Il Governo lancia il programma “Destinazione Italia”. L’obiettivo è attrarre più capitali esteri nel nostro paese. Ma non conta solo l’ammontare, conta anche il settore nel quale avvengono gli investimenti. E quelli che arrivano in Italia si orientano in genere verso il mercato dei beni finali.
Il 25 settembre ricorre il decimo anniversario della morte di Franco Modigliani. Vogliamo qui ricordare l’economista premio Nobel attraverso il suo rigoroso impegno civile per l’affermazione di principi fondamentali, contro ogni discriminazione. Battaglie condotte senza mai perdere l’umorismo.
Sembra incredibile che il cocciuto rifiuto di una decisione politica legittima, ancorché sbagliata, possa spingere qualcuno ad agire come la mafia (bruciando i “mezzi di produzione” delle imprese), a mettere in pericolo la sicurezza dei lavoratori, costringendo alla mobilitazione di centinaia di agenti di polizia e addirittura a resuscitare le velleità “egemoniche” delle (nuove?) brigate rosse (basta una imbarazzata presa di distanza ex post?). Eppure è accaduto in Val di Susa, per la tormentata e tormentosa TAV.
Il Sia è un nuovo schema contro la povertà, proposto dal ministero del Lavoro. È universale e selettivo in base alle condizioni economiche. Ha l’obiettivo di favorire un percorso di inclusione dei componenti del nucleo familiare. I costi e le ragioni per cui andrebbe introdotto gradualmente.
I commenti ricevuti sono tanti, vari ed anche assai interessanti.
La gestione delle crisi bancarie è la parte più delicata nella costruzione dell’unione bancaria. È solo tramite un meccanismo unico che si può realmente scindere il legame tra debito delle banche e debito sovrano. Il bail-in ha un ruolo eccessivo, mentre va visto come strumento di ultima istanza.
Che cos’è il Sia – sostegno per l’inclusione attiva? Se ne parla dai tempi della commissione Onofri -anni ’90- di cui nulla è stato realizzato. Una proposta di un gruppo di lavoro del ministero del Welfare vuole introdurre uno strumento di contrasto alla povertà, universale e selettivo. Vediamone i contenuti.
Come con Frankenstein, resuscitare le banche decotte: è l’ultimo compromesso della Commissione europea sul tortuoso cammino verso l’Unione monetaria. Un meccanismo troppo rigido perché il bail-in dovrebbe essere strumento di ultima istanza e complementare ad altri come la separazione ex post delle attività buone da quelle cattive.
Sempre meno soldi dalle fondazioni bancarie al terzo settore, proprio adesso che se ne sente molto il bisogno. Perché hanno una governance con dirigenti in gran parte di estrazione politica o corporativa e costi di gestione troppo elevati, soprattutto a causa dei compensi agli amministratori e ai dipendenti. E hanno bruciato patrimonio per mantenere il controllo delle banche conferitarie.
Un taglio alla grandeur francese nell’alta velocità ferroviaria. Una commissione ha stabilito che i progetti di sviluppo oggi non sono finanziariamente sostenibili e li ha bloccati. Anche la linea Lione-Torino: se ne riparlerà dopo il 2030-2040. Qualche riflessione utile per noi italiani.
Benché i tagli alla spesa pubblica e la perdita di posti di lavoro rendano la vita delle famiglie sempre più difficile, le fondazioni bancarie non sono riuscite ad accrescere il loro ruolo nell’ambito del terzo settore. Un mancato progresso che si spiega anche con la loro struttura di governance.
Il piano dei trasporti francese del 2011 prevedeva una spesa di circa 245 miliardi per potenziamenti, miglioramenti e nuove opere in campo stradale, marittimo e ferroviario. Dopo il cambio di presidenza, ne è stata affidata la revisione a una commissione di esperti. Che ha rovesciato le priorità.
La mia proposta per la maturità: alcune precisazioni
Di Gianni De Fraja
il 23/09/2013
in Commenti e repliche, Rubriche
Ringrazio i lettori per i commenti fatti, nel complesso sono incoraggianti, con qualche eccezione, dovuta forse alla mia incompleta spiegazione della proposta.
Leggi tutto