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Il Punto

Schiacciata tra Rai e Mediaset, La7 è sempre rimasta una “riserva indiana”, senza diventare il terzo polo televisivo che avrebbe arricchito il pluralismo dell’offerta televisiva. La vendita all’editore Urbano Cairo ci allontana da questo disegno. E cade in una campagna elettorale che ha avuto il mezzo televisivo al centro del confronto, ma in cui non si è parlato di proposte per una equa regolamentazione delle tv.
Adair Turner, presidente della Financial services authorithy, propone di monetizzare il deficit, cioè farlo finanziare dalle banche centrali. Si genera inflazione e si permette ai governi di tornare a spendere a volontà. Nell’area euro comunque impraticabile data la governance della politica economica. Un bene o un male?
Il programma Lega-Pdl di trattenere il 75 per cento del gettito tributario nel territorio dove è generato non sta in piedi né dal punto di vista costituzionale né da quello contabile. È, soprattutto, un colpo basso a tutto il Sud.
L’Italia spende tanto in formazione dei disoccupati senza preoccuparsi di capire se serve a trovare lavoro o solo a pagare i formatori. Meglio investire in auto-imprenditorialità, supporto e creazione diretta di occupazione. L’università italiana trasferisce risorse dai poveri ai ricchi. Ma non abbastanza da vanificare la redistribuzione in senso opposto operata dall’Irpef.
Altri fact checking per capire se le cifre che danno i politici sono vere o false. Analizziamo le ultime dichiarazioni di Berlusconi, Grillo, Enrico Letta, Fassina e Monti.

Un commento di Federico Russo a “Dimezzare il Parlamento? No, meglio gli stipendi” di Valentino Larcinese.

Anche a seguito dell’intervento “Come risparmiare 200 milioni di euro con un solo farmaco” di Nerina Dirindin e Nicola Magrini, l’Antitrust ha aperto un procedimento contro Roche e Novartis per “condotte suscettibili di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato delle cure destinate alle patologie della vista”  a danno delle finanze pubbliche.

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Gli articoli:
Pluralismo televisivo: c’è ben altro che La7,

 di Michele Polo
Stampare moneta, l’ultimo tabù, di Fausto Panunzi
Il programma di Lega-Pdl contro il Sud,
 di Giampaolo Arachi, Caterina Ferrario e Alberto Zanardi
È il momento di creare lavoro, di Francesco Giubileo e Marco Leonardi
Chi finanzia l’università pubblica?, di Emanuele Pugliese e Ugo Gragnolati
Ma i poveri studiano con i soldi dei poveri, di Andrea Ichino e Daniele Terlizzese

 

I disoccupati secondo Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi, Un giorno da pecora (Radio 2), 11 febbraio:
“In Europa ci sono 50 milioni di persone senza lavoro o che sono sottoccupati.”

FALSO

Enrico Letta e i (pochi) senatori confermati

Enrico Letta, Lo Spoglio (Sky TG24), 13 febbraio:

“Noi avevamo 100 senatori in questa legislatura, di questi 100 torneranno 25, tutto il resto sono nuovi. Dei 100 nella scorsa legislatura ne torneranno 25, tutti gli altri sono nuovi, per la prima volta”

VERO, MA..

Prendendo come riferimento le stime del Centro italiano studi elettorali, dei 104 senatori iscritti al gruppo parlamentare del Partito democratico, risultano candidati in posizioni sicure per il prossimo Senato solo 24, più 3 in posizioni incerte.
Tuttavia, per capire quanto rinnovamento ci si può aspettare per la camera alta, bisogna tener presente i passaggi da Palazzo Madama a Montecitorio e viceversa. Vi sono, infatti, fra i ranghi democratici, 8 senatori candidati in posizione sicura per l’elezione alla Camera dei deputati. Inoltre 19 dei “nuovi” senatori provengono dal gruppo Pd di Montecitorio.
Riassumendo: rinnovamento sì, ma comunque il 51% dei deputati ed il 32% dei senatori democratici faranno parte con tutta probabilità del prossimo Parlamento, anche grazie al prevedibile incremento dei posti a disposizione.

Fonti:

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede_v3/Gruppi/Grp.html

http://cise.luiss.it/cise/

 

 

Berlusconi e la contribuzione italiana al budget europeo

Silvio Berlusconi, Leader (Rai Tre), 8 febbraio:
“Noi abbiamo dato 16 miliardi, abbiamo ricevuto soltanto 9 miliardi, quindi sono 6 miliardi e rotti [di contribuzione netta verso l’Europa]”

VERO

Il sito della Commissione Europea riporta i dati annuali in merito alle contribuzioni al budget di ogni stato membro e all’ammontare speso dall’Unione Europea a beneficio di ciascuno. Nell’anno 2011 (il più recente per il quale sono disponibili dati) l’Italia ha contribuito al budget europeo un totale di 16.077 milioni di euro mentre la EU ha speso per l’Italia 9.585 milioni di euro (la contribuzione netta risulta quindi essere pari a 6.492 milioni di euro).

