Con il rinnovo del sito, è iniziata la campagna di sostegno finanziario a lavoce.info. Vi chiediamo di continuare a contribuire tangibilmente (o di farlo per la prima volta) a questa impresa che ha le donazioni dei lettori come risorsa indispensabile. E vi ringraziamo!
Con la crisi di Cipro l’Eurozona ripiomba nell’incertezza. Si sarebbero dovute varare da tempo regole chiare di gestione delle crisi bancarie e una buona supervisione ma l’allentamento della pressione dei mercati, negli ultimi mesi, ha “distratto” l’Europa. Il prelievo sui depositi, imposto da Bruxelles, potrà costituire un precedente molto pericoloso ed è contraddittorio con l’assicurazione dei depositi inferiori a centomila euro. Il Consiglio europeo che ha preceduto di poche ore il collasso della situazione cipriota non ha brillato per iniziativa ma, seppure con toni sommessi, ha aperto qualche spiraglio per una politica fiscale comune. Per segni più tangibili dovremo aspettare dopo le elezioni tedesche.
Facciamo chiarezza sull’intricata vicenda dei due marò. L’Italia ha una posizione forte nel rivendicare la propria giurisdizione, debole nel non aver fatto rientrare i militari in India. E il divieto di lasciare il paese asiatico al nostro ambasciatore è una violazione del diritto internazionale.
Studi e ricerche cercano di stabilire il fatturato delle organizzazioni criminali e i numeri che ne vengono fuori sono molto discordanti. Vediamo come si possono fare i conti in tasca alla mafia in modo più rigoroso.
L’Imu può diventare più progressiva a parità di gettito aumentando l’aliquota per gli immobili diversi dall’abitazione principale. Vediamo come.
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Senza la pistola alla tempia dei mercati finanziari, l’Europa si ferma. Le conclusioni del Consiglio europeo del 14 marzo sono un atto notarile, in cui si prende atto di iniziative avviate e non ancora concluse, di obiettivi da raggiungere non si sa come. Un esempio per tutti: l’unione bancaria.
Mentre si chiude l’ennesimo deludente vertice europeo, la propaganda politica indica come fonte di tutti i nostri mali le regole fiscali europee che l’Italia si è impegnata a rispettare. Vediamo quali sono gli obblighi assunti con il Fiscal compact e con lo Stability and growth pact. E cosa sarà l’organismo indipendente che verificherà gli adempimenti.
Si riunisce il nuovo Parlamento che -dopo le promesse della campagna elettorale- deve affrontare i problemi reali del paese, sperabilmente guidato da un governo in grado di operare. Vediamo come si può riformare l’Imu -una tassa iniqua e che penalizza il mercato degli affitti- e offrire un sostegno ai più poveri con un reddito minimo garantito che incorpori anche i vari sussidi sociali esistenti. Un Dossier raccoglie gli articoli pubblicati sul tema da lavoce.info. E l’esperienza della Provincia di Trento, che dal 2009 ha introdotto il reddito minimo, mostra come si può fare.
I lavoratori delle aree con maggiore disoccupazione sono meno assenteisti rispetto a quelli dove c’è più lavoro. Così nel Sud l’assenza dal lavoro è meno rilevante, contrariamente ai luoghi comuni. Ma nel settore pubblico questo effetto non c’è.
Con il rinnovo del sito, è iniziata la consueta “campagna d’inverno” di sostegno finanziario a lavoce.info. Vi chiediamo di continuare a contribuire tangibilmente (o di farlo per la prima volta) a questa impresa che ha le donazioni dei lettori come risorsa indispensabile. E vi ringraziamo!
Che cos’è il reddito minimo garantito da istituire per dare un sostegno ai più poveri? E in che cosa si differenzia dal reddito di cittadinanza proposto dal M5s? Il primo è finanziariamente sostenibile, il secondo no. Vediamo in questo Dossier il confronto ospitato da lavoce.info.
