SABATO 2 MAGGIO 2026

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Per rompere il circolo vizioso

Per stimolare l’efficienza delle nostre amministrazioni pubbliche, paralizzate da un sistema di irresponsabilità diffuse che si sorreggono a vicenda, dove il tasso di applicazione della legge stessa è vicino a zero, occorre introdurre, dove possibile, una vera concorrenza tra i centri erogatori di servizi. Dove questo non è possibile, occorre attivare le capacità di auto-valutazione delle amministrazioni e aprirle totalmente alla valutazione della cittadinanza, cui va assicurata piena voce in proposito. Entrambe garantite da un’Autorità indipendente. Un commento di Sergio Paderni e uno del Gruppo di lavoro Sisper alla proposta di un Autority per l’impiego pubblico.

Retribuzioni pubbliche, inflazione e produttività del lavoro

Analizzando in dettaglio il differenziale di crescita delle retribuzioni pubbliche rispetto a quelle del settore privato si nota una sostanziale omogeneità per le retribuzioni contrattuali e dinamiche molto più differenziate per quelle di fatto. L’elevato valore dello slittamento salariale nel pubblico impiego si deve soprattutto al maggior importo degli arretrati, legato ai consistenti ritardi nei rinnovi. Più che di accelerazione retributiva del pubblico impiego si deve parlare di crisi della produttività del lavoro e di stagnazione salariale del privato.

Un passo avanti

La nuova organizzazione della vigilanza sui mercati finanziari realizza una reale semplificazione: vengono attribuite alla Banca d’Italia tutte le competenze di stabilità, alla Consob quelle sulla trasparenza e correttezza di comportamento degli intermediari, con la contemporanea soppressione di Isvap e Covip. Finalmente abolito anche il Cicr. Al suo posto compare un Comitato per la Stabilità finanziaria, a cui spettano gli interventi di coordinamento per fronteggiare eventuali crisi delle banche. Ma il pericolo è che alla fine abbia troppi poteri.

La via burocratica alla produttività

Affinché il tavolo sulla riforma del pubblico impiego non sia un ennesimo esercizio di retorica, bisogna che il baricentro si sposti dai contratti e dalle regole del rapporto di lavoro individuale agli incentivi forniti alle amministrazioni, i cui dirigenti vanno dotati di poteri manageriali effettivi. L’esatto contrario del memorandum sottoscritto fra governo e sindacati. Nei prossimi cinque anni andranno in pensione circa 400mila persone. Da come e in quale percentuale verranno rimpiazzate dipende il futuro della nostra pubblica amministrazione.

La pensione complementare ha un fondo pubblico

Doveva avere un carattere residuale, un’organizzazione agile e una gestione finanziaria limitata al breve termine. I decreti ministeriali trasformano invece FondInps1 in tutt’altro. Ma la presenza di una “normale” forma pensionistica complementare di natura pubblica avrà il progressivo effetto di rendere del tutto marginali le altre tipologie di fondi pensione perché incorporerà, senza penalizzazioni per gli aderenti, un’implicita assicurazione statale di rendimento minimo. Forse sono venuti meno i vincoli ad aggravi della spesa pensionistica pubblica?

