GIOVEDì 7 MAGGIO 2026

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La tassa sul tubo

Molto più selettiva del “modello britannico”, la tassa ambientale inserita nella Finanziaria 2006 esclude le telecomunicazioni e incide solo sulle grandi reti di trasmissione dell’energia elettrica e del gas naturale. Dubbia la qualificazione di tributo ambientale. Il tributo non può essere traslato. Ma in tempi di emergenza finanziaria, sembrerebbe più appropriato colpire la vendita di energia, dove le posizioni dominanti assicurano notevoli profitti. A ostacolare una simile manovra è la presenza diretta del Tesoro come azionista di Eni ed Enel.

Brevetti, la tassa che appare e scompare

La Finanziaria 2006 contiene varie misure per incoraggiare la ricerca e l’innovazione. Tra le altre, c’è l’abolizione delle tasse sui brevetti. Peccato che solo in febbraio le tasse sul deposito, il rinnovo e anche l’imposta di bollo sui brevetti fosse stata aumentata del 30 per cento. Che deve aspettarsi un potenziale inventore sulla tutela della proprietà intellettuale in Italia? E l’abolizione è poi una buona idea? Eppure, per incentivare la ricerca e l’innovazione non servono tanti interventi, ma pochi e duraturi.

Il fisco della Finanziaria

Con la manovra per il 2006 il Governo abbandona la politica dei tagli fiscali. Ma le scelte compiute sembrano, in larga parte, guidate dalla ricerca affannosa di entrate per fare quadrare i conti, purché turbino il meno possibile il sonno degli elettori. Comprendono la lotta all’evasione, la “tassa sui tubi” e una miscellanea di provvedimenti che insistono su campi già battuti. Nessuna modifica strutturale è stata messa in cantiere: né sul fronte dell’Irpef, dell’Ires, dell’Irap, né per quanto riguarda il possibile riordino della tassazione sulle “rendite” finanziarie.

Sommario 4 ottobre 2005

E’ stata scritta solo in 80 ore e si vede. Anche se gli 11,5 miliardi di riduzione del disavanzo dovessero miracolosamente materializzarsi, ci porterebbero ben al di sopra del 3,8% negoziato con Bruxelles. Contemporaneamente si decidono nuove spese e agevolazioni per 11 miliardi. Sarebbe meglio concentrare solo sulla riduzione del disavanzo le risorse che effettivamente si riuscirà a trovare, rinviando il resto a tempi migliori.
Abbandonata la politica dei tagli fiscali, ci si attende di reperire risorse da una non definita lotta all’evasione, un’improbabile imposta “sui tubi” (che rischia di gravare su di una domanda molto rigida) e una miscellanea di interventi di piccola entità che hanno il costo di rendere ancora più incerto il quadro per il contribuente. Un esempio fra tutti: la tassa sui brevetti, inasprita solo sette mesi fa, viene ora abolita.

Ancora molto diversa la Turchia dai paesi dell’Unione a 25. Ci vorranno tempi lunghi per il loro ingresso. Meglio esser chiari con tutti fin da subito.

Il giro del bilancio in ottanta ore

La Finanziaria dovrebbe ridurre il disavanzo di 11,5 miliardi. E’ una cifra insufficiente e che comunque difficilmente sarà realizzata, poiché contemporaneamente si destinano altri 11 miliardi a nuove spese e agevolazioni fiscali, la cui copertura è tutto fuorché solida. Sarebbe meglio, per una volta, abbandonare la retorica della Finanziaria per lo sviluppo e limitarsi a una correzione reale del disavanzo.

Soluzioni italiane per una Germania con politica all’italiana

L’esperienza europea degli ultimi venti anni mostra che le grandi coalizioni fanno crescere il debito pubblico e non sono politicamente in grado di attuare riforme politicamente difficili. La Germania dovrebbe dunque puntare su un Governo tecnico, sull’esempio di quelli italiani degli anni Novanta. Garantirebbe l’ampia maggioranza parlamentare necessaria per avviare le riforme, risolvere il problema del federalismo fiscale e ridisegnare l’assegnazione delle competenze tra differenti livelli di governo. A patto però che i partiti forzino i loro leader a fare un passo indietro.

Perché restano piccole imprese

In Italia ogni anno viene creato e distrutto un gran numero di imprese. Ma questo processo non tende necessariamente a dirigere risorse verso quelle più produttive e con maggiori potenzialità di sviluppo. I costi associati alla “creazione distruttrice” non sono perciò affiancati dai potenziali benefici in termini di produttività e occupazione. Rimuovere i vincoli all’investimento innovativo e alla crescita d’impresa, incluse le soglie dimensionali oltre le quali vengono meno sussidi e agevolazioni, sono dunque due aspetti prioritari di politica industriale.

Musical chairs

Vediam che Fini, Follini e Berlusconi

Pur di tirare a campar fino a Febbraio

Han riciclato il campione dei condoni

Ecco la volpe a guardia del pollaio.

 

Questa per Giulio sarà una gran giornata

Di quelle che ricordi fin da vecchio

Di sassolini se ne toglie una manciata

Che dico una manciata, forse un secchio

 

Mi immagino lÂ’arrivo allÂ’Assemblea

del Fondo coi riflettori accesi

I giornalisti che fanno una canea

Una selva di microfoni protesi

 

E lui che con la evve un poÂ’ arrotata

Si chiede, simulando ingenuità,

Se la notizia a Fazio è già arrivata

O stia a lui comunicar la novità

 

Prosegue suscitando lo scompiglio

Quando accenna al Professore di Torino

La faida tra i ragazzi di Reviglio

Che ha risolto mandandolo al confino.

 

Quando avrà sbollito l’euforia

E placato il suo ego già abbondante

Si ricordi che l’Italia è un pò anche mia

Non ci giochi per sembrare il più brillante

 

I suoi trucchi son più adatti al 730

Che a sanare il bilancio dello Stato

Il buon Mimmo in mezzo alla tormenta

Se non altro a raddrizzarli ci ha provato

 

Or che torna col barattolo di Cirio

Allo scranno di Quintino Sella

Freni di onnipotenza  il suo delirio

(E noi speriamo nella buona stella).

Fuga da Finantraz

Speriamo che Antonio Fazio, rientrato anticipatamente in Italia, prenda atto dei danni che sta arrecando allÂ’immagine del paese. Sarebbe anche un modo per finalmente spostare l’attenzione generale sulle vere cause dell’instabilità politica che ha portato alle dimissioni del ministro Siniscalco. Il Governo ha perso il controllo dei conti pubblici. Il nuovo ministro ha cinque giorni di tempo per varare una Finanziaria che non potrà più essere elettorale. E l’opposizione deve dare segnali forti su come intende riguadagnare controllo dei conti pubblici nella prossima legislatura.

Il federalismo negato

Tanti interventi correttivi sulla spesa, tutti incapaci di cogliere i risultati sperati. Perché non hanno inciso sui nodi strutturali. A partire dalla questione della finanza locale. Vincoli di bilancio rigidi non sono credibili se gli enti locali non sono dotati di strumenti finanziari adeguati. Né possono essere imposti se la legislazione nazionale interviene continuamente sulla legislazione di dettaglio nelle competenze locali, riducendone l’autonomia di azione. Eppure, una corretta interpretazione del Titolo V offre la ricetta per affrontare strutturalmente questi problemi.

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