MARTEDì 30 GIUGNO 2026

Lavoce.info

A conti fatti, l’America è più lontana *

Il declino economico dell’Europa rispetto agli Stati Uniti si basa sull’osservazione che a partire dai primi anni Novanta il divario tra i rispettivi Pil pro capite ha ripreso ad allargarsi. Ma questo dato non è una misura adeguata del successo economico di un paese perché trascura la produzione non per il mercato e gli investimenti immateriali. Tuttavia, anche se prendiamo in considerazione le due voci, la situazione non migliora. Anzi, il declino relativo dell’Europa potrebbe essere ancora più marcato di quanto appare dalle statistiche ufficiali.

Quando il reddito è extra-parlamentare

La possibilità di mantenere un’attività lavorativa al di fuori del Parlamento ha due conseguenze. Da un lato, facilita l’ingresso alla Camera o al Senato di cittadini particolarmente affermati nel mercato privato che altrimenti non si sarebbero candidati. Un fatto auspicabile laddove la capacità dimostrata sul mercato sia in qualche maniera correlata con la capacità di risolvere i problemi del paese. Dall’altro, riduce il loro impegno nell’attività parlamentare, almeno in quella più strettamente legislativa.

E sui servizi pubblici locali la liberalizzazione finisce qui

Merito indiscutibile del processo di riforma dei servizi di pubblica utilità, avviato a metà anni Novanta, è l’aver attribuito una dimensione imprenditoriale alla loro organizzazione. Proprio ciò che ora viene rimesso in discussione, in particolare per quanto riguarda il servizio idrico. Si diffonde infatti una prorompente voglia di municipalizzazione. Ma come possono asfittiche e anacronistiche aziende pubbliche, monopolizzate dalla politica, con microscopici bacini di utenza, raccogliere la sfida tecnologica e industriale di questi settori?

La Francia abbassa le tasse. Sugli straordinari *

Se si considera che la manovra avrà scarso impatto sull’occupazione e che i costi per il bilancio saranno elevati, la defiscalizzazione degli straordinari sembra proprio una cattiva idea. E’ sbagliato decidere per legge l’orario di lavoro, meglio sarebbe lasciare libere le parti sociali di trovare un accordo, settore per settore. Però, il provvedimento contribuirà comunque a ridurre il costo del lavoro e ad aumentare le ore lavorate. Un bene per l’economia francese. Anche se per raggiungere gli stessi scopi esistono altri strumenti, meno distorsivi.

Sommario 8 giugno 2007

EÂ’ on-line Vox, portale europeo di economisti indipendenti. Si basa su un consorzio di siti web tra cui lavoce.info, che ha ispirato questa iniziativa.
Il declino economico dellÂ’Europa rispetto agli Stati Uniti sarebbe ancora più accentuato se si considerassero gli investimenti in software. I primi passi di Sarkozy si muovono in direzione diametralmente opposta alle 35 ore: la defiscalizzazione degli straordinari rischia di portare all’errore opposto.
E’ giusto affidare alla Consob la fissazione della soglia dellÂ’Opa obbligatoria, a seconda dei casi? Se ne discute spesso senza guardare i dati sul numero e il controvalore delle offerte. Eccoli. Conviene che i parlamentari mantengano unÂ’attività professionale durante il loro mandato? UnÂ’analisi dei loro redditi e delle loro assenze in Parlamento rivela pro e contro di questa scelta. La liberalizzazione dei servizi di pubblica utilità perde i pezzi. Tenere fuori l’acqua vuol dire sprecare le nostre scarse risorse idriche.
Si è concluso il festival dell’economia di Trento, dedicato a Riccardo Faini. Un volume raccoglie i suoi ultimi interventi rivolti al vasto pubblico.
Sul sito del festival trovate gli audio e le presentazioni dei relatori.

Aggiornamento: Tanto rumore per nulla di Tito Boeri e Agar Brugiavini

Se il mercato di controllo proprietario assomiglia a Chinatown

Dopo la vicenda Telecom si sono levate forti critiche all’attuale legislazione in materia di Opa e sono state avanzate numerose proposte. Se le prime sembrano non del tutto meritate, le seconde possono creare più problemi di quanti ne possano risolvere. In particolare, l’idea di consentire alla Consob di imporre discrezionalmente l’Opa obbligatoria ogni volta che si accerti il passaggio del controllo. Ma è il clima economico e politico generale, più che i dettagli tecnici della legge, a ingessare il mercato del controllo proprietario italiano.

La vita di un economista: Riccardo Faini

L’edizione di quest’anno del Festival dell’Economia di Trento è stata dedicata alla memoria di Riccardo Faini. E proprio al Festival è stata presentata una raccolta di scritti dell’economista recentemente scomparso, curata da Gianni Toniolo con Nicola Rossi. Il volume raccoglie prevalentemente articoli apparsi su lavoce.info e Il Sole 24Ore, ed è da pochi giorni in libreria con il titolo “Il mondo in rosso e nero”, edizioni Il Sole 24Ore, 200 pagine, 19 euro. Riportiamo qui alcuni stralci del discorso di commemorazione.

“Il tesoretto” Commedia all’Italiana in numero imprecisato di atti

Il da dire è presto detto,
c’è lì in cassa un tesoretto,
fu dovuto allÂ’extra-entrata,
al governo regalata

del Tremonti dalla cura,
dalla buona congiuntura,
che né il Visco né il Bersani
ci hanno messo piedi o mani.

Per spartirsi quei denari
grande lite tra i compari:
chi li vuol pei pensionati
altri un poÂ’ai disoccupati,

l’han già presi gli statali,
poi c’è il buco agli ospedali
e con tale introito in più
la ricerca o l’ auto blù?

