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Se i ricchi non piangono

Il grafico qui sotto è tratto dalla Rodolfo Debenedetti lecture di Emmanuel Saez (Bocconi, 11 dicembre 2012). Mostra che lo 0,1 della popolazione con redditi più alti negli Stati Uniti ha subito inizialmente gli effetti della Grande recessione, che ha colpito proprio la sua ricchezza finanziaria, ma si è rivelato in grado di ricostruire redditi e patrimoni molto rapidamente, non appena i mercati finanziari si sono ripresi. È questo ciò che differenzia maggiormente la crisi attuale da quella del ’29. Allora, come si vede nel grafico, i redditi della parte più ricca della popolazione furono intaccati in modo permanente dalla recessione. Oggi le recessioni hanno solo effetti temporanei sui redditi dei più ricchi che, non appena l’economia riparte, rimbalzano al di sopra dei livelli pre-crisi, a differenza di quanto avviene per il resto della popolazione per cui la perdita del lavoro provoca effetti duraturi sui redditi. Da notare inoltre che l’incremento di reddito dello 0,1 più ricco si accompagna ad un abbassamento delle tasse (linea rossa). In altre parole, non sembra esserci nulla d’inevitabile in questo aumento delle disuguaglianze.

saex grafico

 

Un primo passo

Sembrava una battaglia persa. E forse lo è. O forse no. No, non sto parlando della campagna elettorale di Berlusconi, ma del calcio a Natale. Meglio, a Santo Stefano. Ormai da tanti anni la Premier League ha la sua giornata più seguita il 26 dicembre, nel Boxing Day. E anche quest’anno dalle 4 di pomeriggio fino alle 11 di sera gli spettatori di tutto il mondo potranno guardare Manchester United, Chelsea, Liverpool e tutte le altre squadre inglesi giocare. La serie A sarà invece, come al solito, chiusa per ferie. I calciatori del nostro campionato più importante saranno in larga maggioranza a prendere il sole in resort situati in isole tropicali. Ma, ecco la novità,  la serie B scenderà regolarmente in campo per la 21° giornata di campionato.

Il Punto

Nell’incertezza sulle scelte del presidente del Consiglio, la legge di stabilità cambia ogni giorno. Speriamo di poter presto commentare il quadro definitivo.
Stretta tra il rispetto dei risultati del referendum sull’acqua e la necessità delle imprese del settore di coprire il costo dei finanziamenti, l’Autorità per l’energia deve stabilire la tariffa idrica per il 2012-2013. Bene che abbia a disposizione i dati aziendali necessari per definirla in modo appropriato. Altrimenti si rischia di bloccare gli investimenti nel sistema.
La riforma Fornero affronta in astratto la riforma dei servizi pubblici per l’impiego che servono per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Non chiarisce infatti come verranno coperti i costi. Esponendo questi strumenti al fallimento.
“Puntuale come un treno svizzero”, si dice. Ed è vero. Per altri aspetti, però, le ferrovie elvetiche -modello riconosciuto in Europa- non si sottraggono alla tendenza generale, sempre più trasporto su gomma. Conviene, allora, investire tanto nello sviluppo delle rotaie?

Un anno di governo Monti

Che cosa ha fatto il Governo Monti in poco più di un anno di esistenza?Che cosa avrebbe potuto fare di più e meglio? Quanto è rimasto in sospeso? Abbiamo raccolto le nostre valutazioni in un ebook che proponiamo qui ai lettori in versione pdf, ebook per iPad e ebook per Kindle.

Il Punto

Per un anno il Paese ha avuto un governo. Raccontiamo cosa ha fatto il Governo Monti mentre rischia di aprirsi una nuova fase di instabilità politica. Per fortuna la campagna elettorale sarà più breve. Bene che ci si confronti sull’eredità di riforme da portare a termine lasciata da questo esecutivo. Mostrare che non ci si fermerà è il modo migliore per rassicurare gli investitori stranieri, preoccupati, come testimonia l’allargamento dello spread, sul dopo-Monti.
Tra i primati negativi dell’Italia accumulati negli anni scorsi, quello delle inadempienze rispetto all’Europa. Vediamo com’è la graduatoria dei membri dell’UE nella poco edificante classifica delle infrazioni della legislazione comunitaria e delle conseguenti condanne. Indietro anche nell’utilizzare i fondi strutturali europei. I ritardi sono legati a filo doppio alle capacità amministrative dei governi locali.
Bene la spending review per contenere la spesa sanitaria, ma non basta. Cittadini e medici devono diventare consapevoli che spesso alcune prestazioni (soprattutto esami) sono uno spreco. In vari paesi sono state varate iniziative educative in questo senso. Parola d’ordine: scegliere con saggezza.
Un articolo di Acocella, Leoni, Pini a e Tronti a commento di “Accordo sulla produttività: istruzioni per l’uso“. Fabio Severino interviene sul tema dei diritti d’autore.

Btp e Bonos: spread a confronto

spread ita spa
Il grafico qui sopra mostra la differenza fra il rendimento dei btp e i bonos decennali nell’ultimo anno. Come si vede l’Italia nella fase finale del Governo Berlusconi era percepita come maggiormente a rischio della Spagna. Dal decreto salva-Italia in poi la situazione relativa del nostro paese è migliorata e oggi possiamo finanziarci pagando interessi inferiori  rispetto alla Spagna. Ci sono vantaggi nel non essere i più esposti. Vediamo di non perderli.

Crescere si può

Come può tornare a crescere un paese vecchio, ricco, densamente popolato e con un sistema industriale fondato sulla piccola impresa? Lo spiega Francesco Daveri, intervistato da Sergio Levi, nel nuovo libro della serie de lavoce.info in collaborazione con Il Mulino: “Crescere si può”. Ne pubblichiamo un estratto. 

