Silvio Berlusconi, Un giorno da pecora (Radio 2), 11 febbraio:
“In Europa ci sono 50 milioni di persone senza lavoro o che sono sottoccupati.”
FALSO
Silvio Berlusconi, Un giorno da pecora (Radio 2), 11 febbraio:
“In Europa ci sono 50 milioni di persone senza lavoro o che sono sottoccupati.”
FALSO
Enrico Letta, Lo Spoglio (Sky TG24), 13 febbraio:
“Noi avevamo 100 senatori in questa legislatura, di questi 100 torneranno 25, tutto il resto sono nuovi. Dei 100 nella scorsa legislatura ne torneranno 25, tutti gli altri sono nuovi, per la prima volta”
VERO, MA..
Prendendo come riferimento le stime del Centro italiano studi elettorali, dei 104 senatori iscritti al gruppo parlamentare del Partito democratico, risultano candidati in posizioni sicure per il prossimo Senato solo 24, più 3 in posizioni incerte.
Tuttavia, per capire quanto rinnovamento ci si può aspettare per la camera alta, bisogna tener presente i passaggi da Palazzo Madama a Montecitorio e viceversa. Vi sono, infatti, fra i ranghi democratici, 8 senatori candidati in posizione sicura per l’elezione alla Camera dei deputati. Inoltre 19 dei “nuovi” senatori provengono dal gruppo Pd di Montecitorio.
Riassumendo: rinnovamento sì, ma comunque il 51% dei deputati ed il 32% dei senatori democratici faranno parte con tutta probabilità del prossimo Parlamento, anche grazie al prevedibile incremento dei posti a disposizione.
Fonti:
http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede_v3/Gruppi/Grp.html
Silvio Berlusconi, Leader (Rai Tre), 8 febbraio:
“Noi abbiamo dato 16 miliardi, abbiamo ricevuto soltanto 9 miliardi, quindi sono 6 miliardi e rotti [di contribuzione netta verso l’Europa]”
VERO
Il sito della Commissione Europea riporta i dati annuali in merito alle contribuzioni al budget di ogni stato membro e all’ammontare speso dall’Unione Europea a beneficio di ciascuno. Nell’anno 2011 (il più recente per il quale sono disponibili dati) l’Italia ha contribuito al budget europeo un totale di 16.077 milioni di euro mentre la EU ha speso per l’Italia 9.585 milioni di euro (la contribuzione netta risulta quindi essere pari a 6.492 milioni di euro).
Stefano Fassina, Corriere online, 7 febbraio:
“Siamo l’unico paese dove il contratto precario costa meno del contratto stabile”.
FALSO
Come mostra la tabella qui sotto, in tutti i paesi dell’Unione Europea per cui sono disponibili dati individuali su salari lordi e tipologie contrattuali (fonte EU-SILC), i contratti a tempo indeterminato costano più dei contratti a tempo determinato, a parità di livello di istruzione e di esperienza lavorativa. Non risulta che ci siano riduzioni contributive o fiscali per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli “precari”. Semmai il contrario. Quindi sembrerebbe che ovunque i contratti a tempo determinato costino meno di quelli a tempo indeterminato.
* Premio salariale: quanto in percentuale viene pagato di più un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato rispetto a un contratto a tempo determinato a parità di anni di istruzione ed esperienza lavorativa.
Fonte: Tito Boeri, Institutional reform and dualism in European labour market, in Orley Ashenfelter e David Card, Handbook of Labour Economics, 2010
Beppe Grillo, Piazza Pulita, 28 gennaio:
“Qui abbiamo un buco di 14 miliardi di euro”
FALSO
I dati Istat appena pubblicati confermano: un 2012 pessimo. Chiuso “in bruttezza” nell’ultimo trimestre con un tonfo che ci riporta indietro alla Grande recessione del 2008-9. La risposta deve arrivare dalla Bce -che governa un euro troppo forte- e dal Governo che uscirà dalle prossime elezioni. Bene se ridurrà le tasse a fronte di tagli di spesa e se farà un consistente pacchetto di liberalizzazioni. Non c’è tempo da perdere!
Chi entrerà nel prossimo Parlamento? Abbiamo preso in considerazione candidati destinati a un seggio sicuro, incerti, di riempitivo e tracciato il profilo dei deputati per genere, età, istruzione, professione, esperienza e produttività. Tutto raggruppato in un nuovo Dossier.
