GIOVEDì 5 MARZO 2026

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Dopo le autostrade, le ferrovie: la concessione è un affare

Una concessione dovrebbe implicare il trasferimento al concessionario di un rischio operativo. In Italia non è mai stato così per le autostrade. Ora il sistema rischia di estendersi alle infrastrutture ferroviarie. Eccesso di investimenti, direttiva Recast e la potente lobby ferroviaria europea.

I diritti ignorati dalla sentenza della Consulta

La sentenza 70/2015 della Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale della legge 214 del 2011 laddove limita o annulla la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici superiori a tre volte il minimo Inps. Il rimborso integrale dei trattamenti bloccati – comprendendo tutto è stimato in circa 18 miliardi – metterebbe in seria difficoltà la nostra finanza pubblica.

Il Punto

Da qui a dicembre, quando si terrà a Parigi la conferenza sul clima, ci aspettano mesi di negoziati bilaterali per stabilire quali paesi dovranno fare più sforzi nella riduzione del riscaldamento globale. Un buon esempio è il recente accordo Cina-Usa che, se attuato, potrebbe portare a ridurre i gas serra di almeno un quarto.
C’è disorganizzazione ma anche un segreto di Pulcinella nel lasciare che i profughi arrivati sulle coste italiane non vengano identificati in tempi rapidi. In realtà si spera che per le leggi vigenti in Europa sul diritto di asilo sia un altro paese Ue a prenderli in carico. Va bene sfruttare le pieghe delle norme europee. Però non sulla pelle dei rifugiati.
Difficile individuare qual è l’interesse del consumatore di servizi telefonici mobili. Sullo “zero rating” – l’accesso illimitato ad applicazioni e siti web senza il limite di traffico normalmente imposto – l’Europa è oggi divisa. La pragmatica soluzione americana che porta il regolatore a decidere caso per caso eviterebbe di soffocare l’innovazione sul nascere.
Nel sistema pensionistico, il metodo contributivo dovrebbe garantire la parità di trattamento rivalutando i contributi di tutti in base alla media quinquennale di crescita del Pil. Ma la lunga crisi post 2007 e le scelte conseguenti del governo hanno portato rendimenti negativi. Per ristabilire l’equità del calcolo meglio allungarne a dieci anni il periodo di computo.
È all’esame delle Camere il decreto delegato che riordina i servizi per il lavoro. Si riporta dalle regioni al centro il coordinamento degli strumenti che dovrebbero consentire ai disoccupati di reinserirsi nel mercato del lavoro. Il rischio è di non utilizzare l’assegno di ricollocazione come politica attiva.
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Zero rating, ma tanti interrogativi

Sul tema dello zero rating si combatte in Europa un’aspra battaglia che rischia di far arenare anche la proposta di legge europea sulla neutralità della rete. Eppure, a prima vista sembrerebbe un falso problema, visto che a trarne vantaggio è il consumatore. Perché è meglio decidere caso per caso.

Il peso del G7 nel negoziato sul clima

Al G7 i paesi più sviluppati si sono impegnati a ridurre le emissioni del 40-70 per cento entro il 2050 rispetto al 2010. Ma ora la grande sfida fino al summit sul clima di dicembre riguarda la capacità di far coesistere il negoziato multilaterale con una serie di importanti accordi bilaterali.

Le pensioni fra rivalutazioni negative e indicizzazioni

Nell’inutile attesa di istruzioni dal Governo, alla fine del 2014 l’Inps ha sterilizzato la rivalutazione negativa dei contributi. Qualche mese dopo, la Consulta ha bocciato il blocco dell’indicizzazione. I due episodi dovrebbero stimolare una riflessione sul principio della parità di trattamento.

L’occasione persa dell’assegno di disoccupazione *

Il decreto legislativo di riordino della normativa sui servizi per il lavoro e le politiche attive propone un nuovo modello di organizzazione del mercato del lavoro, costruito sulla centralità delle strutture pubbliche. Ma i suoi strumenti restano ancorati all’ambito delle politiche passive.

Diritto d’asilo: le regole UE e l’applicazione italiana

Nel 2004 la UE ha sancito il diritto alla protezione per chi subisce persecuzioni e per chi fugge da conflitti. Ora che le barriere naturali e politiche non impediscono più l’arrivo massiccio di profughi, il regolamento Dublino 3 mostra le sue pecche. E l’Italia lo applica a modo suo.

Vocecomics del 16 giugno

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Ultima chiamata per la Grecia

Cosa succede se la Grecia non ripaga la prossima tranche di rimborsi all’Fmi? Si prospetta uno scenario catastrofico. Perché il Fondo ha lo status di creditore privilegiato e dichiarare default nei suoi confronti significa farlo anche verso tutti gli altri creditori, dalla Bce ai privati.

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