Il Punto

La credibilità è un bene effimero. C’è voluto tempo, il sacrificio degli italiani e l’impegno personale di Mario Monti per ridare credibilità al nostro Paese. Rischiamo ora di perderla con una crisi di governo a poche mesi dalle elezioni. Non possiamo permettercela.
Basta con gli interventi ad hoc sull’indicizzazione delle pensioni per fare cassa per questo o quel problema. Abbiamo da 18 anni un sistema pensionistico contributivo, ma snaturato inserendovi l’indicizzazione ai prezzi. Allora meglio indicizzare al monte salari.
Poco da aspettarci dall’accordo sulla produttività firmato da parti sociali (Cgil esclusa) e Governo. Gli obiettivi sono troppo vasti e generici. Vediamo cosa potrà funzionare e cosa no.
Molti gli esempi di buchi e cattivi servizi delle aziende di trasporto pubblico controllate dagli enti locali. Che però vedono rinnovate le concessioni con consensi trasversali. Perché l’obbligo di gara non c’è più dopo il referendum dell’anno scorso e la sentenza della Consulta.
Con un decreto, il ministro Passera vuole ridurre l’uso di combustibili per la generazione di calore incentivando la coibentazione di edifici, le pompe di calore, i collettori solari termici. Bene, se non fosse che il provvedimento è finanziato da ricarichi sulle bollette del gas. Insomma, una nuova tassa.
Può tornare la crescita in Italia? Risponde sì, e indica come, un libro della serie nata dalla collaborazione tra lavoce.info e il Mulino.

Il Punto

Siamo ancora lontani dalla stabilità finanziaria europea. Le banche più esposte sui mercati finanziari sono anche quelle meno capitalizzate. E il rinvio di Basilea 3 è una pessima notizia per l’afflusso di credito all’economia.
Sistema sanitario
a rischio di sostenibilità, ha avvertito il premier Monti. Vero che si allarga in Italia come altrove la forbice tra la crescita dei prezzi sanitari, quella del prodotto e l’invecchiamento della popolazione.  Ma il livello della spesa per la salute non è fuori controllo. A chi ha voluto parlare allora il presidente del Consiglio?
Nella legge di Stabilità in discussione in Parlamento, novità importanti sul trasporto pubblico locale. Dove prima il centralismo, poi il decentramento hanno dato pessime prove. Ora il potere decisionale torna al Governo. Con fondate perplessità che i cittadini avranno finalmente servizi efficienti e decenti.
Il primo effetto della riforma Fornero è il crollo nell’utilizzo del contratto di lavoro intermittente o “a chiamata”. Bene perché spesso ha mascherato varie forme di “nero”. Ma stanno calando vistosamente anche le assunzioni su tutti i contratti alle dipendenze.
Le fondazioni convertono da privilegiate in ordinarie le loro azioni nella Cassa depositi e prestiti pagando 750 milioni per detenere una quota del 20 per cento. Si profila un grave danno all’erario. Cosa ne pensa la Corte dei conti che aveva inizialmente indicato in non meno di 5 miliardi di euro l’apporto delle fondazioni per la conversione?

Il Punto

Visto che la Grecia ha cominciato a svolgere i “compiti a casa”, l’Eurogruppo le ha fatto alcune concessioni. Importanti, ma tardive e insufficienti. Per il momento scongiurano il rischio di Grexit, l’uscita di Atene dall’euro. Ma per quanto tempo? Ci vorrebbe un taglio del valore nominale dei crediti detenuti da Bce e governi europei.
Bersani rispetto a Renzi ha raccolto maggiori consensi nelle province più povere (e con più basso capitale umano e sociale). Lo dice un’elaborazione dei dati del primo turno delle primarie del centro-sinistra che abbiamo rappresentato in un grafico.  Forse perchè si aspettano che Bersani non taglierà né tasse né spesa pubblica? Uno dei temi forti richiamati dai due contendenti è l’istruzione. Bene. Ma su scuola e università Bersani non riesce a nascondere qualche ambiguità. Che il responsabile Pd del settore, in una lettera al nostro sito, cerca di dissipare.
Al tema dell’energia il Governo Monti ha dato sinora pochissima attenzione. L’occasione per recuperare può essere il prossimo varo della Sen, Strategia energetica nazionale. A patto che non si limiti a provvedimenti di breve periodo. Ecco qualche suggerimento.
Quale programma economico presenterà il Movimento 5 stelle alle prossime elezioni? Non è noto, però possiamo trarre molte indicazioni da quello presentato per le recenti elezioni siciliane. Dal modello quasi autarchico “a chilometro zero” alla sospensione delle cartelle esattoriali per gli agricoltori.
Nuova versione del redditometro dal prossimo gennaio. Mette a confronto redditi e spese ed è un utile strumento di lotta all’evasione. Ma da usare con grande cautela. Perché presuppone che ogni acquisto sia effettuato con il reddito dell’anno. Senza considerare risparmi, accantonamenti, eredità. L’Agenzia delle entrate potrebbe utilizzare meglio le banche dati di cui dispone.
Sono maggiori di quelle dichiarate le sofferenze delle banche italiane. Non le fanno emergere come dovrebbero per motivi fiscali e perché sarebbe evidente la necessità di ricapitalizzazioni sgradite agli azionisti di maggioranza. Così, con troppi crediti indigesti in pancia, aumenta la loro “prudenza” nel prestare denaro alle imprese. Rimane aperta la questione della Cassa depositi prestiti e delle fondazioni.

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