In Francia si torna a parlare di cancellazione del debito pubblico detenuto dalla banca centrale. Se è una tantum, è teoricamente possibile e può anche non avere conseguenze immediate. A lungo temine, però, può comprometterne la capacità operativa.
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Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione di lavoce.info che propone conversazioni con economiste ed economisti per approfondire i principali temi del dibattito economico e sociale. In questa puntata affrontiamo la reale situazione dell’economia italiana con Guido Ascari, professore di Economia all’Università di Pavia, Economic Advisor e Head of Monetary Policy della banca centrale dei Paesi Bassi, e coautore con Riccardo Trezzi del libro “Fotografia di un declino”.
Il dibattito sull’economia italiana è spesso dominato da opinioni contrapposte e narrazioni semplificate. Tuttavia, per comprendere la traiettoria del Paese è necessario partire dai dati, che permettono di ricostruire in modo più stabile e rigoroso l’evoluzione della struttura economica. Dall’analisi di lungo periodo emergono alcune dinamiche ricorrenti: produttività stagnante dagli anni ’70, inverno demografico, rigidità della spesa pubblica e divari territoriali profondi. Elementi che incidono su crescita, occupazione e capacità di innovazione.
In questa puntata, Guido Ascari analizza queste tendenze e i loro effetti sul sistema economico italiano, offrendo una lettura basata sui dati e sulle evidenze empiriche.
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Il decreto “Milleproroghe” ha confermato per il 2026 le modifiche al Fondo centrale di garanzia per le Pmi. Superate le emergenze, come utilizzare questi strumenti per promuovere gli investimenti nei settori oggi strategici per la competitività?
Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata abbiamo invitato Carlo Favero, economista dell’Università Bocconi.
Quando si parla di finanza pubblica, l’attenzione si concentra spesso su deficit e spread. Ma una forza più silenziosa sta cambiando le fondamenta dei conti pubblici: la demografia. L’invecchiamento della popolazione, la riduzione dei nuovi nati e la trasformazione del mercato del lavoro incidono sempre più sulla capacità dello Stato di crescere, raccogliere risorse e sostenere la spesa sociale.
Negli ultimi decenni queste tendenze hanno interessato tutte le economie avanzate, ma in Italia si intrecciano in modo particolarmente critico con l’aumento del debito pubblico, sollevando interrogativi sul futuro dei bilanci e sull’equità tra generazioni.
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Si parla di ancora fiscale dell’inflazione quando la dinamica dei prezzi è dettata dalle esigenze di garantire la sostenibilità del debito pubblico. Lo si è visto negli anni Sessanta e Settanta, all’epoca dell’espansione dei programmi di welfare.
L’Europa vive oggi in un’economia di guerra? Potrà dotarsi di un efficace sistema di difesa senza rinunciare al suo modello di sviluppo economico e sociale? Sono alcune delle domande affrontate in un libro di Balduzzi e Bignami. Ne pubblichiamo un estratto.
Nel quadro delle nuove regole europee gli impegni presi dagli stati si distribuiscono su più anni. Dunque, le manovre da attuare con le leggi di bilancio annuali hanno margini di azione ridotti. Ma quella del nostro governo è particolarmente asfittica.
L’economia informale cresce nelle recessioni e quando si alzano le aliquote fiscali. Con ripercussioni su base imponibile e sostenibilità del debito. Comprendere e misurare meglio il sommerso permetterebbe di progettare politiche pubbliche più efficaci.
Dopo più di tre anni di guerra, l’economia ucraina riesce a mantenere un buon andamento in termini di crescita, controllo dell’inflazione e stabilità del tasso di cambio. Sostenere Kiev sarebbe nell’interesse dell’Europa, ma l’impegno concreto resta timido.
La legge di bilancio Usa mantiene le promesse fatte in campagna elettorale e comporta un ulteriore aumento del debito pubblico. In un periodo di grande incertezza, dovuta proprio alle decisioni di Trump, le preoccupazioni sulla sua sostenibilità aumentano.