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FONTE:

http://ec.europa.eu/budget/figures/interactive/index_en.cfm

Fassina e i contratti

Stefano Fassina, Corriere online, 7 febbraio:

“Siamo l’unico paese dove il contratto precario costa meno del contratto stabile”.

FALSO

Come mostra la tabella qui sotto, in tutti i paesi dell’Unione Europea per cui sono disponibili dati individuali su salari lordi e tipologie contrattuali (fonte EU-SILC), i contratti a tempo indeterminato costano più dei contratti a tempo determinato, a parità di livello di istruzione e di esperienza lavorativa. Non risulta che ci siano riduzioni contributive o fiscali per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli “precari”. Semmai il contrario. Quindi sembrerebbe che ovunque i contratti a tempo determinato costino meno di quelli a tempo indeterminato.

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* Premio salariale: quanto in percentuale viene pagato di più un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato rispetto a un contratto a tempo determinato a parità di anni di istruzione ed esperienza lavorativa.

Fonte: Tito Boeri, Institutional reform and dualism in European labour market, in Orley Ashenfelter e David Card, Handbook of Labour Economics, 2010

I buchi di Grillo e i Bond di Monti

Beppe Grillo, Piazza Pulita, 28 gennaio:

“Qui abbiamo un buco di 14 miliardi di euro”

FALSO

Il Punto

I dati Istat appena pubblicati confermano: un 2012 pessimo. Chiuso “in bruttezza” nell’ultimo trimestre con un tonfo che ci riporta indietro alla Grande recessione del 2008-9. La risposta deve arrivare dalla Bce -che governa un euro troppo forte- e dal Governo che uscirà dalle prossime elezioni. Bene se ridurrà le tasse a fronte di tagli di spesa e se farà un consistente pacchetto di liberalizzazioni. Non  c’è tempo da perdere!
Chi entrerà nel prossimo Parlamento? Abbiamo preso in considerazione candidati destinati a un seggio sicuro, incerti, di riempitivo e tracciato il profilo dei deputati per genere, età, istruzione, professione, esperienza e produttività. Tutto raggruppato in un nuovo Dossier.
Se davvero verrà rispettata, la nuova norma che fissa in 30 giorni i termini di pagamento per tutti – e perciò anche per le amministrazioni pubbliche- allenterà un cappio che strozza le imprese. In particolare le start-up innovative. In aggiunta ad una bassa produttività del capitale, c’è in Italia un ritardo rispetto ad altri paesi nell’organizzazione del lavoro. Vediamo perché.
L’accenno di Monti ad accorciare le vacanze scolastiche è stato subito smentito dall’interessato. Eppure più è lunga la pausa estiva più aumentano i divari sociali.
Un commento di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori Pd uscenti, sugli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili.

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Gli articoli:

2012, un brutto anno che finisce male, Francesco Daveri
Chi sono i futuri parlamentari,Tommaso Nannicini, Nicola Pierri e Luca Riva
Se tutti pagano a 30 giorni, Marco Cantamessa, Francesca Montagna e Paolo Neirotti
Quell’organizzazione del lavoro che non cambia, Paolo Pini
La lunga estate della scuola. Marta de Philippis e Ludovico Poggi

L’Italia protagonista della rivoluzione energetica *

Roberto Della Seta e Francesco Ferrante*

LE TRE DOMANDE SUGLI INCENTIVI

In un recente editoriale sul Corriere della Sera, Alberto Alesina e Francesco Giavazzi hanno aggiunto la loro voce a quella di altri commentatori – si pensi a Massimo Mucchetti – che periodicamente denunciano il peso eccessivo sulle bollette degli incentivi destinati al sostegno delle energie rinnovabili.

2012, un brutto anno che finisce male

Con una crescita a meno 2,2 per cento, il Pil 2012 dell’Italia torna a 6,5 punti in meno rispetto a prima della crisi. Il quarto trimestre è il peggiore dei sei trimestri di recessione. Per colpa della peggiore congiuntura internazionale ed europea. Ma anche del fisco e delle mancate liberalizzazioni.

Chi sono i futuri parlamentari

Candidati sicuramente eletti, incerti, di riempitivo. Li abbiamo individuati e ne abbiamo analizzato le principali caratteristiche: genere, età, istruzione, professione, esperienza, produttività. Ecco una radiografia della Camera e del Senato che usciranno dalle elezioni.

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