Lavoce.info

Categoria: Rubriche Pagina 239 di 258

Sommario 15 giugno 2005

Difficile che il Consiglio Europeo che si tiene in questi giorni trovi un accordo sul bilancio comunitario. Dovrà comunque offrire risposte alla crisi costituzionale aperta dal referendum in Francia ed Olanda. Un sondaggio su Internet ci dice che i giovani italiani oggi voterebbero a favore del Trattato costituzionale europeo e che si fidano più dei burocrati di Bruxelles che dei nostri politici. Ma non amano l’Euro. Forse perchè lo ritengono colpevole degli aumenti dei prezzi. In realtà questi sono dovuti alla scarsa concorrenza: un’indagine sui prezzi dei ristoranti dimostra che gli effetti del changeover sono stati sensibili solo nelle province con minore concorrenza. In Francia e Olanda si cercano capri espiatori per il fallimento del referendum: troppo facile (e sbagliato) prendersela con gli immigrati dall’Est.  Mostriamo anche che la delocalizzazione in Francia ha distrutto poco più di 10.000 posti di lavoro all’anno. E ne può aver creati molti di più.

Sommario 13 giugno 2005

La concorrenza fatica a svilupparsi a livello nazionale come locale, dove le amministrazioni, sfruttando le crepe della legge, evitano accuratamente di mettere in discussione le posizioni di monopolio delle loro imprese. 
Per i trasporti pubblici locali la norma cambia ogni anno. Se si facessero le gare d’appalto, si potrebbero risparmiare milioni di Euro. Roma docet. Invece di imporre le gare e di risparmiare, ci si preoccupa di finanziare infrastrutture di dubbia utilità, come la metropolitana di Parma.
Nel settore idrico la legge Galli è al palo. Molti Comuni cercano di rallentare il processo. Le aggregazioni tra imprese vanno avanti. Ma è questa la strada per razionalizzare il settore?
Oggi le Autorità fanno molte segnalazioni al Parlamento, ma tutto si ferma lì. Serve un appuntamento annuale fisso al posto del rito inutile del collegato alla finanziaria: una legge annuale per la concorrenza ove si prendono sul serio le indicazioni delle Autorità.  

Alessandro Rosina e Gianpiero Dalla Zuanna commentano gli interventi sul rapporto tra giovani e famiglia di Chiara Saraceno e Francesco Billari; le controrepliche degli autori.

Tra una newsletter e l’altra abbiamo pubblicato un intervento sulla contrattazione decentrata ed uno sullo spread Btp-Bund con l’euro.

Com’è difficile diventare grandi

Con la laurea breve, la maggioranza dei diciannovenni italiani si è iscritta all’università. Rimarranno ancora più a lungo nella casa dei genitori? Probabilmente sì, se non si adottano politiche che consentano di mantenere una continuità nel tenore di vita ed eguali opportunità anche per chi lascia la famiglia d’origine. Perché studiare e formare una famiglia propria sono scelte poco compatibili in Italia. E’ necessario allentare la rigidità delle sequenze di eventi. Per esempio, con sostegni al reddito generalizzati e agevolazioni sull’affitto. Gianpiero dalla Zuanna commenta l’intervento; la controreplica dell’autore.

Sommario 6 giugno 2005

Come in Europa, in Italia aumentano le unioni di fatto e le famiglie con un solo genitore. Ma diversamente che nel resto d’Europa, i figli lasciano sempre più tardi la casa dei genitori e spesso vi ritornano dopo esperienze matrimoniali. Questo ritarda la formazione di nuove famiglie, e non sviluppa lÂ’autonomia per rapporti di coppia impostati su basi di parità. Gli uomini continuano a non aiutare le donne in casa, nonostante che i carichi domestici siano cresciuti, sia per lÂ’aumento del lavoro femminile fuori casa, sia per la mancanza di servizi di sostegno alle famiglie. Le istituzioni non aiutano: si accentua la distanza dellÂ’Italia dagli standard europei. Anche la riforma universitaria del 3+2 sembra avere allungato i tempi di studio, e lÂ’assenza di leggi sul riconoscimento delle unioni di fatto rende più incerta la scelta di avere figli.  Le proposte di ritorno ad un sistema di tassazione di tipo famigliare vanno in controtendenza e rischiano di ridurre la già limitata partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Alessandro Rosina e Gianpiero Dalla Zuanna commentano gli interventi sul rapporto tra giovani e famiglia di Chiara Saraceno e Francesco Billari; le controrepliche degli autori.

