SABATO 17 OTTOBRE 2026

Produttività nei servizi: l’anello mancante della ripresa

Il tasso di crescita del Pil rallenta nel primo trimestre 2007. Ma non sono le inevitabili oscillazioni trimestrali a dover preoccupare. Nel 2006 la crescita dell’economia italiana è quasi interamente spiegata dall’aumento delle unità di lavoro, mentre la produttività del lavoro è rimasta quasi ferma. La stagnazione aggregata è però la combinazione di dati molto differenziati tra l’industria e i servizi privati. La produttività va male nel settore immobiliare e laddove i vincoli infrastrutturali e di mancanza di concorrenza pesano di più.

La cultura (economica) che fa la differenza

Nel lungo periodo il grado di alfabetizzazione economica della popolazione influenza l’andamento dell’economia del paese. Perché da esso dipende il consenso dell’elettorato a riforme strutturali. Tanto che spesso le cattive politiche sono popolari, mentre quelle buone ricevono ben scarso sostegno. E infatti il populismo si fonda sull’ignoranza di concetti economici di base. Non ne sono esenti gli stessi uomini di governo. In particolare in Francia e Italia, c’è bisogno di politici “economicamente colti”. Sull’esempio del Cile degli ultimi anni.

Il protezionismo di parte

Il ricorso sistematico al protezionismo di parte è funzionale alla preservazione della tradizione ideologica, che identifica destra e sinistra con i fattori di produzione capitale e lavoro. Ma è al tempo stesso la ragione vera dell’incapacità di cambiamento della politica di fronte alla globalizzazione, della resistenza a estendere gli interessi politici al livello europeo, nonché della perdita di credibilità della politica e di chi governa. Ecco perché il Partito democratico e quello delle Libertà non possono ancora nascere.

Il consiglio (la politica paga, ma costa)

Caro babbo, disse il figlio,
io ti chiedo qui un consiglio
per le scelte del domani,
che finii di dare esami

e firmato m’ha il rettore
l’attestato di dottore:
ha la targa del Bocconi,
mi darà soddisfazioni!

Vorrei dunque con decoro
farmi strada nel lavoro:
forse quello del bancario,
buon stipendio e dolce orario,

oppur fare il fiscalista
o magari il marketista.
Anche c’è nei miei pensieri,
d’imitar Tito Boeri,

lui d’esempio non mi è solo,
che c’è anche il Miche Polo.
E se fossi consulente
o in carriera presso un ente!?

Ora il babbo inarcò il ciglio
e poi disse: caro figlio,
tu a parlar sei più che lesto
e sai già qual è il contesto.

Sempre pronto alla battuta
hai la mente aperta e acuta,
dunque scegli ciò che aggrada,
ma al mio dire adesso bada

e ritieniti avvertito
d’ adocchiare un buon partito.
Prima scala il comunale
o il consiglio provinciale,

di politica cultore
trova un posto d’assessore,
se poi, infin sei fortunato
tu puoi fare il deputato

e passato qualche mese
le pensioni son comprese.
Dammi retta, non tardare
vatti tosto a tesserare.

Pensioni


Fantafuturi di suicidi in massa
inferni familiari, ultime spiaggie…
Ma la realtà – vedrai – sarà più sciatta:
signore imbellettate con le rughe
saranno ad accoglierci alla cassa
vecchi di plastica venderanno polizze
e i cinquantenni tenteranno l’oppio
(o forse il più discreto sacerdozio
con così poche nuove vocazioni)
dopo trent’anni precari senza mutuo.
Hai voglia a dire che la vita media
s’allunga come serpe incontroversa:
a settant’anni potrò viaggiare poco
e ne restano di vita solo dieci.
Di contributi ne ho versati tanti
(quanto una vita, cinquant’anni!)
mentre mio figlio ogni giorno dice
–   papà, spero d’essere investito sulle strisce
andando all’agenzia per lo staff leasing
così che almeno tu sarai felice.

I regali di Veltroni

In vista delle elezioni comunali della primavera 2006, alcuni sondaggi di opinione rivelavano che tra le maggiori preoccupazioni degli elettori delle grandi città metropolitane c’erano i problemi del traffico, della mobilità e dei servizi di trasporto. Ma la traduzione in atto dei programmi elettorali si è rivelata subito difficile e contraddittoria. Cominciamo, a quasi un anno da quelle elezioni, a vedere cosa si è fatto a Roma per il problema taxi.

Wolfowitz “graziato” dagli europei *

L’affare Wolfowitz è un esempio lampante dell’incomprensibile sudditanza verso gli Stati Uniti che molti paesi dimostrano all’interno delle organizzazioni internazionali. Primi fra tutti quelli europei. Il presidente della Banca Mondiale non è difeso da nessuno, tranne Bush. I suoi giorni sono sicuramente contati. Tra qualche settimana al massimo darà le dimissioni “per motivi personali”. Ma lasciarlo andar via a testa alta è scandaloso e appanna l’immagine della Banca Mondiale, rafforzando per giunta l’impressione di strapotere Usa.

Effetto soglia sull’Opa

Individuare con ragionevole certezza il controllo di fatto di una società e il suo mutare nel tempo al fine di fare scattare l’Opa obbligatoria è impresa non semplice, soprattutto per la molteplicità di nozioni di controllo del nostro ordinamento. Un panel di esperti potrebbe costruire una serie di parametri capaci di offrire una valutazione più certa. Si potrebbe anche prevedere una “presunzione” di cambiamento del controllo al superamento di una determinata soglia massima. E in contropartita, una soglia minima sotto la quale si presume che non vi sia cambio.

Sommario 15 maggio 2007

Perchè i paesi europei non chiedono le dimissioni del presidente della Banca Mondiale, Paul Wolfowitz? I francesi hanno conferito a Nicolas Sarkozy un mandato per il cambiamento. Ma quali saranno le sue priorità politiche? E come si ripercuoteranno sull’Europa?
Un bilancio di come il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha utilizzato il decreto Bersani sui taxi: la corporazione dei tassisti si è rafforzata e l’esempio rischia di essere seguito da Milano.
Bisogna conservare o abbandonare la soglia del 30 per cento che fa scattare l’Opa? Una proposta che vuole dare certezza agli investitori e selezionare con un criterio diverso le società a cui si applica l’obbligo.
Vero o falso? lavoce.info verifica alcuni numeri detti nei giorni scorsi in Tv. Al vaglio le affermazioni del ministro Mussi, del senatore Marino e di Michele Santoro.

Andrea Ichino e Alberto Alesina commentano l’intervento di Tito Boeri e Daniela Del Boca sulle pari opportunità. La controreplica degli autori.

Un chiarimento di Carlo Podda segretario della CGIL Funzione Pubblica riguardo al contratto integrativo del MEF. Di questi temi si parlera’ in un incontro al festival dell’economia di Trento.

Vero o falso? Capitolo “università”

Si è discusso di università in una puntata di AnnoZero. Conduttore, ministro e ospiti hanno elencato qualche cifra in libertà. Sulla spesa per studente dei vari paesi e su quella di singoli atenei, soprattutto americani. E anche le “classifiche” delle migliori università hanno riservato notevoli sorprese. Come sempre, cerchiamo di fare chiarezza.

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