MARTEDì 27 GENNAIO 2026

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Il Punto

Per rispondere all’Inflation Reduction Act statunitense, l’Europa pensa a una revisione della normativa sugli aiuti di stato per le imprese legate all’economia verde. Su come intervenire, la discussione è aperta: sul tavolo c’è la proposta di creare un nuovo fondo comune, oltre all’idea di considerare criteri qualitativi, e non solo di prezzo, nell’assegnazione degli appalti pubblici. La legge di bilancio in discussione in Parlamento destina 8 miliardi ai sostegni contro il caro-energia per il solo primo trimestre 2023. Ma quelli erogati nel 2022 non sembrano aver centrato il bersaglio: si è trattato infatti di aiuti rivolti a tutte le famiglie e il numero di quelle che spendono per le bollette di gas e luce più del 10 per cento della spesa totale non è sceso di molto. Tra gli impegni presi con il Pnrr figura la riduzione del lavoro irregolare. È un fenomeno molto diffuso in una particolare categoria – i lavoratori alle dipendenze delle famiglie – e non è semplice da contrastare. Oltre a specifiche misure, è proprio il Pnrr che può venire in soccorso, aumentando i servizi sociali dedicati all’infanzia e agli anziani. Dopo quasi un anno di guerra, la speranza è che si possa iniziare presto a parlare di ricostruzione dell’Ucraina. Una delle priorità sarà investire sul rafforzamento del capitale umano, con interventi che dovranno avere il sostegno tecnico ed economico dell’Unione europea. Mettere mano al bonus cultura potrebbe non essere una buona idea. Per lo più, i diciottenni lo hanno utilizzato per acquistare libri e una ricerca mostra che chi ha abitudini di lettura più forti ha migliori capacità di apprendimento, con riflessi positivi sulla partecipazione al lavoro. Ridurre l’intervento dello stato e lasciare libertà di scelta agli individui su importanti questioni finanziarie, come la pensione futura, può avere dei vantaggi. A patto però di migliorare le conoscenze in materia dei cittadini, altrimenti c’è il rischio di aumentare le disuguaglianze, penalizzando soprattutto le donne. I risultati di uno studio. Rivendicare diritti, senza mai pensare ai doveri è una consuetudine sempre più diffusa. Una analisi dei discorsi di insediamento dei presidenti del Consiglio dal 1946 a oggi dà conto di come l’etica dei doveri sia via via scomparsa dalla società italiana. Una situazione particolarmente favorevole ha permesso di affrontare l’inverno senza eccessivi problemi sul fronte delle forniture di gas. Ma non è detto che si ripeta anche l’anno prossimo. Una nuova indagine della Bce conferma che i cittadini europei sono sempre più orientati a utilizzare i pagamenti elettronici, anche se il contante resta diffuso.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

Chi non ha potuto seguire il convegno annuale de lavoce del 19 dicembre, dedicato all’impatto dell’aumento del costo dell’energia su economia, imprese e famiglie, trova qui le slides proposte dai relatori.

Nel 2023, lavoce vuole essere ancora più vicina alle sue lettrici e ai suoi lettori. Vi chiediamo perciò di compilare questo breve sondaggio, per conoscere la vostra opinione e per capire quali possono essere le iniziative di maggiore interesse nel prossimo futuro.

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Come di consueto, durante il periodo festivo lavoce interrompe l’invio della newsletter. Continueremo comunque ad aggiornare il sito con nuovi articoli. La redazione augura buone feste e un felice 2023 a lettori e collaboratori!

I doveri scomparsi

La retorica dell’estensione infinita dei diritti contrasta con una insufficiente produzione di risorse per renderli esigibili. L’analisi dei discorsi di insediamento dei presidenti del consiglio mostra come anche la politica trascuri l’etica dei doveri.

Pagamenti cashless: la spinta dei consumatori

L’ultimo rapporto della Bce sulle abitudini dei consumatori sottolinea la transizione verso una società nella quale l’utilizzo del contante è destinato a diminuire. I pagamenti elettronici, nelle forme più variegate, aumentano sempre più.

