Lavoce.info

Autore: Desk Pagina 2 di 208

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Il Punto

L’intelligenza artificiale è indiscussa protagonista del dibattito pubblico attuale, tanto che se ne occupa anche l’appena pubblicata prima enciclica di papa Leone XIV. Dal punto di vista economico, vale la pena chiedersi se i modelli di business su cui si basano le grandi aziende che la sviluppano siano sostenibili o meno. Per l’Europa si prospetta poi una scelta: continuare a essere dipendente dall’IA generativa di base americana o investire per avere un’alternativa propria. Rispetto al 2015, oggi i migranti nell’Unione europea sono mediamente più istruiti, più occupati e meno concentrati nei lavori a bassa qualifica. Ma i divari con i nativi restano ampi, così come sono forti le differenze tra paesi. Lo rivela l’analisi del decimo Rapporto sull’integrazione degli immigrati in Europa. Maggio è il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla salute mentale. Al tema dedichiamo una serie di grafici: dal numero di operatori nel settore alle conseguenze sull’occupazione e sull’aspettativa di vita, passando per il contributo dei social media nell’aggravare le problematiche nei più giovani.

Il “grafico per capire” di oggi si occupa del costo dei disturbi di salute mentale nei paesi europei. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online un nuovo episodio de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione in video de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione, parliamo dell’università italiana, per cercare di dare una risposta a interrogativi concreti: oggi conviene ancora studiare? E cosa andrebbe cambiato per rendere l’università più solida e più utile per chi la frequenta?

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È in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato alla guerra ai tempi dell’intelligenza artificiale. I conflitti si sono progressivamente digitalizzati, sollevando nuovi interrogativi e inediti problemi etici. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come varia da paese a paese la composizione della spesa militare, rispecchiando scelte strategiche, vincoli strutturali e modelli organizzativi molto diversi tra loro.

Il Punto

Nell’economia circolare l’Italia fa meglio di molti altri paesi europei. Ma la strada verso una vera circolarità è lunga, perché il concetto non si riferisce solo a una buona gestione dei rifiuti, implica un ripensamento del modo di produrre e consumare. Le comunità energetiche dovrebbero essere attori della transizione energetica europea. Finora però sono state frenate da due ostacoli: l’incertezza normativa e i rischi di aggravare emarginazione sociale e povertà energetica. Sono problematiche che riguardano anche il nostro paese, dove i progetti Cer rientrano tra gli obiettivi del Pnrr. L’Unione europea ha iniziato la discussione per definire il Quadro finanziario pluriennale che guiderà gli investimenti nel periodo 2028-2034. La proposta della Commissione prevede diversi cambiamenti rispetto al passato, in particolare sulle politiche di coesione: meriterebbero un’attenta considerazione, anche alla luce dell’ampliarsi dei divari interni ai territori.

Il “grafico per capire” di oggi si occupa di fiscal drag, mostrando quali categorie sono riuscite a recuperarlo e quali no. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online un nuovo episodio de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione, parliamo dell’università italiana, per cercare di dare una risposta a interrogativi concreti: oggi conviene ancora studiare? E cosa andrebbe cambiato per rendere l’università più solida e più utile per chi la frequenta?

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L’università italiana sotto esame

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e sociale. In questa puntata abbiamo invitato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione.

Negli ultimi decenni l’università italiana è stata oggetto di numerose riforme, dalle grandi trasformazioni degli anni Settanta fino all’introduzione del modello “3+2” e agli interventi più recenti. Questi cambiamenti sono stati spesso motivati dall’esigenza di modernizzare il sistema e renderlo più vicino agli standard europei, ma hanno anche prodotto una percezione diffusa di instabilità e trasformazione continua.

Oggi parlare di università significa affrontare questioni che riguardano milioni di studenti e le loro famiglie: il livello delle tasse universitarie, il costo degli affitti nelle città universitarie, l’accesso agli alloggi e le prospettive occupazionali dopo la laurea. Allo stesso tempo, l’Italia continua ad avere una quota di laureati inferiore rispetto ad altri paesi europei e persistono criticità strutturali che incidono sulla capacità dei giovani di costruire percorsi professionali stabili.

La qualità e l’accessibilità del sistema universitario non sono quindi temi astratti: influenzano direttamente la crescita economica, l’innovazione e la mobilità sociale del paese. Comprendere quali effetti abbiano prodotto le riforme degli ultimi decenni e quali interventi siano necessari oggi è fondamentale per immaginare il futuro dell’università italiana.

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Il Punto

Difficile per Donal Trump trovare una via di uscita dalla guerra in Iran. Il regime di Teheran appare più forte di prima, mentre le economie di tutto il mondo subiscono i contraccolpi della crisi energetica. Servirebbe un nuovo clima di collaborazione internazionale fra Usa, Cina e Russia e, in seconda fila, Europa per evitare epiloghi ancor più disastrosi, Storicamente affidato alle scelte di regioni e comuni, il welfare sociale per le persone non autosufficienti offre interventi e servizi molto diversi da territorio e territorio. La costruzione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali avrebbe dovuto dare una garanzia nazionale al sistema, ma per molti versi resta ancora insufficiente. Le regole attuali per il finanziamento delle infrastrutture di trasporto sembrano avere ben poca razionalità economica, perché seguono più l’obiettivo di “fare cassa” che non quello di massimizzare i benefici sociali che queste generano. Cosa cambiare per arrivare a soluzioni più efficienti.

Il “grafico per capire” di oggi mostra come la guerra in Medio Oriente ha inciso sul rendimento dei titoli di stato in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone e Regno Unito. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online un nuovo episodio de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione, parliamo dell’università italiana, per cercare di dare una risposta a interrogativi concreti: oggi conviene ancora studiare? E cosa andrebbe cambiato per rendere l’università più solida e più utile per chi la frequenta?

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Il Punto

Stellantis ha un ruolo sempre meno centrale nel sistema industriale italiano, I dati del rapporto Otea confermano che i fornitori dell’industria automobilistica hanno diversificato il portafoglio clienti. Nelle aree storicamente legate alla presenza produttiva del gruppo – Piemonte e Mezzogiorno – la dipendenza è però ancora forte e si attende l’aggiornamento del piano strategico per capire se ci saranno investimenti in Italia.  L’intelligenza artificiale agentica si sta diffondendo nelle imprese, ma non è semplicemente una nuova tecnologia: è una trasformazione della natura stessa dell’azione organizzativa. Per le aziende non si tratta quindi di scegliere lo strumento giusto, ma di costruire le condizioni organizzative per farlo funzionare. Il 24 e 25 maggio si vota in più di ottocento comuni italiani per l’elezione del sindaco e il rinnovo dei consigli comunali. Invece in un piccolo paese della Lombardia, Colico, gli elettori saranno chiamati a scegliere a quale provincia aderire, l’attuale Lecco o Sondrio. Al di là dell’esito, è forse un altro segnale della confusione che si è creata nell’assetto territoriale e politico del nostro paese da venticinque anni a questa parte.

Il “grafico per capire” di oggi mostra l’evoluzione dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina negli ultimi venticinque anni. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione in video de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Marzio Galeotti, professore di Economia politica all’Università degli studi di Milano, cerchiamo di rispondere a una domanda cruciale: cosa deve fare l’Italia per smettere di pagare il conto di crisi energetiche causate da guerre lontane.

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Domani 16 maggio sarà in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato alla guerra ai tempi dell’intelligenza artificiale. I conflitti si sono progressivamente digitalizzati, sollevando nuovi interrogativi e inediti problemi etici. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come varia da paese a paese la composizione della spesa militare, rispecchiando scelte strategiche, vincoli strutturali e modelli organizzativi molto diversi tra loro.

Il Punto

Quando il prezzo del petrolio sale, quello alla pompa segue a ruota, mentre quando scende il calo per i consumatori è molto più lento. Lo conferma l’analisi di quanto accaduto nel primo trimestre 2026. La ragione è che quanto costa la benzina non dipende solo dalle quotazioni del greggio, ma anche da come è organizzata la distribuzione, da chi controlla le accise e da quante sono le stazioni di servizio concorrenti vicine. In Italia, la prevenzione vale appena il 4 per cento della spesa sanitaria pubblica. Diverse malattie croniche, però, si potrebbero prevenire con investimenti mirati. Anticipare i costi invece di rincorrerli migliorerebbe la salute della popolazione e del Servizio sanitario nazionale. L’assegnazione della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario delle università si fonda sulla valutazione della qualità della ricerca, ma con un meccanismo tanto complesso che alla fine la distribuzione rispecchia la dimensione degli atenei. Non si tratta di eliminare la Vqr, ma di arrivare a una separazione esplicita tra fabbisogno e premialità.

Il “grafico per capire” di oggi mostra l’età media delle madri alla nascita del primo figlio in Italia, confrontandola con quella degli altri paesi dell’Unione europea.  La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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È in edicola e sul web il numero di eco dedicato al ruolo delle medie potenze nell’attuale situazione geopolitica. Dovrebbero assumersi il compito di progettare nuovi equilibri e nuove forme di coordinamento nella gestione delle risorse comuni e dei conflitti: l’Europa è il candidato naturale alla leadership di questo processo. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come nel giro di pochissimi anni sia aumentata la spesa militare mondiale e allo stesso tempo siano scesi i finanziamenti diretti alle organizzazioni multilaterali.

