Fazio è stato il perfetto interprete di un’economia che privilegia il valore delle relazioni rispetto alle forze del mercato, la discrezionalità alla trasparenza delle regole, il dirigismo alla concorrenza, e che usa il pretesto della difesa dell’italianità per proteggere interessi costituiti. Il sistema bancario è stato gestito, con il consenso di molti, con le stesse logiche di molti altri segmenti del nostro sistema economico. Senza una precisa volontà politica, non basterà a mutare questo stato di cose una migliore governance della Banca d’Italia.
Il nuovo Governatore dovra’ dare uno scossone al sistema a favore della concorrenza. Le gesta dei “finanzieri ribaldi” non devono nascondere le debolezze del “salotto buono” del capitalismo italiano. Approvata la legge sul risparmio con due sorprese negative. Primo, il regime del falso in bilancio rimane blando e inefficace. Secondo, viene istituita una commissione per la tutela del risparmio di nomina governativa della quale non sono specificate le funzioni e che rischia di accentuare l’interferenza politica nel controllo dei mercati finanziari. La vicenda Unipol e’ proprio il portato di questi perversi intrecci fra politica e banche ed e’ plausibile che sia legata allo scandalo finanziario connesso alla Banca Popolare Italiana. Dimostra che bisogna estendere al mondo della cooperazione le regole di trasparenza che si applicano alle altre societa’ eliminando l’autoreferenzialita’ del management.
I veri dati e i falsi saldi netti dell’accordo sul bilancio dell’Unione Europea.
Aggiornamenti: pubblichiamo un’anticipazione del libro Il Mercato* di Giuseppe Bertola di prossima pubblicazione per il Mulino. Come di consueto offriamo alcuni consigli di lettura per le vacanze. Infine vi proponiamo un intervento di Riccardo Puglisi e un divertissement di Aldo Montesano.
Ringraziamo tutti coloro che nel corso di quest’anno, ci hanno sostenuto. Vi ricordiamo che chi ci aiuta entro la fine dell’anno, ricevera’ un piccolo omaggio da parte della redazione.
Nel frattempo auguriamo a tutti voi un felice anno nuovo.
Perdita di credibilità : ma quanto costi? di Andrea Ichino
Dopo uno scandalo come Parmalat, è difficile presentarsi sui mercati finanziari internazionali senza una seria disciplina penale del falso in bilancio. E dunque bene ha fatto il Parlamento a rivedere il blando regime introdotto nel 2002. Ora però l’emendamento al testo di legge sul risparmio azzera la novità , salvo un inasprimento di pena nel caso di grave danno ai risparmiatori. Una scelta criticabile perché lancia il messaggio che la repressione delle frodi contabili non è una priorità in Italia. E perché accresce il costo del capitale per tutte le imprese italiane.
Il quadro che emerge dalle statistiche del mercato del lavoro non è roseo. Si torna alla “normalità ”: a una crescita economica stagnante corrisponde una crescita dell’occupazione pressoché nulla. E non solo aumenta il divario Nord-Sud, ma addirittura il Sud arretra. Si è esaurito infatti il periodo di “luna di miele” delle riforme marginali del mercato del lavoro. Mentre le statistiche ufficiali hanno assorbito la regolarizzazione di lavoratori immigrati. Uniche buone notizie l’incremento dei lavoratori dipendenti e del part-time femminile nel Nord.
Le polemiche sul collegamento transalpino Torino-Lione non tengono conto degli aspetti chiave di analisi economica e ambientale. Vi è stato infatti un difetto di comunicazione che ha impedito di illustrare adeguatamente gli obiettivi ambientali e ha trascurato gli effetti di opzione, di difficile quantificazione all’interno delle analisi tradizionali. Due lavori basati sull’analisi costi-benefici estesa dimostrano che non sono trascurabili i valori di opzione che il progetto è in grado di generare. E confermano il ruolo strategico del collegamento.
Paolo Sylos Labini è stato un ostinato economista quantitativo. Più di trent’anni fa produsse uno dei primi modelli econometrici dell’economia italiana. L’accademia ufficiale gli frappose pesanti barriere perché era considerato non omogeneo col sistema. Non sopportava l’opportunismo perbenista ed era ragionato nemico di monopolisti protetti e di piccoli e grandi percettori di rendite private garantite dal potere pubblico. Da “onesto riformista”, come si definiva, passò tanto tempo a cercare problemi specifici a cui proporre specifiche soluzioni.
La sospensione dei lavori permette una riflessione seria sul progetto di linea ferroviaria Torino-Lione. Si potrebbe rimodularlo in funzione della sola domanda merci e della sua realizzazione graduale nel tempo. Rinunciando all’alta velocità , i costi sarebbero molto ridotti, così come i rischi di una domanda insufficiente. In ogni caso, l’esame deve essere pubblico, condiviso nella metodologia e affidato a soggetti indipendenti. E considerato nell’ambito dell’insieme degli altri grandi progetti infrastrutturali inseriti nelle reti europee.
Se riuscisse a liberare le valli piemontesi dalla presenza dei Tir, la Torino-Lione potrebbe essere definita un’opera infrastrutturale “strategica”. Ma quali sono le sue potenzialità di redistribuzione modale? In questi giorni girano le cifre più disparate. Per discutere seriamente della questione, invece, occorre precisare per quali relazioni, per che tipo di beni e quali sono le aziende che accetteranno di passare alla ferrovia per il trasporto dei loro prodotti. E il regolatore pubblico deve indicare se e quali politiche di promozione intende adottare.
La vicenda della Banca popolare di Lodi dimostra come ancora una volta sia fallita l’intera catena dei controlli. Sulle omissioni o collusioni sarà compito della magistratura individuare le responsabilità , ma è importante chiedersi se gli assetti di governance della banche, e in particolare delle popolari, siano adeguati per prevenire fenomeni patologici. Senza aspettare l’intervento del legislatore, si possono adottare alcune misure che impediscano l’affermazione di nuclei dirigenti autoreferenziali e sganciati da qualsiasi verifica sul loro operato.
Per ridare credibilità al nostro sistema bancario e per renderlo affidabile agli occhi dei risparmiatori è necessario che a Fazio succeda un Governatore davvero autorevole e competente. Ma non basta. Ci vogliono nuove regole che evitino in futuro una gestione monocratica dell’istituto, impongano un termine al mandato del Governatore e attribuiscano la tutela della concorrenza bancaria all’antitrust. Riproponiamo ai nostri lettori il confronto apertosi su questi temi sul sito sperando che il Parlamento sappia rapidamente varare le nuove norme.