Vi è anche il debito statale,
che lÂ’ Almunia fa star male,
lÂ’ICI in calo si propone,
da colui che fu il Piacione.

Poi un ritocco al deputato
e un aumento al magistrato,
qualche cosa agli ammogliati
poi le case agli immigrati

Dice Luca industriale
voglio il cuneo assai fiscale,
io ti dico, son Rosyna,
se conviviÂ….pensioncina

Vi confesso, son perplesso
e mi sento un poco fesso,
mentre sÂ’alza il siparietto
del nuovÂ’atto al “Tesoretto”.

Mancan solo i De Filippo,
ma c’è sempre il nostro Pippo:
la commedia allÂ’Italiana
più che mai è vivace e sana.

Qui neppure a Pirandello,
un pastiche così bello,
con Romano chÂ’entra ed esce,
sono certo, non gli riesce.

Voci e fischi dal loggione!
Presto il bis del Berluscone!?

Bilancio di un anno di governo

I costi della politica non sono solo e non sono tanto nelle remunerazioni di parlamentari, ministri, sottosegretari e amministratori pubblici, quanto negli scarsi rendimenti della loro attività di legislatori e di governanti. A poco più di un anno dall’insediamento del Governo Prodi, lavoce.info traccia un bilancio di quel (poco) che è stato fatto in materie ritenute prioritarie a Caserta o inserite nel dodecalogo post-crisi. Ecco le schede preparate dai redattori del sito in vista dell’incontro-intervista con il Presidente del Consiglio che si è svolto in un affollato auditorium di Trento l’ultimo giorno del Festival dell’Economia. Le schede sono dedicate ai seguenti temi: innovazione, politica del lavoro, fisco, giustizia, energia e ambiente, mercati finanziari, federalismo fiscale.

Incentivi più stabili all’innovazione. Ma serviranno?

Il programma

Il programma del centrosinistra parlava in modo ampio delle misure necessarie a far ripartire la crescita. E ancora di recente il presidente del Consiglio ha messo lÂ’accelerazione della crescita al centro dellÂ’agenda del secondo anno.

Le misure approvate dal governo includono sia misure orizzontali (incentivi alla ricerca per tutte le imprese) che selettive (incentivi e regimi di aiuto ad alcuni settori, uniti a controversi pronunciamenti selettivi come quelli nel caso Telecom e Autostrade Abertis di cui si discute altrove).

Spese in ricerca e sviluppo: il credito di imposta

Le principali misure volte a favorire l’innovazione e la ricerca nella Finanziaria 2007 sono l’introduzione del credito d’imposta in favore delle spese in ricerca e sviluppo (art. 19) e per i contributi delle imprese all’attività di centri di ricerca e università. Si possono definire misure orizzontali perché riguardano tutte le imprese che investono in R&S.

Commenti

1) È una buona idea dare maggiore stabilità alle varie forme di incentivazione allÂ’attività innovativa delle imprese – unÂ’esigenza fortemente sentita dagli imprenditori. Si deve però ricordare che, come indica lÂ’evidenza empirica disponibile per gli altri paesi, lÂ’efficacia degli strumenti di incentivazione e di detassazione per rilanciare lÂ’attività innovativa è incerta. Se la domanda di innovazione è poco elastica rispetto al costo dellÂ’innovazione (perché contano altri elementi diversi dal costo di innovare, come il grado di concorrenzialità dei mercati o il livello di istruzione dei lavoratori), allora è meglio non aspettarsi un forte effetto addizionale di rilancio dellÂ’innovazione nemmeno dalla predisposizione di incentivi permanenti, almeno fino a che le riforme strutturali non producano effetti. E siccome le riforme strutturali hanno faticato ad attuarsi in questo primo anno, è presumibile aspettarsi un effetto limitato di questi incentivi allÂ’attività innovativa
2) La R&S non è l’unico strumento di innovazione. Le piccole imprese distrettuali del Made in Italy innovano senza bisogno di attività formale di R&S. Misure di questo tipo sono dunque presumibilmente poco efficaci a raggiungere questo tipo di imprese. Si può però argomentare che le Regioni o gli enti locali posseggono strumenti migliori del governo centrale per favorire l’attività innovativa delle piccole imprese.

Settori strategici

La Finanziaria 2007 vede anche il ritorno della politica industriale, cioè lÂ’individuazione di alcuni settori strategici (e “aree sottoutilizzate”) cui sono stati destinati specifici regimi di aiuto (settori ad alta tecnologia, la difesa e i settori interessati dai progetti di innovazione industriale per lÂ’efficienza energetica) oltre alla creazione e al finanziamento di unÂ’Agenzia nazionale per la diffusione delle tecnologie per lÂ’innovazione, dedicata allÂ’”individuazione, valorizzazione e diffusione di nuove conoscenze,tecnologie, brevetti ed applicazioni industriali prodotti su scala nazionale e internazionale”, con sede a Milano e soggetta alla diretta vigilanza della presidenza del Consiglio.

Commento

I settori ad alta tecnologia sono quelli nei quali la produttività dovrebbe crescere più rapidamente. Proprio in questi settori, invece, i dati erano stati particolarmente negativi dopo il 2001. Ma già nel 2006, le cose sono andate molto meglio almeno in alcuni di questi settori, dunque prima che i regimi di aiuto della Finanziaria entrassero in vigore. C’era bisogno di destinare soldi pubblici a questo scopo? Inoltre, è dubbio che un’Agenzia, anche se localizzata nella capitale economica d’Italia, possa fare da meccanismo catalizzatore delle attività innovative.

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