Il Punto

Se la globalizzazione aveva accorciato le distanze e abbattuto i confini, il disordine nelle relazioni internazionali ridà oggi un ruolo centrale alla geografia, senza la quale non capiremmo le origini e le cause di tensioni e conflitti. Con i Pnrr arrivati alle battute finali, l’Unione europea potrebbe pensare all’introduzione di uno stabilizzatore automatico europeo capace di intervenire rapidamente e di riequilibrare il ciclo economico tra paesi, cosicché la stabilità dei prezzi si traduca in occupazione e crescita, contribuendo a un’area euro più stabile, equa e resiliente. Secondo Eurostat un italiano su otto si sente solo: la solitudine è sempre più diffusa e spesso si associa a un altro sentimento, la paura. Eppure, il “male dell’anima” si potrebbe prevenire investendo nei legami familiari e di comunità, nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità.

Il “grafico per capire” di oggi mostra quanto valgono davvero i dazi imposti da Trump. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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Cosa deve fare l’Italia con l’energia per smettere di pagare il conto di guerre lontane

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata abbiamo invitato Marzio Galeotti, professore di Economia politica presso l’Università degli Studi di Milano e redattore de lavoce.info.

Negli ultimi anni il mondo ha affrontato due grandi crisi energetiche in rapida successione. Dopo quella causata dalla guerra in Ucraina, oggi nuove tensioni internazionali e il blocco navale lungo lo stretto di Hormuz, nel Golfo Persico, hanno sottratto all’economia globale circa un quinto del petrolio e del gas naturale scambiati a livello mondiale. In termini di quantità sottratta al mercato, questa crisi rischia di essere la più grave mai registrata.

Per un paese come l’Italia, che importa quasi tutta l’energia di cui ha bisogno, questa dipendenza dall’estero rappresenta una vulnerabilità strutturale. Le crisi energetiche non si limitano a far aumentare i prezzi: incidono direttamente sul costo delle bollette, sui carburanti, sulla competitività delle imprese e sulla stabilità del sistema economico.

La crisi seguita alla guerra in Ucraina aveva già evidenziato questi rischi e aperto un dibattito sulle strategie necessarie per rafforzare la sicurezza energetica del paese. Tuttavia, resta aperta la domanda su quanto sia stato effettivamente fatto negli ultimi anni e se strumenti come il PNRR siano stati utilizzati in modo efficace per modernizzare il sistema energetico. Capire quali politiche possano ridurre la dipendenza dall’estero — dal ruolo delle energie rinnovabili al possibile contributo del nucleare, fino alla semplificazione delle procedure burocratiche — è oggi fondamentale per affrontare le crisi future e rafforzare la resilienza del sistema energetico italiano.

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Il Punto

I salari fermi si spiegano anche con la riluttanza dei lavoratori a cambiare posto di lavoro, nonostante oggi le piattaforme digitali allarghino notevolmente il perimetro di ricerca e offerta. Tutto ciò si riflette sulle politiche attive: non dovrebbero più concentrarsi sulla mera occupabilità, ma far conoscere al lavoratore un ventaglio di possibili alternative e opportunità. Intanto, i percorsi di educazione secondaria o terziaria di tipo professionalizzante delle Its Academy e degli Ifts continuano a essere poco conosciuti dagli studenti, che non li scelgono anche perché pensano che diano accesso a lavori poco pagati, come mostra un’indagine su un campione rappresentativo di ragazzi e ragazze all’ultimo anno di scuola superiore. L’istruzione non basta comunque a garantire pari opportunità nel mercato del lavoro. Il background familiare conta anche in questo caso perché permette di arrivare alle imprese migliori, un vantaggio che si rafforza nel corso della carriera.

Il “grafico per capire” di oggi mostra come tra diverse possibili crisi la guerra sia quella con conseguenze più forti sull’economia. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

Domani 6 maggio sarà online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Marzio Galeotti, professore di Economia politica all’Università degli studi di Milano, cerchiamo di rispondere a una domanda cruciale: cosa deve fare l’Italia per smettere di pagare il conto di crisi energetiche causate da guerre lontane.

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Il Punto

Domani è il Primo maggio, la festa dei lavoratori. In tema di lavoro, i salari bassi sono uno dei problemi di cui si è più discusso in Italia negli ultimi tempi. Ferme da trent’anni, negli ultimi cinque le retribuzioni si sono addirittura ridotte in termini reali. La causa va ricercata nei limiti del nostro sistema di relazioni industriali e di contrattazione collettiva. La questione salariale è anche una questione di mobilità: nel nostro paese, infatti, esistono ostacoli strutturali al passaggio da un’azienda ad un’altra più produttiva e in grado di pagare stipendi più alti. Non sono rosee neanche le prospettive future. La crisi energetica e il possibile riaffacciarsi dell’inflazione potrebbero diminuire ancora il potere d’acquisto delle buste paga. Il quadro generale del mondo del lavoro italiano è delineato in una serie di grafici, con dati sull’andamento dell’occupazione, sulla partecipazione di donne e giovani, sul lavoro povero, sui redditi di lavoratori e pensionati, sulla produttività.

Il “grafico per capire” di oggi mostra il tasso di occupazione giovanile in Italia, confrontandolo con quello degli altri paesi europei. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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