Aggiornamenti:
Lo spread Btp-Bund in tempo di euro, di Carlo Favero, 09-06-2005
Decentramento contrattuale? No, grazie di Innocenzo Cipolletta, 09-06-2005

Sommario 30 maggio 2005

Abbiamo superato i 25.000 iscritti al sito. Vi ringraziamo uno per uno per l’attenzione che ci dedicate e vi ricordiamo che lavoce.info vive dei vostri contributi.

Alcune considerazioni che ci piacerebbe ritrovare in quelle finali del Governatore. Primo, l’italianità delle banche non serve a sostenere il settore manifatturiero: c’è bisogno di un sistema bancario più efficiente per aiutare la piccola impresa a crescere e internazionalizzarsi. Secondo, ci vuole un’autorità europea di vigilanza in grado anche di imporre regole uguali per tutte le aggregazioni transfrontaliere. Terzo, c’è bisogno di maggiore competizione nel sistema bancario: anche operazioni apparentemente a favore dei consumatori possono celare pratiche collusive. Torniamo sulla questione degli azionisti di minoranza nel disegno di legge sulla tutela del risparmio. Troppa disinformazione sull’accordo sul pubblico impiego: gli aumenti sul biennio sono superiori all’8%, non c’è alcun legame con la produttività e non c’è la prospettata razionalizzazione dei servizi. Insomma, un accordo elettorale che non servirà neanche a ridurre la conflittualità nel pubblico impiego: chiuso il contratto, se ne riaprirà immediatemente un altro.

Aggiornamenti:
L’Italia senza l’Euro, di Tommaso Monacelli, 03-06-2005
Dalla Cina senza quote, di Daniel Gros, 03-06-2005

Sommario 23 maggio 2005

Si riapre pericolosamente lo spread fra Btp e Bund e, con la decisione Eurostat, il rapporto fra debito pubblico e Pil torna ad aumentare dopo 10 anni.   Ci vorrebbero mani salde alla conduzione della politica economica.  Ma non c’è spazio per i tecnici in questo governo.  E non c’è controllo democratico su chi davvero decide. Inquietante. 

Le infrastrutture sono importanti per la crescita, ma meno decisive di quanto si voglia far pensare. In quanto a rete infrastrutturale, lÂ’Italia non è messa così male come si dice. E puntare tutto sulle grandi opere fa perdere di vista le esigenze della logistica e la congestione sempre più grave delle grandi aree metropolitane, che richiedono, invece delle opere faraoniche, tante “piccole opere”, pronte per lÂ’uso in tempi brevi. La Legge Obiettivo ha fallito nell’accelerare lÂ’avvio e la realizzazione delle grandi opere, non ha contribuito a far maturare la cultura della valutazione economica e della responsabilità amministrativa e sta generando un consistente debito pubblico futuro. Auspicabile che nella campagna elettorale non ci sia una gara tra le due coalizioni nel promettere nuove infrastrutture.

Il Ministro Domenico Siniscalco replica all’intervento della redazione de lavoce.info. Una lettera del vicepresidente del Consiglio Giulio Tremonti.

Aggiornamenti:
Troppo pessimismo intorno a un “no” , di Giancarlo Perasso, 27-05-2005
Se si perde la voglia di Europa, di Carlo Altomonte, 27-05-2005
Andare avanti, comunque, di Ettore Greco e Gian Luigi Tosato, 27-05-2005

Sommario 16 maggio 2005

Le emergenze ambientali continuano a essere messe in secondo piano. Solo il problema dei rifiuti in Campania continua a tenere banco. Ci prepariamo all’estate senza che il ricordo delle ondate di caldo di due anni fa ci abbia fatto pensare ad antidoti.  Bene riaprire il confronto sullo smog causato dal traffico urbano, sui blocchi della circolazione, targhe alterne e proposte di car-pooling.

