Un elaborato meccanismo per rendere regolari i lavoratori senza permesso di soggiorno già presenti negli Stati Uniti. E per assumere nuovi stranieri, contrastando allo stesso tempo l’immigrazione clandestina. Favorevoli gli imprenditori americani e la comunità ispanica, più cauti i sindacati. Non sono però chiari tempi e modi per un eventuale passaggio dal visto temporaneo alla green card. Anche perché la proposta è l’ennesimo tentativo di compromesso tra due estremi: nessuna frontiera, da una parte, nessun immigrato, dall’altra.
Non è stato possibile trovare un accordo su politiche comuni sull’immigrazione da proporre ai nuovi paesi. Così a maggio non scatterà quella libera circolazione dei lavoratori che potrebbe garantire una crescita del Pil europeo. Gli studi empirici suggeriscono che i flussi saranno inferiori ai timori di molti. Per fugare molti di questi timori , sarebbe utile stabilire a livello di tutta la UE gli ingressi degli immigrati. Si eviterebbero così shock di offerta nei mercati del lavoro dei paesi di destinazione.
Se la cesura è la Legge Bossi-Fini, la continuità nella politica italiana verso l’immigrazione extracomunitaria è rappresentata dagli accordi di riammissione. Ma più che fermare i flussi di clandestini, gli accordi sembrano aver solo modificato le rotte. E la loro efficacia sarà messa ulteriormente alla prova dall’allargamento dell’Unione europea. Per contenere le pressioni migratorie dovute a crisi nei paesi d’origine è quindi preferibile ricorrere a piani di aiuti per stabilizzare quelle economie.
Per contribuire al confronto sulla riforma delle pensioni, forniamo una stima dei risparmi ottenibili con la nuova proposta di riforma previdenziale presentata dal Governo alle parti sociali. Si è lontani dall’obiettivo di ridurre la spesa di uno 0,7% del Pil, ma rimane un forte inasprimento dei trattamenti a partire dal 2008. Se non è uno scalone, non è neanche uno scalino.Â
Il tema dellÂ’immigrazione continua a far discutere. Negli Stati Uniti Bush presenta una nuova proposta che apre le porte del mercato del lavoro americano ai lavoratori stagionali. A essere spiazzato da tale proposta è proprio il partito repubblicano. Ventata liberalizzatrice o manovra elettorale? In Inghilterra, Blair deve fare marcia indietro sulla proposta di chiudere le frontiere ai lavoratori dellÂ’est europeo per un periodo di 7 anni. Nel resto d’Europa si discute quali regole adottare nei confronti dei cittadini dei nuovi membri dell’Unione. E in Italia? Tutto tace. Se non decidiamo altrimenti nelle prossime settimane, finiremo per chiudere la porta in faccia ai nuovi cittadini dell’Unione per almeno 2 anni, privandoci di una forza lavoro assai ben istruita, che arriverebbe proprio nelle regioni in cui vi è maggiore carenza di lavoratori. Sono al massimo 40.000 i lavoratori che potrebbero arrivare dai nuovi paesi dell’Unione, secondo le nostre stime.
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Per contribuire in modo costruttivo al dibattito sulla riforma previdenziale, abbiamo simulato gli effetti della riforma proposta del Governo. Si ottengono risparmi inferiori allo 0,7 per cento del Pil e rimane un forte inasprimento della normativa nel 2008. Non sarà più uno scalone, ma non è neanche uno scalino. Stravolta la filosofia responsabilizzante della riforma Dini: ci sarà molta meno libertà di scelta su quando andare in pensione.
Il disegno di legge del Governo dovrebbe proteggere i risparmiatori dal ripetersi di crac finanziari nel futuro. Ma nel provvedimento non vi è traccia di norme mirate a regolare il conflitto di interesse di amministratori, sindaci e banche, mentre appaiono insufficienti quelle previste per le società di auditing. Non interviene quindi sull’elemento alla base della scarsa protezione dei risparmiatori. Tocca ora al Parlamento rimediare a questa mancanza, anche per riassorbire quel pericoloso sentimento antifinanziario che si è sviluppato tra gli italiani.
Anche la Consob ha qualche responsabilità nella vicenda Parmalat. Più in generale, interpreta in forma troppo notarile l’attività di vigilanza sulle società quotate e sui revisori. Al di là dei limiti imposti finora dalle norme, restano decisamente insufficienti i controlli che precedono la quotazione delle imprese, addirittura inferiori a quelli svolti nelle transazioni tra privati. Perché possa trasformarsi in un temibile ufficio ispettivo non basta una legge, serve piuttosto un radicale cambio di mentalità .
La parte più deludente del progetto di legge sulla tutela del risparmio è quella relativa alla riorganizzazione della vigilanza. C’è il desiderio di recuperare al controllo governativo un terreno che dovrebbe invece rimanere di esclusiva pertinenza delle Autorità . E per evitare che queste agiscano con logiche autoreferenziali è necessario definirne con precisione competenze e poteri, riducendo gli spazi di discrezionalità . Occorrono interventi coraggiosi sulla Consob, ma anche sulla Banca d’Italia, per rendere più trasparenti le strutture di governance e i processi decisionali.
L’avvio del mercato elettrico come prova fattuale che il Governo non dispensa solo promesse. Peccato che non sia vero. Non solo la borsa non è partita, ma non ci sono finora date certe per la sua attivazione. E benché l’architettura del modello sia definita “nuova”, in realtà è identica a quella proposta dal precedente consiglio del Gme. Resta sulla carta anche il progetto per la costituzione di un mercato regolamentato europeo di strumenti finanziari derivati sul prezzo dell’energia elettrica.
Un rapporto di un gruppo internazionale di esperti  contiene nove raccomandazioni per controllare i conflitti di interesse nelle attività finanziarie, alla luce dei casi Enron e Parmalat. Comportano tutte un aumento degli obblighi di trasparenza e modifiche delle regole che governano le certificazioni, il loro uso e le sanzioni. Nessuna di queste raccomandazioni è stata raccolta nel disegno di legge sulla tutela del risparmio presentato dal Governo, ove non vi è traccia di norme mirate a regolare il conflitto di interesse di amministratori, sindaci e banche. Così non si tutela il risparmio. Inviteremo gli estensori del rapporto a Roma, durante il dibattito parlamentare. Ma forse la parte più deludente del progetto di legge sulla tutela del risparmio consiste nel tentativo di recuperare al controllo governativo la vigilanza, che dovrebbe invece rimanere di esclusiva pertinenza delle Autorità , di cui occorre definire con precisione competenze e poteri, rendendo al contempo più trasparenti le strutture di governance e i processi decisionali. Anche perché la Consob ha sovente interpretato in forma troppo notarile l’attività di vigilanza sulle società quotate e sui revisori. Perché questa possa trasformarsi in un temibile ufficio ispettivo non basta una legge, serve piuttosto un radicale cambio di mentalità nella struttura.
LÂ’attuale Presidente della borsa elettrica italiana invia una lettera al Wall Street Journal, con una serie di “distrazioni” che è opportuno correggere. Curiosa interpretazione, comunque, del proprio ruolo istituzionale. Infine poniamo una domanda ai banchieri italiani su cui ci piacerebbe avere una risposta.