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Undici grafici per la Giornata internazionale della donna

La Giornata internazionale della donna rappresenta l’occasione per fare il punto sui progressi della parità di genere in Italia.

Nonostante un percorso accademico brillante e voti mediamente più alti anche nelle materie scientifiche, per le donne italiane il mondo del lavoro resta un terreno difficile da conquistare. Il lavoro domestico e la maternità restano un peso costante sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Se nei consigli d’amministrazione le quote di genere hanno aperto un varco, il potere reale è ancora lontano: le donne amministratore delegato sono appena il 2,2 per cento. Tra stipendi ridotti e una bassa rappresentanza politica, i numeri mostrano che c’è ancora tanta strada da fare per raggiungere l’uguaglianza di genere.

Undici grafici per spiegare questo e molto altro.

Più donne in aula e l’esperienza universitaria cambia

Quando in una classe universitaria cresce il numero di donne, migliora il clima di studio e di collaborazione, senza che ne soffrano i risultati accademici. È una lezione particolarmente interessante per i corsi di laurea ancora a prevalenza maschile.

Strade che parlano: toponomastica senza donne

Sono pochissime le strade e le piazze dei nostri comuni intitolate a donne, soprattutto se non si considerano sante e beate. Ma la toponomastica urbana riflette la memoria collettiva e contribuisce a trasmettere valori culturali alle generazioni future.

Quanto costa la maternità alle donne

Lavoce in mezz’ora è il nuovo format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora di conversazione, affrontiamo temi centrali per il dibattito pubblico insieme a esperti del settore. In questa quarta puntata parliamo con Valeria Zurla, professoressa di economia all’Università di Napoli Federico II ed esperta di politiche familiari.

In Italia si fanno sempre meno figli: al centro di questo calo c’è un nodo cruciale, la maternità, che ancora oggi significa carriere interrotte, salari più bassi e difficoltà a conciliare lavoro e vita privata. Questi non sono solo problemi individuali, ma hanno ricadute sull’intera società, dalla natalità alla sostenibilità del welfare.

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Il lavoro che non si vede: carico mentale e maternità*

Sono le donne a sostenere la maggior parte del carico cognitivo, manageriale ed emotivo nella gestione familiare. Ma quanto incide questo “lavoro che non si vede” sulla volontà di avere un altro figlio dopo il primo? Cruciale il coinvolgimento del partner.

Violenza domestica tra cultura, norme e conseguenze inattese

Resta diffusa in Italia la violenza domestica, legata a dinamiche culturali e normative. La giustificazione della violenza è collegata al tempo trascorso in coppia e alle difficoltà di separazione. Qual è stato l’effetto della riforma del divorzio del 2014.

Dopo la maternità: donne in cerca di equilibri tra lavoro e famiglia

Come evitare che le donne abbandonino il lavoro dopo la maternità? I risultati migliori si possono ottenere con politiche integrate per l’occupazione femminile e per il sostegno alla famiglia. Lo dimostra un programma realizzato in Piemonte.

Otto grafici su fecondità e inverno demografico

Uno dei temi più frequentemente al centro del dibattito pubblico italiano è la crisi demografica e quali politiche possano favorire una inversione di tendenza. I dati Istat restituiscono un quadro in cui il tasso di fecondità dal 2010, complice la grande crisi finanziaria, è in costante calo. E non sono solo le donne di cittadinanza italiana ad avere meno bambini; negli ultimi anni, anche le donne straniere hanno famiglie meno numerose.
Anche gli altri grandi stati europei stanno da anni facendo i conti con un generalizzato calo delle nascite. In Italia però il livello di spesa pubblica destinata alla famiglia è particolarmente basso, pari all’1,4 per cento del Pil (al 2019), ben al di sotto della media Ocse.

Numerosi fattori intervengono nelle scelte riproduttive. La concezione del ruolo della donna nella società e il livello di emancipazione di cui gode si riflettono inevitabilmente sulla priorità attribuita alla maternità. Buoni indicatori del livello di emancipazione femminile possono essere il tasso di occupazione e il livello di istruzione delle donne. Le relazioni che intercorrono tra questi e il tasso di fecondità variano da paese a paese e sono oggetto di frequenti analisi economiche.

In questa serie proponiamo 8 grafici per approfondire diversi aspetti relativi alle tendenze del tasso di fecondità e alle caratteristiche del nostro inverno demografico.

Un ascensore sociale al contrario per le giovani madri

Il calo della fecondità nei paesi occidentali è preoccupante, soprattutto in Italia. Ma qual è la relazione tra dinamiche di fecondità e opportunità occupazionali delle donne? Le giovani madri sono penalizzate, in particolare quelle di origine borghese.

Resta difficile la relazione tra donne e potere in Italia

In Parlamento esiste una sorta di “segregazione di genere”, con le donne che si occupano spesso di temi legati alla famiglia. Né basta aumentare il numero delle parlamentari per cambiare prospettiva. I risultati di una ricerca sui dibattiti alla Camera.

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