Sommario, 7 febbraio 2007

Alla vigilia dell’apertura del tavolo sulla riforma della pubblica amministrazione discutiamo due possibili strategie per combattere la sua evidente inefficienza. Da una parte, si tratta di valutare l’operato dei singoli creando una cultura della valutazione e della trasparenza. Con unÂ’Autorità indipendente che garantisce. Dall’altra, bisogna cambiare gli incentivi delle amministrazioni, subordinando la concessione di incrementi retributivi alla qualità dei servizi erogati ai cittadini e, nel caso di amministrazioni senza un contatto diretto col pubblico, alla riduzione di esuberi identificati dall’esecutivo. Contrariamente a quanto previsto dall’accordo siglato il 18 gennaio sul pubblico impiego, bisogna anche permettere ai dirigenti di distribuire questi premi ai dipendenti in modo selettivo. La dinamica delle retribuzioni di fatto del settore pubblico mostra invece premi dati a pioggia a tutti, con unÂ’accelerazione della crescita salariale negli ultimi anni rispetto al settore privato.
FondInps2, il fondo che gestirà i futuri Tfr dei lavoratori di imprese con oltre 50 addetti che non opteranno per un fondo pensione, è stato costruito in modo tale da durare a lungo, ostacolando il decollo della previdenza complementare.
La nuova organizzazione della vigilanza sui mercati finanziari realizza una reale semplificazione. Al posto del Cicr, però, istituisce un Comitato per la Stabilità che desta alcune perplessità.

Sud chiama Sud

La cooperazione economica Sud-Sud acquista un rilievo nuovo. La Cina si è impegnata a sostenere lo sviluppo dell’Africa attraverso prestiti, doni e investimenti di varia natura per un ammontare superiore ai 5 miliardi di dollari. In cambio chiede che i beneficiari vendano le proprie materie prime e utilizzino i fondi per acquistare beni e servizi da società cinesi. I paesi africani sono così considerati partner paritari, di cui per esempio è opportuno sottolineare l’attrattività come destinazione turistica. Un approccio ben diverso da quello adottato dai paesi del Nord.

Come riordinare i servizi pubblici locali

Il disegno di legge delega sul riordino dei servizi pubblici locali può contribuire a estendere la politica delle liberalizzazioni. Complessivamente positivo, non sembra però rispondere adeguatamente ad alcune questioni. Come il sottodimensionamento dei gestori, la tendenza a moltiplicare le società pubbliche, la difficoltà a realizzare concretamente il principio europeo della neutralità tra proprietà pubbliche e proprietà privata delle imprese affidatarie dei servizi. I rimedi specifici da prevedere esplicitamente.

La lenzuolata

Arrivò la lenzuolata
e di sotto lÂ’ho guardata,
per veder se del mercato
le catene hanno strappato,

se su gas, luce, servizi
libertà, o più tasse e vecchi vizi.
Pur se infine lo statale,
che ha lÂ’avallo sindacale,

produrrà per quel che vale,
poiché quello al cittadino
costa assai del suo quattrino.

Trovo poco, quasi niente
e alla pompa assai furente
è il mio amico benziniere,
che si scopre esser calmiere:

caldo e freddo non ne è senza,
ma non vuole concorrenza.
Per lÂ’impresa un giorno e via,
sì, ma s’è sol di barberia,

e sul cibo la scadenza,
è fatale farne assenza.
Pur la targa mÂ’hanno dato,
non so quanto, ho risparmiato,

sono il re consumatore,
del mercato gran motore!
Mi ritengo soddisfatto,
al Bersani ne do atto,

che comincia la battaglia
con gli sprechi ora si taglia.
Lunedì! Via col tagliere
Â….pei capelli, il parrucchiere.

E se il cuore sta un poÂ’ male
andar debbo in ospedale,
ma è cresciuto anche il ticketto,
e più in bus pago il biglietto.

Un problem però ha risolto,
il lenzuolo, questo è molto,
che il giornale ora sÂ’acquista
col caffè lì dal barista.

Ferrovie ancora in ritardo

Dopo l’allarme sui conti di Fs, è arrivato l’aumento della tariffe del servizio di media lunga percorrenza di Trenitalia, eufemisticamente definito “adeguamento”. Si è ignorato il vigente assetto regolatorio e la scadente performance qualitativa degli ultimi anni, senza peraltro affrontare il nodo del meccanismo tariffario futuro. Che invece è imprescindibile in vista dell’entrata di nuovi operatori nell’alta velocità. La regolazione gestita a livello ministeriale è fallita. L’esigenza di un’Autorità di regolazione indipendente è sempre più chiara.

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