Se davvero verrà rispettata, la nuova norma che fissa in 30 giorni i termini di pagamento per tutti – e perciò anche per le amministrazioni pubbliche- allenterà un cappio che strozza le imprese. In particolare le start-up innovative. In aggiunta ad una bassa produttività del capitale, c’è in Italia un ritardo rispetto ad altri paesi nell’organizzazione del lavoro. Vediamo perché.
L’accenno di Monti ad accorciare le vacanze scolastiche è stato subito smentito dall’interessato. Eppure più è lunga la pausa estiva più aumentano i divari sociali.
Un commento di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori Pd uscenti, sugli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili.
Con il rinnovo del sito, è iniziata la consueta “campagna d’inverno” di sostegno finanziario a lavoce.info. Vi chiediamo di continuare a contribuire tangibilmente (o di farlo per la prima volta) a questa impresa che ha le donazioni dei lettori come risorsa indispensabile. E vi ringraziamo!
2012, un brutto anno che finisce male, Francesco Daveri
Chi sono i futuri parlamentari,Tommaso Nannicini, Nicola Pierri e Luca Riva
Se tutti pagano a 30 giorni, Marco Cantamessa, Francesca Montagna e Paolo Neirotti
Quell’organizzazione del lavoro che non cambia, Paolo Pini
La lunga estate della scuola. Marta de Philippis e Ludovico Poggi
Con una crescita a meno 2,2 per cento, il Pil 2012 dell’Italia torna a 6,5 punti in meno rispetto a prima della crisi. Il quarto trimestre è il peggiore dei sei trimestri di recessione. Per colpa della peggiore congiuntura internazionale ed europea. Ma anche del fisco e delle mancate liberalizzazioni.
Candidati sicuramente eletti, incerti, di riempitivo. Li abbiamo individuati e ne abbiamo analizzato le principali caratteristiche: genere, età, istruzione, professione, esperienza, produttività. Ecco una radiografia della Camera e del Senato che usciranno dalle elezioni.
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EDIZIONE SPECIALE – Chi entra nel prossimo Parlamento
Nel prossimo Parlamento ci saranno più donne e più giovani -soprattutto grazie al M5S e al Pd- e aumenterà il numero di laureati -trainati dalle liste di Mario Monti, della sinistra radicale e di Grillo. Sulle professioni, rimarranno le differenze della Seconda repubblica: più imprenditori, avvocati e dirigenti nel centrodestra; più impiegati, sindacalisti e politici di professione nel centrosinistra. Al centro, in ascesa medici, professori e imprenditori. Selezione avversa nella conferma dei parlamentari uscenti: saranno quelli con meno presenze a trovare nuovamente posto a Montecitorio. Mentre verranno penalizzati coloro che nel corso della passata legislatura hanno votato diversamente dal gruppo di appartenenza. Sono questi alcuni risultati dell’analisi che abbiamo compiuto sulla composizione delle liste per la Camera, individuando i candidati in posizioni sicure, incerte, senza chances di elezione e tenendo conto delle stime del Cise. La nostra ricerca dice anche che nel nuovo Parlamento i gruppi di centrosinistra saranno in mano agli amministratori locali, i gruppi di centrodestra a ex parlamentari. Il M5S presenterà un gruppo consistente senza esperienze politico-amministrative.
I lettori possono così farsi un’idea se i ristretti gruppi di dirigenti politici, che in virtù del famigerato “Porcellum” compilano liste blindate all’origine, hanno almeno migliorato la qualità dei prossimi eletti utilizzando il loro arbitrio o lo strumento di primarie organizzate in fretta e furia (Pd) e via internet con scarsa partecipazione (Grillo).
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L’Italia protagonista della rivoluzione energetica *
Di .
il 14/02/2013
in Commenti e repliche, Rubriche
Roberto Della Seta e Francesco Ferrante*
LE TRE DOMANDE SUGLI INCENTIVI
In un recente editoriale sul Corriere della Sera, Alberto Alesina e Francesco Giavazzi hanno aggiunto la loro voce a quella di altri commentatori – si pensi a Massimo Mucchetti – che periodicamente denunciano il peso eccessivo sulle bollette degli incentivi destinati al sostegno delle energie rinnovabili.
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