Dopo molto tempo il voto tende a essere meno territoriale. Il Movimento 5 stelle ha preso voti in modo uniforme in tutta Italia. Pd e Pdl hanno perso maggiori consensi nelle loro roccaforti. Quella raccolta da Grillo è una protesta interclassista ma che rappresenta di più i giovani. E senza neve e pioggia nei giorni del voto, il M5s avrebbe avuto un risultato elettorale ancora migliore.
Nei prossimi anni ci sarà poco spazio per riduzioni di tasse. Ma anche a parità di gettito è possibile redistribuire risorse verso le persone con redditi più bassi. Documentiamo che un potenziamento dei sussidi di disoccupazione, finanziato con tasse sui più ricchi, farebbe aumentare i consumi in modo significativo.
Il super indice Ocse lascia intravedere una luce in fondo al tunnel della crisi dell’eurozona. Ancora una volta è la Germania che traina. Continuerà a soffrire, invece, il mercato interno Italiano in assenza di provvedimenti e stimoli.
Mentre gli immigrati fuggono dall’Italia, bisogna trattenere da noi i giovani e quelli con maggiore capitale umano. Offrendo loro la cittadinanza italiana. Una scheda descrive come altri paesi europei hanno affrontato il problema.
Articolato in 61 linee d’azione, il Piano strategico per il turismo è uno degli ultimi programmi lanciati dal Governo Monti. Punta sui mercati esteri e accentra le competenze nel ministro. Prima breccia nel federalismo perché le Regioni dovrebbero avere poteri esclusivi in materia.
Un nuovo ingresso in redazione: Riccardo Puglisi (twitter: @ricpuglisi) che i lettori de lavoce.info già conoscono attraverso numerosi suoi interventi. A Riccardo, che ci darà un contributo originale e di alto livello soprattutto sui temi dell’informazione -in particolare i nuovi media-, un caloroso benvenuto.
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Faccenda complessa eleggere il nuovo Papa con una maggioranza di due terzi più un voto. Prendendo in esame l’andamento degli scrutini degli ultimi sette conclavi, e tenendo conto delle riforme elettorali degli ultimi due pontefici, cerchiamo di prevedere i comportamenti dei cardinali nel conclave.
Di quanto aumenta il potere contrattuale di Grillo nel suo mostrarsi riluttante ad alleanze con il Pd? Può acquisire un potere addirittura superiore a quello del Pd. Ma una sua totale intransigenza avvantaggerebbe il centro-destra. È quanto emerge da un algoritmo che utilizza l’indice di potere di Shapley-Shubik.
Un altro 8 marzo in cui ripetiamo per l’ennesima volta che il posto delle donne nella società italiana è largamente sotto gli altri paesi europei. Ma qualcosa si muove: finalmente abbiamo un Parlamento con un terzo di donne. Sono anche la metà del cielo dei ricercatori universitari, ma diminuiscono drasticamente nei ruoli più alti, professori associati e ordinari. Un grafico documenta questo gap di genere e il numero eccessivo di ordinari nell’università italiana.
Nello stallo politico, il Governo dimissionario può soltanto “disbrigare gli affari correnti”. Che cosa può fare e cosa no il Governo Monti durante la crisi politica?
Com’è calcolata oggi, l’Irap è un’imposta iniqua e penalizza soprattutto le imprese di minori dimensioni. Troppo limitati i correttivi del Governo Monti. Si potrebbe invece, per esempio, aumentare la deducibilità del costo del lavoro.
Nella ricostruzione dopo le calamità naturali gioca un ruolo importante il microcredito, sostenuto dalle donazioni internazionali. Perché funzioni correttamente, occorre che i finanziamenti rispettino rigorosi requisiti. Una lezione che può servire anche al nostro paese, soggetto a tanti disastri.
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Il 30 gennaio scorso, il Consiglio universitario nazionale ha pubblicato un documento sulle “Emergenze del sistema”, che ha riscosso un inatteso interesse mediatico. I numeri sono impietosi: il nostro è un sistema universitario in fase di pericoloso ridimensionamento.
