Un sondaggio ripetuto nel corso degli anni mostra che in una scala sinistra-destra, fino al quaranta per cento delle persone si colloca al centro. Non solo: sono di centro gli elettori che mostrano maggiore mobilità di voto da unÂ’elezione allÂ’altra. Ma in che misura la formula della “conquista del centro” conta nella competizione politica ed elettorale? Siccome tecniche diverse di sondaggio danno risultati anche molto diversi, è davvero possibile determinare con precisione che cosa sia il centro e quanti elettori vi risiedano? Forse è azzardato dedurre una strategia politica da un sondaggio. Ilvo Diamanti commenta l’intervento di Tito Boeri. La controreplica dell’autore.
Bush vince le elezioni su temi che hanno poco a che vedere con la politica economica e con ciò che avviene nel resto del mondo. Si occuperà ora del traboccante deficit federale? Presterà maggiore attenzione agli organismi multilaterali? Non rimane che sperarlo e cercare di avere un’Europa più forte, come contrappeso.
La seconda tranche della riforma fiscale rischia di venire presentata quando non ci sarà più tempo per discuterla. Per permettere un confronto, valutiamo le nuove proposte trapelate dalle fila della maggioranza per ridurre il trattamento di favore riservato ai più ricchi. Si potevano ottenere gli stessi effetti distributivi a costi più bassi. Anche del collegato sullo sviluppo non si sa ancora nulla. Bene che si concentri sull’innovazione. Non occorrono tante risorse, ma incentivi flessibili e, soprattutto, permanenti. Â
Ci vuole un’autorità europea di vigilanza sul sistema bancario, indipendente dagli interessi dei singoli Stati. Altrimenti rischieremo di non vedere le aggregazioni transfontaliere necessarie per dare all’Europa istituti capaci di competere con le grandi banche americane.
Le nuove ipotesi di riforma fiscale con quattro aliquote e deduzioni si configurano come una lieve redistribuzione dai contribuenti con reddito dichiarato più alto a quelli che si collocano nelle fasce attorno a 40-50mila euro. Dovuto però alla sostituzione delle detrazioni con deduzioni. Se invece si considerano i redditi familiari equivalenti, tutte le varianti del secondo modulo continuano ad avvantaggiare le famiglie più ricche. E si affaccia perciò il correttivo di un aumento generalizzato degli assegni al nucleo familiare.
Per rilanciare la competitività dell’economia e delle imprese italiane, il Governo sta pensando a sgravi fiscali e crediti di imposta per le spese per la ricerca e per l’innovazione tecnologica. Scarse, tuttavia, le risorse a disposizione. E per incoraggiare davvero queste attività , occorre garantire alle imprese un più elevato tasso di rendimento interno certo. Meglio perciò evitare gli interventi temporanei e, pur nel rispetto delle compatibilità di bilancio, puntare su un flusso adeguato di incentivi permanenti e flessibili.
Le autorità nazionali di vigilanza utilizzano spesso i poteri di autorizzazione allÂ’ingresso nel capitale delle banche, previsti dalle direttive comunitarie, per impedire aggregazioni transfrontaliere. Così in un mercato finanziario denominato da un’unica valuta, prevale la frammentazione e non nasce un polo capace di competere con le grandi banche americane. La soluzione non è la modifica della normativa, ma la integrazione e la centralizzazione della vigilanza, con la creazione di una autorità europea indipendente e autonoma dagli interessi dei singoli Stati.
La fede e la religione hanno pesato più dellÂ’Iraq in queste elezioni. E i democratici lo hanno capito troppo tardi. Francesco Giavazzi interviene sulla vittoria di Bush nelle elezioni americane puntando sui temi della moralità e sul diritto dei cittadini a detenere armi. Nel secondo mandato si darà un’agenda politica tutta interna, con la promozione dei valori cristiani e conservatori nelle scuole, negli ospedali, trasferendo alle organizzazione religiose finanziate dallo Stato molti compiti di assistenza sociale. Mentre i repubblicani controllano anche il Senato. La risposta di Stephen Martin.
Nonostante la più diffusa consapevolezza ambientale, è ancora l’aumento del prezzo del petrolio il maggior fattore di risparmio energetico. Mentre in questo campo scendono gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, le fonti rinnovabili resteranno relativamente insignificanti almeno per i prossimi vent’anni. Anche perché nessuno dei nuovi sistemi energetici sembra in grado di sostituire le fonti fossili in termini di costi e quantitativi. E l’ipotesi idrogeno procede con gli stessi tempi del volo umano su Marte.
Negli scenari energetici futuri, il carbone torna a essere una possibile alternativa al petrolio, grazie a nuove tecnologie che ne riducono l’impatto ambientale e rendono più vantaggiosa la sua estrazione. Ma sono in molti a puntare anche sul nucleare. Remota la possibilità di nuove Chernobyl, resta però la preoccupazione per alcuni paesi nei quali dalla produzione di energia si potrebbe facilmente passare a quella di armamenti. Infine, si guarda al gas naturale, dalle riserve meno concentrate geograficamente, più pulito e meno costoso.
Mentre la politica italiana vive alla giornata, proponiamo qualche riflessione strategica, sollecitata dalla perdurante tensione del prezzo del petrolio. Quali saranno gli scenari energetici futuri? Le fonti rinnovabili non saranno una vera alternativa ai combustibili fossili ancora per parecchio tempo. Dobbiamo allora ripensare al nucleare, oggi molto più sicuro che in passato? Anche se continua a fare notizia, l’idrogeno presenta ancora inconvenienti e difficoltà ad oggi insormontabili. Dato che le fonti fossili saranno tra noi ancora per parecchio tempo, molti prospettano la cattura e sequestrazione (prima che vengano immesse nell’atmosfera) delle emissioni di CO2 prodotte da carbone, petrolio e gas naturale.
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Aggiornamenti sull’attualità :
E’ l’America di Bush di Francesco Giavazzi, 2-11-2004
Il mercato delle banche di Francesco Vella, 2-11-2004
La tecnica del sequestro geologico di anidride carbonica non presenta rischi particolari e sembra essere in grado di assicurare consistenti riduzioni delle emissioni di gas serra. Dunque potrebbe essere una valida soluzione al problema dei cambiamenti climatici. Quanto ai costi, c’è ancora molta incertezza perché possono variare anche significativamente da una situazione allÂ’altra. Ma l’operazione diventa senz’altro più competitiva se si considerano i ricavi dovuti al recupero di petrolio o gas.