Nonostante il decreto che fissa un nuovo trattamento fiscale per la loro cessione, è difficile che i crediti deteriorati possano ridursi per iniziativa delle singole banche e nel rispetto delle regole di mercato. In molti casi, la bad bank sembra l’unica soluzione per far ripartire il credito.
La spesa dell’Italia per il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo è in linea con quella degli altri paesi UE. Anche in situazioni di emergenza come oggi o nel 2011. Anzi la cifra pro-capite per gli ospitati è inferiore rispetto a quanto garantito da Germania e Svezia. I flussi dai Balcani.
La riforma della scuola approvata dal Parlamento contiene tre importanti novità: un aumento delle risorse dopo anni di tagli, il rafforzamento del ruolo manageriale dei presidi, uno sforzo di progettazione in un sistema che oggi sopravvive alla giornata. È una scommessa aperta per un possibile salto di qualità.
Davvero, come dice Tsipras, i prestiti alla Grecia sono subito tornati alle banche tedesche e francesi e non sono arrivati al popolo? A conti fatti, non è andata proprio così. Se ai cittadini ellenici è arrivato poco, le responsabilità sono anche di chi li ha governati. Rimane che negli ultimi cinque anni il peso dei singoli creditori nei confronti di Atene è molto cambiato. La Francia si è quasi defilata. Italia e Spagna, invece, in prima fila con la Germania per esposizione.
La partnership pubblico-privato prefigurata dal piano Juncker rischia di non decollare mai. Per le Pmi le garanzie europee messe a disposizione per accedere a finanziamenti bancari abbattono poco il costo del credito. E l’esperienza insegna che, nella realizzazione di infrastrutture, servono soldi pubblici (più di quelli previsti dal piano) per coinvolgere le imprese.
Gli europei viaggiano sempre più – sulle lunghe distanze – in pullman. Anche in Italia, soprattutto nel Centro-Sud. Un fenomeno che assomiglia al boom delle compagnie aeree low cost. Bene qualche regola per evitare il far west.
La globalizzazione in tre decenni ha cambiato radicalmente la mappa sia dell’offerta sia della domanda di vino. L’Europa non ha più il quasi-monopolio dei vigneti e gli europei mediterranei apprezzano sempre più birra e altri alcolici. Lo spazio per difendere le posizioni è sullo stretto crinale qualità/prezzo.
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Da marzo 2010 a oggi la mappa dei creditori della Grecia è significativamente cambiata. Primo paese che si è disimpegnato dal debito ellenico è la Francia. Tra quelli che hanno aumentato abbondantemente l’esposizione: Germania, Italia e Spagna. Per questo si trovano d’accordo su una linea severa.
Il Fondo europeo per gli investimenti strategici promuove il finanziamento delle piccole imprese e investimenti a lungo termine, soprattutto in infrastrutture. Ma l’obiettivo di generare 315 miliardi di investimenti aggiuntivi sembra difficile da raggiungere.
La “Buona scuola” è legge di stato. Almeno sulla carta, ci sono tutte le premesse per un salto di qualità. I punti salienti sono l’inversione di tendenza sulla spesa, dopo la stagione dei tagli, il rafforzamento delle prerogative dei dirigenti e una maggiore possibilità di progettazione.
Tsipras sostiene che le risorse del primo salvataggio sono andate alle banche di Francia e Germania. Ma i numeri raccontano una storia diversa. Tra 2010 e 2013 banche e governo greci hanno ricevuto un flusso positivo di risorse dall’estero. Un accordo con i creditori l’avrebbe fatto continuare.
Liberalizzato nel 2012, il trasporto su gomma conosce un grande successo in tutta Europa. E sembra ripetersi quanto già accaduto con l’ingresso sul mercato delle compagnie aeree low cost: prezzi più bassi e una straordinaria espansione del servizio. Sussidi e tutela dei consumatori a basso reddito.
Negli ultimi decenni il mercato del vino è significativamente cambiato. L’ingresso di nuovi protagonisti nella produzione e nel consumo ne ha modificato la geografia, aprendo inediti scenari caratterizzati da minacce ma anche opportunità di espansione. Almeno per le aziende che sanno coglierle.
Giovani greci, la punta dell’iceberg
Di Daniele Fano
il 13/07/2015
in Commenti e repliche
A una settimana dai risultati del referendum greco e con l’ultimo vertice europeo alle spalle, l’unica speranza per uscire dalla crisi in maniera duratura è mettere sul tavolo nuove idee, con l’obiettivo di dare un futuro ai giovani e di sanare gli squilibri macroeconomici all’interno dell’area dell’euro.
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