La Bce adotterà questa settimana misure non convenzionali di politica monetaria? Speriamo che rompa gli indugi nel varare iniziative che facilitino il finanziamento delle piccole e medie imprese. Ma tra i possibili provvedimenti, c’è anche l’introduzione di tassi negativi sui depositi delle banche presso la Bce stessa. Ci sono buone ragioni per ritenere che sarebbe una novità inutile, se non addirittura dannosa. Vediamo perché.
L’Ufficio internazionale del lavoro censura la staffetta tra generazioni proposta dal ministro Giovannini. Vediamo quali sono i potenziali vantaggi e svantaggi di questa misura e quali dati servirebbero per capirne l’impatto.
Si chiama “concordato in bianco” una delle procedure introdotte dalle nuove norme sul fallimento. Alcuni ritengono che stia aprendo la strada ad abusi nelle procedure di concordato preventivo. È proprio vero? E come funziona esattamente? Ciò che non è cambiato, invece, è il privilegio del fisco nel recuperare i propri crediti dall’impresa fallita. Ha ancora senso, visto che vari paesi europei lo hanno abolito?
I confronti con lavoce.info al Festival dell’Economia di Trento: Chi comanda in Italia? (video, dossier); Chi comanda in Europa? (video, dossier); Servono ancora i sondaggi? (dossier).
Un commento di Mariano Bella e Livia Patrignani all’articolo di Francesco Daveri “Sorpresa: l’aumento dell’Iva colpirebbe i più ricchi”
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Se volete andare a lavorare alla Commissione Europea/Consiglio/Parlamento, vi sono varie strade, tutte difficili ma che vale la pena di tentare. Intanto periodicamente escono dei concorsi per funzionario (AD) o assistente (AST) a tempo indeterminato, la cui procedura dura alcuni anni, ovviamente vanno conosciute benissimo almeno due lingue oltre all’italiano (in teoria basterebbe l’inglese), consigliati francese e/o tedesco, vista la tendenza all’allargamento a Est anche il russo…
Lo sport preferito di ogni politico italiano negli ultimi anni è sempre stato quello di dar colpa all’Europa per ogni decisione impopolare da prendere. Dalle pensioni alle politiche del rigore è sempre colpa dell’Europa. Ma è proprio così?
Non per cassa, ma per equità. Un contributo a chi ha avuto di più e non solo a chi ha di più legittima una riduzione delle pensioni sopra una soglia prestabilita per chi ha avuto rendimenti dai propri contributi nettamente superiori a chi va in pensione oggi. Vediamo come questa misura di equità inter e intra generazionale potrebbe essere strutturata e quanti fondi potrebbe spostare verso politiche di contrasto alla povertà.
Qual è lo spazio per una manovra fiscale espansiva in Italia anche alla luce della sospensione della procedura per disavanzo eccessivo? Molto piccolo.
Da una parte i grandi gruppi farmaceutici che devono ripagarsi e far fruttare gli investimenti in ricerca, dall’altra i paesi poveri che hanno un bisogno disperato di medicinali a basso prezzo. Come trovare un punto d’equilibrio tra queste esigenze legittime ma contrastanti?
Era il 1985 quando le Brigate rosse assassinarono Ezio Tarantelli. Rimane il suo sogno di usare l’economia per risolvere i problemi concreti e non invece per battere avversari politici, per difendere interessi particolari, per paralizzare il cambiamento. Lo racconta suo figlio Luca in un libro appena uscito.
Chi comanda in Europa? Se ne discute con lavoce.info al FestivalEconomia di Trento sabato 1° giugno. Su questo tema un nuovo Dossier raccoglie gli articoli pubblicati da lavoce.info.
Il federalismo all’italiana mostra limiti evidenti. Una confusa ripartizione di materie che genera un enorme contenzioso presso la Corte costituzionale. Rapporti finanziari che oscillano tra diktat centralistici e autoreferenzialità delle gestioni locali. Quali soluzioni?
Contrariamente a quanto sostiene il viceministro dell’Economia Stefano Fassina, la causa principale della crescita del debito pubblico nei paesi europei è la crisi, non l’austerità fiscale. Le politiche di austerità e i loro effetti recessivi sono arrivati dopo, per impedire che il debito esplodesse.
Banche e imprese: la loro crisi rischia di tradursi in un abbraccio mortale. Come riavviare il circolo virtuoso tra loro? Due documenti, del Fondo monetario e della Banca d’Italia, offrono alcuni suggerimenti per liberare i flussi di credito e smaltire i crediti deteriorati.
Tra impegni del Governo, promesse e proclami, tagli significativi ai costi della politica non ne abbiamo ancora visti. Eppure si potrebbe cominciare subito dagli stipendi dei parlamentari italiani, i più alti d’Europa. Vediamo a quanto potrebbero scendere adeguandoli a quelli degli altri paesi.
Sembra non conoscere crisi il gioco d’azzardo on-line. Anzi, è in continua crescita. E, anche se comporta il rischio di dipendenza delle persone e quello di infiltrazioni mafiose, lo Stato non fa niente per disincentivarlo. Perché partecipa al guadagno.
Chi comanda in Italia? Se ne discute con lavoce.info al FestivalEconomia di Trento venerdì 31 maggio. Su questo tema un nuovo Dossier raccoglie gli articoli pubblicati da lavoce.info.
Un commento di Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli e Nicola Sciclone all’articolo di Tito Boeri e Vincenzo Galasso “Per una vera staffetta tra generazioni”
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Il lavoro è diventato un’emergenza nazionale. Specie per i più giovani. Lo certifica la flessione osservata in questi anni di crisi degli occupati in età tra 15 e 29 anni: 727 mila individui in meno dal 2008. E, ancora più crudamente, lo dimostra l’aumento del tasso di disoccupazione, salito per i 15-29enni al 25,2 per cento, dal 15,3 per cento che era appena cinque anni prima.
I lavoratori anziani passano al part-time e l’impresa assume giovani: è la staffetta generazionale proposta dal Governo Letta per rispondere alla disoccupazione giovanile. Ma esiste già da anni in diverse regioni e non ha dato risultati perchè lavoratori giovani e anziani sono spesso complentari piuttosto che sostituibili tra di loro. Se gli anziani vogliono aiutare i giovani, bene che chi è andato in pensione presto e avendo ricevuto rendimenti molto alti dai propri contributi rinunci a parte della propria pensione a favore di una riduzione delle tasse sul lavoro.
Con i consumi al palo, meglio evitare l’aumento dell’Iva al 22 per cento previsto per il 1° luglio. A condizione che si recuperi tagliando la spesa pubblica. Se invece si alzassero le accise sul carburante per evitare l’aumento dell’Iva gli effetti risulterebbero ancora peggiori. Il Governo si è dato 100 giorni per riformare l’Imu: rimangono 93 giorni. Bene se sarà un’Imu più progressiva rispetto alla formulazione attuale. Perché l’Irpef negli anni ha perso molta della sua progressività con il risultato che i ricchi sono sempre più ricchi. In piena crisi economica.
Valutazione: è il tema che accomuna i problemi che il nuovo ministro dell’istruzione ha ereditato dal predecessore. Il primo è l’utilizzo dei risultati della valutazione della ricerca, a fine giugno. Il secondo è quello degli esiti delle abilitazioni per professore universitario. Terzo, la piena attuazione del regolamento del sistema di valutazione delle scuole. Infine -ma non è poco- le assunzioni degli insegnanti precari.
Sono intorno al 40 per cento del totale i pagamenti che gli italiani fanno con carte di credito e bancomat. Ancora pochi rispetto ad altri paesi. Eppure banche e Governo avrebbero modo di incentivare l’uso della moneta di plastica che rende più difficile l’evasione fiscale.
IL CREDITO ALLA PA
Da una lettura attenta del mio precedente articolo, nonché dalla risposta data ad un commento di un gentile lettore, si può constatare che i calcoli sul funding gap, ovvero sul differenziale tra raccolta e impieghi bancari, si basano, esclusivamente, sulla clientela famiglie e imprese produttive. Se si prende in considerazione solo questo perimetro di clientela emerge, sulla base dei dati Banca d’Italia, che non esiste pressoché alcun gap tra quanto le banche raccolgono e quanto prestano a famiglie e imprese.
Iva iniqua e regressiva
Di Mariano Bella e Livia Patrignani
il 31/05/2013
in Commenti e repliche
Seguiamo sempre con interesse gli interventi del professor Daveri e cogliamo l’occasione per significargli la nostra grande stima. Abbiamo letto anche l’articolo “Sorpresa: l’aumento dell’Iva colpirebbe i più ricchi” ma le conclusioni, in questo caso, non ci convincono affatto. Pensavamo che l’Iva fosse un’imposta terribilmente regressiva e ne siamo tuttora convinti.
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