Anche il fronte energetico è caldo. Si continua a dibattere dell’opportunità di tagliare le imposte sulla benzina quando aumenta il prezzo del petrolio per sterilizzarne gli effetti. E, con una certa regolarità, si affacciano dichiarazioni e prese di posizione a favore di un ritorno dell’Italia al nucleare.

Mentre sulle nomine RAI si procede di rinvio in rinvio, alcune lezioni interessanti dal Perù sul rapporto fra media e democrazia.

Aggiornamenti:
Quante verità sui conti pubblici?, di Tito Boeri e Giuseppe Pisauro, 18-05-2005
Autostrada, oh cara, di Giorgio Ragazzi, 19-05-2005
Quella ricchezza difficile da tassare, di Andrea Manzitti, 20-05-2005

Sommario 9 maggio 2005

Alcune delle riforme che servono a far uscire il paese dal declino non sono a costo zero. Riformare gli ammortizzatori sociali risponde alla domanda di protezione degli italiani, riduce i costi sociali del necessario cambiamento di specializzazione produttiva del paese e le iniquità del nostro sistema di welfare. Ma costa. Discutiamo strategie per finanziare una vera riforma e i suoi potenziali effetti. Tenendo conto dell’esperienza accumulata con il Reddito Minimo di Inserimento e delle ultime rilevazioni dell’Istat sulle collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co). Un’altra riforma importante è quella dei servizi per i non autosufficienti. Potrebbe essere finanziata con prelievi sulle pensioni più ricche. Sarebbe anche questo un modo per migliorare le proprietà distributive del nostro sistema di protezione sociale.

Aggiornamenti:
Un’assunzione di responsabilità, di Riccardo Faini, 13-05-2005
Al privato non si addice l’elettricità, di Carlo Scarpa, 13-05-2005

Sommario 2 maggio 2005

Non possiamo dare ad altri le colpe per la bassa crescita della nostra economia. Facciamo peggio di tutti in Europa.  E i provvedimenti sulla competitività approdano in Aula solo a fine legislatura. Persi per strada pezzi importanti, come la riforma delle professioni. Ci sono più di 1.100 emendamenti, come una legge finanziaria, quasi la metà provengono dalle fila della maggioranza e dallo stesso Governo. La conversione in legge deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 15 maggio. Non c’è tempo per discuterne. Proviamo comunque ad offrire spunti utili per un dibattito che avrà luogo forse soprattutto al di fuori delle sedi istituzionali. Che spazio c’è per attuare riforme a costo zero? Possono, in particolare, incentivi normativi che non comportano né sussidi nè sgravi fiscali stimolare lÂ’economia, facilitare il ricambio generazionale delle imprese italiane e incoraggiare il finanziamento di nuovi progetti imprenditoriali? Può la direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi ridare slancio alla nostra economia? E perchè nessuno tiene conto del fatto che le importazioni dalla Cina vogliono dire anche costi più bassi per i nostri consumatori?

Tra una newsletter e l’altra abbiamo pubblicato un intervento sull’oscura vicenda Antonveneta-Popolare di Lodi.

IRAP

Il rischio di bocciatura dell’Irap da parte della Corte di Giustizia Europea, per quanto immotivato dal punto di vista giuridico ed economico, ha riportato alla ribalta il dibattito su come sostituire la terza imposta del nostro ordinamento.
Fra le opzioni che sono discusse negli articoli che seguono, alcune puntano a preservare le caratteristiche dell’Irap (ipotesi dello “spacchettamento”), altre considerano imposte alternative, sui redditi o sui consumi. Fra queste, assumono particolare interesse quelle che garantiscano autonomia impositiva alle regioni, e sono meno sperequate sul territorio. Su un tema così delicato è comunque fondamentale evitare l’improvvisazione.

Pagina 239 di 258

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén