla generazione senza lavoro.
Oltre 31 milioni di italiani non leggono nemmeno un libro all’anno. Eppure tra i 63.800 titoli pubblicati in 12 mesi ce n’è per tutti i gusti. Mentre a Torino si apre il Salone del libro, vediamo i dati sulla lettura e l’editoria.
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La crisi pagata dai giovani

La disoccupazione giovanile è al 36 per cento. È anche una conseguenza di riforme del mercato del lavoro rimaste incomplete. Abbiamo raccolto alcuni articoli sul contratto unico, una proposta lanciata su lavoce.info, e altri interventi sul precariato giovanile. 

Il Punto

Per sfuggire alla stretta creditizia che non fa affluire finanziamenti alle imprese, utile cercare canali e strumenti alternativi come la cartolarizzazione di prestiti alle Pmi garantita dalla Bce. Ma attenzione a non ripetere errori del passato nel mettere in circuito strumenti finanziari complessi e poco trasparenti.  Per Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, la causa del credit crunch è la scarsa raccolta di denaro da parte delle banche. E’ una tesi infondata. E cosa ne pensa il capo dei banchieri delle nomine nel Consiglio di gestione di Banca intesa? Non dovevano le fondazioni fare un passo indietro?
Come realizzare in maniera equilibrata una riforma del diritto di cittadinanza che preveda lo ius soli, proposta anche dal neo-ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge? Bene tener conto di come hanno regolato la materia i principali paesi europei e puntare su scelte il più possibile condivise.
Brilla per assenza di iniziativa la Consob sotto la guida di Giuseppe Vegas. Persino in occasione dello scandalo devastante del Montepaschi. E, per aiutare le piccole-medie imprese a finanziarsi quotandosi in borsa, istituisce un pletorico gruppo di lavoro. Un film già visto.
La spesa militare italiana -che alcuni partiti vorrebbero ridurre- è 26,46 miliardi di euro. Vicina a quella di altri partner europei. La vera anomalia, come mostra il grafico, è che rappresenta una quota di Pil pari a quella che destiniamo alle politiche del lavoro e poco meno di quanto va alla protezione sociale.
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Quanto è la spesa militare italiana?

Molto si è discusso a proposito della spesa militare in Italia. In particolare rispetto all’annosa vicenda del acquisto di 90 caccia bombardieri F-35. In un periodo segnato da vincoli di bilancio estremamente stringenti e la necessità di trovare risorse per finanziare programmi mirati al sostegno della crescita, pare opportuno tornare su questo punto per fornire qualche numero riguardo la spesa militare italiana.

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