Il capitolo “Reclutamento del personale universitario-personale docente” glissa tuttavia sulla questione dell’equilibrio di genere. Gli ultimi dati Istat disponibili sono del 2008, ma restano sostanzialmente immutati nel 2013 per i limiti stringenti al reclutamento, e fotografano una situazione a dir poco drammatica.
L’equilibrio di genere è soddisfacente nella classe dei ricercatori, ma nei ruoli più alti le donne sono la metà dei colleghi professori associati e meno di un quarto dei professori ordinari.
I rapporti di ruolo sono ragionevoli in assoluto per le donne, dove si nota l’aspetto piramidale della distribuzione, ma si rivelano del tutto sbilanciati per gli uomini, dove i professori ordinari sono più numerosi persino dei ricercatori.
Sanare questa situazione pone dilemmi politici atroci: dovremmo bloccare le progressioni di carriera dei colleghi, per lasciare spazio al riequilibrio di genere? Iniettare finanziamenti più che cospicui per reclutare nuove forze femminili (“piano straordinario delle professoresse”)? Lasciare tutto come sta e, de-finanziando l’università, disincentivare l’impegno dei giovani uomini nella docenza universitaria, consegnando un lavoro poco o sotto-pagato alle donne?
Si vedranno nei prossimi anni gli effetti delle recenti riforme in materia di ordinamento universitario e reclutamento nei ruoli della docenza. Tuttavia, solo una coraggiosa politica del prossimo ministro potrà correggere queste distorsioni, indegne di un paese civile.
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Cos’è il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 stelle come uno dei punti qualificanti del suo programma di governo? Una proposta non fattibile. Altra cosa è un reddito minimo garantito offerto solo ai poveri, tra cui molti giovani. Tra l’altro, il voto giovanile al movimento guidato da Grillo segnala che è il primo partito generazionale in Italia.
Sono molto più care in Italia rispetto al resto d’Europa le polizze Rc-auto. Perché il mercato non è concorrenziale. A quando un intervento sugli intrecci azionari, sulle cariche multiple e incrociate degli amministratori, sulle barriere all’ingresso di compagnie straniere?
Franco svizzero e yen si sono fortemente svalutati, aumentando la sofferenza dell’Eurozona. È esplosa una guerra delle valute? Più probabilmente è solo una “crisi di nervi” provocata dalla difficoltà di far uscire le economie di molti paesi da una recessione interminabile. E dall’assenza di iniziative internazionali capaci di coordinare questi sforzi.
Oltre un terzo dei brevetti italiani concessi dalle autorità europee non viene utilizzato. Potrebbero invece essere adoperati per incentivare le start-up innovative che oggi investono poco in nuova tecnologia.
Ha assunto un’importanza strategica la valutazione delle politiche pubbliche. Ma non si capisce bene chi, come, e quando svolgerà questo ruolo. Tre proposte per procedere con trasparenza.
Nel nostro grafico la composizione del nuovo Senato in base alle esperienze politiche dei nuovi eletti. Grande rinnovamento e… grande inesperienza.
Valentino Larcinese risponde ai commenti al suo articolo “Dimezzare il Parlamento? No, meglio gli stipendi”
Paolo Scarpa risponde ai commenti al suo articolo “Così lavora un sindaco a 5 Stelle”
Il grafico mostra la percentuale di nuovi senatori rispetto ai seggi previsti nel Senato della Repubblica (315). Si nota come questa legislatura si prefigura essere la più innovativa dal punto di vista di nuove presenze a Palazzo Madama. Speriamo che al rinnovamento corrisponda anche la competenza.
Fonte: Ministero dell’Interno e Senato della Repubblica. A cura di Pietro Scarpa e Filippo Teoldi
Nota metodologica: Nel caso di eletti in più circoscrizione (visto che ad oggi non è ancora chiara la loro scelta). Abbiamo assegnato loro il seggio in cui avevano ricevuto più voti, considerando invece per gli altri seggi il primo non eletto.

