MERCOLEDì 30 SETTEMBRE 2026

Il Punto

La decisione di Putin di invadere l’Ucraina si fonda anche su un consenso interno rimasto sempre forte. L’andamento di tre variabili macroeconomiche ci aiuta a capire cosa è accaduto in Russia negli ultimi vent’anni e cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi. La guerra in Ucraina non ha alcuna giustificazione nel diritto internazionale: è una violazione della proibizione dell’uso della forza sancita dalla Carta delle Nazioni Unite. La guerra non cambia però le strategie delle banche centrali: Bce e Fed proseguono sulla strada della “normalizzazione” della politica monetaria, preoccupate di perdere il controllo dell’inflazione. Il costo dell’energia, uno dei principali fattori del rialzo dei prezzi, resta intanto al centro dell’attenzione. Riproponiamo perciò un articolo che illustra cosa succede nel mercato del gas. L’Italia fatica a raccogliere capitali attraverso processi di quotazione di società. Un Libro Verde del Ministero dell’Economia e delle Finanze delinea il quadro della situazione e offre alcune risposte. Le donne immigrate sono penalizzate da un doppio svantaggio sul mercato del lavoro, rispetto alle native e rispetto agli uomini immigrati. La didattica a distanza ha prodotto conseguenze anche sugli studenti universitari, in particolare su quelli del primo anno e sui meno capaci di auto-organizzarsi.

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La ripresa? Passa anche dal mercato dei capitali

Perché il mercato italiano dei capitali è meno attrattivo di quello di altri paesi europei? È un problema di regole, di imprenditoria poco incline ad aprire il proprio capitale sociale o del sistema paese? Qualche risposta nel Libro verde del Mef.

L’epopea di Putin narrata da tre indicatori

Vladimir Putin è al potere in Russia dal 1999, con un consenso interno rimasto sempre alto. L’andamento di tre variabili macroeconomiche aiuta a capire le ragioni economiche della sua popolarità. E forse a prevederne le mosse nel prossimo futuro.

Una politica monetaria incurante dei venti di guerra

Sia la Bce sia la Fed proseguono sulla strada di una politica meno espansiva, nonostante la guerra in corso. Ma le ragioni della “normalizzazione” sembrano meno solide nell’Eurozona che negli Usa.

Così il diritto internazionale condanna la guerra in Ucraina

Già l’invasione russa della Crimea nel 2014 costituiva una violazione della proibizione dell’uso della forza sancita dalla Carta delle Nazioni Unite. L’attacco di questi giorni è ancora più grave. E le basi giuridiche addotte da Mosca sono pretestuose.

Università in Dad: le conseguenze sugli studenti

La Dad nelle università penalizza di più gli studenti del primo anno, meno quelli dei corsi magistrali. E ha conseguenze maggiori sui “procrastinatori” rispetto ai “disciplinati”. Sono effetti da considerare nell’organizzazione della didattica da remoto.

Dossier guerra Russia-Ucraina

L’impatto del licenziamento non è uguale per tutti*

Un recente studio mostra che perdere il lavoro ha conseguenze molto diverse tra Nord e Sud Europa e che le politiche attive del lavoro hanno il potenziale per mitigare almeno in parte questi divari.

Il Punto

Cosa succederà alla Russia colpita dalle sanzioni? Nel lungo periodo gli effetti più gravi potrebbero arrivare dal blocco delle importazioni di tecnologia dall’Occidente, prima ancora che da quello delle esportazioni di materie prime. Anche nel breve periodo il rafforzamento delle misure decise da Usa e Ue potrebbe essere la via per fermare la guerra in Ucraina. Percorrere questa strada, però, rischia di risultare molto complicato per l’Europa, legata a doppio Filo con la Russia per la fornitura di gas naturale. Subire un licenziamento in un paese del Nord Europa ha effetti sul reddito molto meno pesanti rispetto a quanto avviene in un paese del Sud. Ma le politiche attive del lavoro possono attenuare le differenze, come mostra uno studio. Nel 2021 la povertà assoluta in Italia è rimasta stabile. Il dato generale nasconde però forti disuguaglianze territoriali e per composizione delle famiglie. Anche l’inflazione gioca un ruolo importante. Nella settimana che ha visto la celebrazione dell’8 marzo, lavoce continua a focalizzare l’attenzione sui divari di genere. Sono varie le ragioni – e gli stereotipi – che li determinano, a cominciare dai condizionamenti che orientano la scelta della scuola superiore. Nel mercato del lavoro le differenze di reddito fra uomini e donne si manifestano subito, fin dagli inizi della carriera, ben prima che i carichi familiari diventino pesanti. Ma in generale qual è la situazione delle donne in Italia? Una fotografia complessiva e articolata si ricava dal Rapporto sul benessere equo e solidale redatto dell’Istat.

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Nel momento della scomparsa della madre di Barbara Farnè, Miranda, la redazione si stringe con affetto attorno all’amica.

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Come stanno le donne italiane

Dal Rapporto sul benessere equo e sostenibile dell’Istat si può ricavare un quadro articolato della situazione delle donne in Italia. Premiate dalla speranza di vita, hanno grandi difficoltà nel mondo del lavoro. E traspare lo scoraggiamento.

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