VENERDì 12 GIUGNO 2026

Lavoce.info

L’euro-tassa migliore? Sul reddito d’impresa

Si torna a parlare di una “tassa europea” da utilizzare per finanziare le politiche economiche e sociali comuni. Tra le tante forme di imposizione suggerite, la più efficace potrebbe essere una imposta sul reddito di impresa, con una aliquota minima uguale per tutti. La protezione del consumatore.

Soldi dei fondi strutturali a impatto zero*

Molto si è discusso dei ritardi nella spesa dei fondi europei. Poco invece della capacità di questi finanziamenti di incidere sulle prospettive economiche dei territori interessati. Uno studio suggerisce che negli ultimi anni il loro effetto è stato scarso.

Le srl e il loro doppio

Con l’Investment Compact si sono estesi alle piccole imprese innovative gli interventi previsti nel 2012 per le start-up. Tra questi sono compresi crowdfunding e varie deroghe al diritto societario. I contraccolpi sulle srl e su tutto il diritto societario potranno essere forti.

Siccità: la Cabina di regia merita un sequel

Un’estate torrida provoca danni ingenti all’agricoltura e più in generale all’economia. La gestione delle crisi è stata affidata fino a oggi a una cabina di regia, creata su base volontaria. Visti i successi conseguiti, ora va resa più istituzionale.

Riforma della pubblica amministrazione

La mobilità costa: Milano in cerca di un nuovo equilibrio

Quando le due nuove linee della metropolitana milanese saranno completate, il comune dovrà iniziare a pagare i consistenti canoni pattuiti. Come? Oltre agli aumenti dei biglietti e ai tagli nel servizio di superficie, esiste anche una terza via: la riduzione dei costi. Le esperienze straniere.

Il Punto

L’operazione che ha portato Italcementi nelle mani del gruppo Heidelberg Cement economicamente non fa una grinza, ma ci ricorda che le nostre aziende – quando si ingrandiscono – spesso diventano prede. Per l’insufficiente sviluppo della borsa, dei fondi comuni, del private equity, cioè di strumenti di proprietà e controllo alternativi a quello familiare.
L’ultima enciclica del Papa critica duramente la finanza che si fa salvare con i soldi dei contribuenti. Francesco ha ragione sui principi. Ma non riconosce che la crisi – poco alla volta – sta obbligando tutti a migliorare le regole per prevenire i crack del futuro.
E’ stato un anno di svolta per i diritti degli omosessuali nel mondo. Lo sarà anche in Italia? Chissà. La legge in discussione in Parlamento ricalca il modello tedesco che non equipara l’unione civile al matrimonio e non concede il diritto ai figli. E rimane lo scoglio della pensione di reversibilità.
A quattro anni dal referendum che ha lasciato il settore idrico nell’incertezza regolatoria, sono ripartiti – piano piano e a macchia di leopardo- gli investimenti nella distribuzione dell’acqua. A Napoli l’esperimento di gestione partecipata non ha migliorato le cose. In Veneto la partnership pubblico-privato ha invece funzionato.
I giovani italiani – specie al Sud – rimangono a lungo parcheggiati senza scopo in università e in impieghi precari. Capita così che un nostro laureato trovi un lavoro stabile solo a 31 anni, mentre un inglese a quell’età si è già fatto dieci anni di esperienza.
Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “La politica economica ai tempi della crisi”. Si terrà la mattina di mercoledì 30 settembre – con inizio alle ore 9 – all’Università Cattolica di Milano. SAVE THE DATE, dunque, vi aspettiamo!

Unioni civili: a che punto siamo        

Risolto il problema delle coperture finanziare, e mentre la Commissione Giustizia del Senato si appresta ad iniziare a votare, al centro del dibattito sulle unioni civili resta il loro rapporto con il matrimonio e la reversibilità della pensione.

Qualcosa si muove sull’acqua

Lentamente, il settore idrico si rimette in moto. C’è una moderata ripresa degli investimenti, anche se le differenze tra aree del paese sono ancora forti, specie nella quota di investimenti pubblici e privati. L’esperienza di Napoli, quella del veneto e i buoni propositi dell’Autorità di settore.

Dalla scuola al lavoro: il tempo perso dai giovani italiani

Eurostat dice nove mesi, ma l’Ocse calcola che a un laureato italiano servano quasi quattro anni per trovare un lavoro stabile. E in più, prima, ha impiegato molto più tempo per arrivare alla laurea rispetto ai coetanei europei. Così si accumulano differenze di capitale umano difficilmente colmabili.

Pagina 711 di 1420

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén