Le imprese non affrontano la sostenibilità ambientale e sociale tutte allo stesso modo. L’adozione di pratiche sostenibili dipende dalla struttura proprietaria e dalla capacità di superare ostacoli differenti nelle varie fasi del processo di transizione.
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Con un’Europa titubante, un’America nel migliore dei casi assente e una Cina assertiva, è difficile aspettarsi risultati storici dalla Cop30 che si apre a fine mese in Brasile. Molte discussioni ruoteranno probabilmente proprio attorno al ruolo di Pechino.
Il parere della Corte internazionale di giustizia e la pronuncia della Cassazione segnano un cambio di passo sulla responsabilità giuridica in materia di clima. Per la prima volta, è possibile promuovere azioni civili fondate su obblighi internazionali.
Il Rapporto Bes 2023 sul benessere equo e sostenibile disegna un quadro di luci e ombre. Ci sono i miglioramenti in campo economico, ma sull’ambiente si registrano peggioramenti. Persistono forti disuguaglianze di genere e territoriali.
Il 28 novembre è stata scelta la città che ospiterà l’edizione 2030 dell’Esposizione universale: Riyad, in Arabia Saudita. Tra le candidate c’era anche Roma, che si è posizionata al terzo e ultimo posto. Ma quali eredità lasciano eventi di questa portata? E quali sono gli impatti economici e ambientali?
Alle imprese si chiede sempre più di operare in modo ambientalmente e socialmente sostenibile. La trasformazione richiede investimenti cospicui. Ma ricorrere al greenwashing e al brownwashing può costare caro, sotto il profilo reputazionale e finanziario.
Il 28 novembre si deciderà quale città ospiterà l’edizione 2030 dell’Esposizione universale. Tra le candidate c’è Roma, anche se la favorita è Riyad. Quali eredità lasciano eventi di questa portata? E quali sono gli impatti economici e ambientali?
Il consenso verso le politiche contro il cambiamento climatico dipende anche dalla professione svolta. Chi rischia di perdere il posto di lavoro si opporrà più spesso a queste misure. Programmi di compensazione possono aiutare l’attenzione per l’ambiente.
Il bilancio della Cop27 è magro: ben pochi i progressi su questioni cruciali. Fa eccezione l’accordo sul fondo “loss & damage”. Ma l’iniziativa non sembra in grado di dare un contributo concreto alla soluzione del problema dei cambiamenti climatici.