L’Italia ha costruito un Pnrr molto rigido e dettagliato, con l’obiettivo di risolvere le criticità strutturali della nostra economia. Ora anche la politica deve darsi una governance stabile e credibile per i prossimi anni. A partire dal Quirinale.
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La crisi del Covid ha portato a risposte senza precedenti, come il Next Generation Eu. I suoi fondi promuovono la sostenibilità dei debiti pubblici attraverso la solidarietà. E si riduce il rischio che si crei un circolo vizioso tra banche e stati.
Con un decreto, il governo ha stabilito come verranno spesi i finanziamenti del Pnrr destinati al turismo. Si conferma una concezione tradizionale del settore, che invece mai come ora avrebbe bisogno di innovazione, capacità di visione e azione sistemica.
I contratti pubblici hanno un ruolo strategico nella fase di rilancio e nella sfida della sostenibilità. Regole e funzionamento vanno perciò ripensati secondo criteri di risultato, trasparenza e legalità. Le proposte emerse in un convegno.
I Pnrr nazionali sono molto diversi tra loro, ma tutti i paesi hanno rispettato gli obiettivi indicati dall’Europa. Transizione energetica e digitale e istruzione sono perciò i settori dove si investirà di più. Non mancano però critiche e problemi.
L’emissione di titoli per finanziare il Next Generation EU potrebbe essere il primo passo verso la creazione di debito pubblico europeo, ma la strada è ancora lunga. E serve un bilancio comune. Intanto anche la Bce, come la Fed, si troverà presto davanti a un delicato dilemma: come gestire un periodo temporaneo di inflazione al di sopra del target del 2% senza perdere credibilità?
L’arrivo di Lina Khan a capo dell’Antitrust Usa potrebbe segnare una svolta: a suo parere un approccio basato sul benessere dei consumatori rende ciechi di fronte ai pericoli delle Big Tech. E proprio lo sviluppo tecnologico è al centro del 14° piano quinquennale con cui la Cina punta ad aumentare la connettività digitale del paese. Il rischio è di avere un sistema di reti meno stabili e meno sicure.
Nel 2020 in Italia la povertà è tornata a crescere e le misure emergenziali messe in campo dal governo non hanno scongiurato il record negativo. I più colpiti? Giovani, stranieri e famiglie numerose. Incolpare le amministrazioni locali per allagamenti e danni causati dalle piogge torrenziali serve a poco: quello di cui c’è bisogno, a tutti i livelli di governo, è una politica di adattamento ai cambiamenti climatici.
Cosa pensano i giovani studenti della ripresa dalla crisi e del ruolo dello stato nel guidarla? I risultati della nona edizione del concorso EconoMia, i cui vincitori sono stati premiati al Festival di Trento.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
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Grande successo per la prima emissione di titoli per finanziare il Next Generation EU. La speranza è che si tratti di un primo passo verso la creazione di un titolo di debito pubblico europeo. Ma la strada è ancora lunga e non mancano le insidie.
Un confronto con gli altri stati europei mostra il ritardo dell’Italia sulle politiche per la transizione energetica nel periodo pre-Covid. Le ragioni possono essere diverse, ma tutto fa ritenere che si tratti di una sottovalutazione della questione.
Non “più stato”, ma “uno stato migliore”: questo il messaggio del governatore. Con l’Europa che ha reagito bene alla crisi ma che adesso deve fare il salto verso la “capacità fiscale comune”. E la politica monetaria deve passare ad un obiettivo simmetrico di inflazione.
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