Pensioni e libera scelta: l’importanza delle competenze finanziarie

Se si vuole lasciare agli individui la libertà delle scelte finanziarie, per esempio in tema di pensioni, è fondamentale aumentare l’istruzione finanziaria. Altrimenti c’è il rischio che crescano le disuguaglianze. Cosa insegna l’esperienza cilena.

Price cap: e alla fine la montagna europea partorì

È difficile valutare se l’accordo sul tetto al prezzo del gas sarà efficace. Lo schema si applica solo a una parte delle transazioni sui mercati spot, escludendo i contratti bilaterali. Basta dunque uno spostamento degli scambi per vanificare gli sforzi.

La previdenza targata Meloni

Mentre annuncia un prossimo riordino complessivo del sistema previdenziale, il governo interviene nella legge di bilancio per il 2023 su indicizzazione e perequazione delle pensioni. Le nuove misure rischiano però di contraddire l’impostazione contributiva.

Cosa significa “poter lavorare”?

Gli “occupabili” riceveranno il reddito di cittadinanza solo per sette mesi. Assieme alla nozione di povero abile, torna così una visione categoriale del sostegno al reddito che contrasta con qualsiasi forma di universalismo, peraltro mai davvero accettato.

Se la multa dipende dalla ricchezza*

La proposta di calibrare le multe in base al reddito è una buona idea, ma è non semplice da realizzare. Potrebbe essere l’inizio di una revisione complessiva delle regole della strada, pensate per un sistema profondamente diverso da quello attuale.

Il Punto

Alla fine, l’Unione europea è riuscita a trovare un accordo per un price cap sul gas. È importante sotto il profilo politico, perché gli interessi degli stati membri erano e restano divergenti. Ma è difficile dire se sarà applicabile e se sarà credibile. Gli interventi sul sistema pensionistico indicati nella legge di bilancio sono provvisori, in attesa di una riforma complessiva. Ma le scelte su trattamento minimo e su perequazione appaiono comunque contraddittorie e in contrasto con l’impostazione contributiva. Le nuove regole per il reddito di cittadinanza previste nella manovra reintroducono una visione categoriale del sostegno al reddito, mai del tutto superata in Italia. La nozione del “povero abile”, basata solo sulle caratteristiche individuali, finisce per distinguere tra “buoni” e “cattivi”. Mes sì o Mes no? Unica fra i paesi dell’Unione europea, l’Italia sembra orientata a non ratificare la riforma del Fondo salva-stati. Riproponiamo un articolo che analizza i contenuti del Meccanismo europeo di stabilità. Dalla relazione finale della commissione bicamerale dinchiesta emerge la necessità di una revisione generale dell’ordinamento del credito e della finanza, che non si limiti ad affrontare solo le criticità congiunturali, come i crediti deteriorati. Il nostro paese stanzia ancora troppo poche risorse per la prevenzione dei rischi dei disastri naturali e per le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. L’analisi dei programmi di spesa dei fondi Fesr rivela la disattenzione di molte regioni verso la tutela dell’ambiente e del territorio. Incontra il favore dei cittadini l’idea di far pagare multe e sanzioni in base alla ricchezza di chi commette l’infrazione. Non è semplice da realizzare, potrebbe essere però l’inizio di una revisione complessiva delle regole della strada, pensate per un sistema molto diverso da quello attuale.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

Ringraziamo tutti colo che sono intervenuti – in presenza e on line – al convegno annuale de lavoce del 19 dicembre, dedicato all’impatto dell’aumento del costo dell’energia su economia, imprese e famiglie. Chi non avesse potuto partecipare all’evento trova qui le slides proposte dai relatori.

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Fondo salva-stati, cosa c’è e cosa no nella riforma*

La maggioranza di governo sta isolando l’Italia in Europa, bloccando la riforma del Mes che è stata invece approvata da tutti gli altri paesi. Non c’è alcun motivo valido per bloccare la riforma, ma solo un pregiudizio ideologico e il populismo anti-Europa. Riproponiamo un articolo di tre anni fa in cui spieghiamo in cosa consiste la riforma del Mes. 

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