Un’eventuale “pace fiscale” porterebbe alle casse dello stato una somma ben inferiore all’ammontare teorico. Cancellare i crediti non più esigibili sarebbe l’unica soluzione, ma neanche la legge delega di riforma fiscale affronta la questione.
La prima ondata della pandemia ha avuto conseguenze più gravi sul reddito dei paesi del Sud Europa e per i lavoratori più fragili. Si rafforza così il doppio divario che caratterizza l’Europa di oggi e che la allontana dal suo modello sociale.
Dal 2035 nell’Unione europea potrebbero essere vendute solo auto elettriche. Forse è una svolta troppo repentina. Perché avrà gravi conseguenze sul settore. Mentre le infrastrutture sono per ora carenti e i consumatori continuano a preferire i modelli tradizionali.
La Banca centrale europea ha dichiarato che è allo studio un nuovo strumento per evitare la “frammentazione” del mercato del credito nell’Eurozona. Un esplicito controllo del livello degli spread potrebbe avere vantaggi rispetto al Quantitative easing.
Le quote di genere, dove applicate, sono state efficaci nell’aumentare la partecipazione delle donne nei board delle società quotate, ma spesso l’impatto positivo si ferma ai board, senza generare effetti “a cascata”.
L’alta astensione è uno dei dati più evidenti della tornata elettorale del 12 giugno. Sono soprattutto i giovani ad aver disertato le urne. Non sembra però il segnale di un loro disinteresse verso la politica, quanto la conseguenza di ostacoli oggettivi all’esercizio del voto, che possono essere superati. In Italia non basta garantire un salario minimo adeguato per contrastare il problema del lavoro povero. Rispetto ad altri paesi Ocse, infatti, nel nostro paese è carente il sistema di sostegno alle famiglie a basso reddito.È il lavoro il prerequisito dell’integrazione sociale ed economica dei lavoratori più marginali? Diverse ricerche sembrano rovesciare il paradigma, sottolineando l’importanza della partecipazione ad attività culturali che favoriscono la formazione di competenze trasversali utili nel mercato del lavoro. Nel 2021, la povertà assoluta in Italia è rimasta stabile, Non è una buona notizia, visti i livelli massimi raggiunti nel 2020. Sul risultato pesano le forti differenze territoriali, perché al Nord la ripresa si vede. Lo spread in risalita riapre il dibattito sull’opportunità di istituire una Agenzia europea del debito, che avrebbe il compito di garantire la stabilità all’interno dell’Eurozona. E la Bce potrebbe così essere liberata da compiti non suoi.
Si è parlato molto di salario minimo dopo l’accordo sulla proposta di direttiva europea. Su lavoce di questa misura discutiamo da quasi vent’anni: abbiamo raccolto tutti i contributi sul tema e aggiunto un editoriale inedito in un ebook. Per riceverlo via mail, basta compilare questo modulo.
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Partecipare o fruire delle attività culturali favorisce la formazione di competenze trasversali sempre più richieste nel mercato del lavoro. E dunque facilita l’integrazione economica. Le politiche culturali si rivelano così politiche di welfare.
Garantire minimi salariali adeguati è una condizione necessaria ma non sufficiente per arginare il lavoro povero in Italia. Il confronto con altri paesi mostra che per risolvere il problema va rivisto il sistema di sostegno alle famiglie a basso reddito.
È vero che i giovani italiani partecipano al voto meno del resto della popolazione, ma una parte consistente mostra comunque interesse per la politica. Per aumentare l’affluenza tra gli under-25, occorrerebbe considerare le loro esigenze specifiche, come il voto per i fuorisede.
Nel 2021, la povertà assoluta in Italia è rimasta stabile: un dato allarmante, considerando i massimi raggiunti nel 2020. Si tratta di un risultato dovuto a forti differenze territoriali, con il Nord in maggiore ripresa.