Per gli italiani l’acqua minerale è certamente un bene voluttuario. Però il settore è concorrenziale e i profitti delle imprese non eccessivi. I danni all’ambiente sono prodotti dalle bottiglie e confezioni. E sono queste che dovrebbero essere tassate.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Salvini sull’economia ungherese, fresca della reinvestitura di Viktor Orbán. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.
Nelle aree dove la percentuale di stranieri è più forte, ha vinto il centro-destra. Mentre le zone a più alto tasso di disoccupazione hanno premiato il Movimento 5 stelle. Solo dove le istituzioni funzionano meglio i populismi si fermano.
La quota di imprese italiane che dichiarano di essere iscritte a un’associazione di categoria è in progressivo calo. Il fenomeno ha ripercussioni sul numero di lavoratori non coperti da un contratto collettivo nazionale. Con due possibili soluzioni.
Il Patto per la fabbrica firmato da Confindustria e sindacati è un passo indietro rispetto all’accordo del 2011. Ritorna la prevalenza della contrattazione nazionale su quella aziendale. E si delega al redivivo Cnel la verifica delle rappresentanze in base a parametri e categorie contrattuali mal definiti.
Usa e Cina vanno avanti con preoccupanti dichiarazioni di guerra commerciale. Washington prende strategicamente di mira prodotti tecnologici ad alto valore aggiunto su cui da tempo – secondo gli americani – i cinesi giocano sporco. Mentre le misure di Pechino mirano a colpire chirurgicamente le principali voci dell’export americano. Sullo sfondo l’attesa che il presidente Xi Jinping si impegni su regole di maggiore apertura del mercato cinese.
Consenziente o no, Facebook ha permesso a Cambridge analytica e probabilmente ad altre aziende di sfruttare i dati di decine di milioni di suoi utenti. A fine maggio arrivano rigorose regole Ue su trasparenza, portabilità , diritto all’oblio. Con sanzioni per chi sgarra. Basteranno per mettere fine agli abusi?
Si fa presto a spararla grossa con i numeri dei salvataggi bancari. Secondo Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, nella scorsa legislatura alle banche sono arrivati 60 miliardi di soldi pubblici. Una cifra più che doppia di quella reale, come indica il fact-checking de lavoce.info. Nella disputa torinese sul sì o no alle Olimpiadi invernali 2026, il governatore del Piemonte Chiamparino ha detto che i conti dei giochi di Torino 2006 (quando lui era sindaco) si sono chiusi in utile. Non è proprio così, secondo il nostro fact-checking.
Una delle cause della bassa crescita della produttività italiana è la piccola dimensione delle imprese. In un confronto internazionale, medie e grandi (oltre 50 dipendenti) si difendono bene a differenza delle nostre piccole e micro aziende, che costituiscono l’82 per cento del settore manifatturiero e il 97 per certo dei servizi.
È molto scarsa la presenza di stranieri nella scuola superiore italiana di secondo grado (6,8 per cento degli iscritti) e nei licei classici (2,5 per cento). Se va bene frequentano corsi professionali, se no rimangono con un’istruzione del tutto insufficiente. Una bruciante sconfitta del nostro sistema sociale.
Se con il Patto per la fabbrica Cgil, Cisl, Uil e Confindustria volevano mostrare la capacità di autogoverno del sistema delle relazioni industriali, non ci sono riuscite. L’accordo non dice nulla sui problemi più importanti e le possibili soluzioni.
Oggi è difficile essere ottimisti su una risoluzione consensuale della controversia commerciale tra Usa e Cina. Ma se le sanzioni minacciate diventassero realtà , il gioco si farebbe davvero pericoloso, per i due paesi e per gli scambi internazionali.
Le minacce di dazi puntano a indurre la Cina ad accettare trattative bilaterali con gli Stati Uniti su temi che l’attuale sistema multilaterale degli scambi non riesce a gestire. Un accordo di questo tipo segnerebbe però la fine del multilateralismo.
Trasparenza, portabilità , diritto all’oblio: sono i cardini del regolamento Ue sulla protezione dei dati, in vigore dal 25 maggio. Per aziende e organizzazioni che li trattano ci sono nuovi obblighi e sanzioni severe. Basterà per mettere fine agli abusi?