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Il Punto

Le parole del presidente della Federal Reserve Jerome Powell allungano l’orizzonte dei bassi tassi d’interesse. E segnano un cambio di passo nel rapporto tra inflazione e disoccupazione. Disoccupazione che in Italia è stata tenuta a freno grazie soprattutto al ricorso alla cassa integrazione. Nei confronti della quale il divieto di licenziare potrebbe rivelarsi una misura ridondante.
Molta della confusione nella vicenda Autostrade deriva dal rapporto complicato tra diritto pubblico e privato. Sarebbe bene dare più fiducia agli strumenti di tutela privatistici nei contratti pubblici. Non tutte le questioni, peraltro, sono state risolte dall’accordo di luglio. Perché non riproporre allora il modello di vent’anni fa, con Atlantia come venditore e Cdp come acquirente? Ne trarrebbero benefici tutti.
Quale impatto avrà la sanatoria degli irregolari sul gettito fiscale e contributivo? Già oggi dal solo lavoro domestico arriva un miliardo e mezzo. Ma per favorire l’emersione servono incentivi alle famiglie.

“Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”: lavoce.info ha lanciato un concorso di idee, aperto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. Per presentare la propria proposta c’è tempo fino al 6 settembre e l’idea vincitrice sarà premiata nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. Tutte le info sul sito.

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Irpef: se bonus e regimi speciali spingono a lavorare di meno

In media per ogni 100 euro in più guadagnati in un anno, 40 se ne vanno in imposte e contributi, disincentivando spesso l’offerta di lavoro. A parità di reddito si registrano poi grandi differenze. Regime forfettario e bonus Irpef i primi responsabili.

È arrivato il momento della riforma dell’Irpef

Il governo si è impegnato a realizzare una riforma dell’Irpef, senza però indicarne per il momento i tratti salienti. Dall’analisi dei punti di forza e di debolezza dell’imposta emergono in modo chiaro quali dovrebbero essere le priorità da cui partire.

Taglio dell’Iva, gli errori da evitare

Un intervento temporaneo sulle aliquote Iva potrebbe contribuire a sostenere i consumi nel breve periodo, senza penalizzare troppo le casse dello stato. Non va però trasformato in una misura permanente. Ed è meglio evitare annunci a cui non seguono fatti.

Regolarizzare il lavoro nero fa bene al fisco*

La regolarizzazione dei lavoratori stranieri può contribuire ad aumentare le entrate tributarie, Iva compresa. Ma i benefici maggiori si avrebbero se il provvedimento riguardasse tutti i settori e comprendesse anche gli italiani che lavorano in nero.

Dopo la tempesta, deficit programmato per i comuni

Ai comuni dovrebbe essere garantita la discrezionalità di finanza in deficit che il governo centrale si è già assicurato. L’ammontare complessivo andrebbe fissato come obbiettivo nella legge di bilancio. E andrebbe previsto un fondo straordinario verticale.

Corona bond? Meglio ancora: corona share

Si può pensare di fare arrivare liquidità alle piccole e medie imprese sotto forma di capitale di rischio anziché di debito. Se abbinate a vantaggi fiscali, queste azioni potrebbero diventare appetibili per il mercato, con vari vantaggi diffusi.

L’Irpef è progressiva? Non proprio

Non è vero che in Italia la tassazione dei redditi personali è progressiva. L’aliquota marginale cresce soprattutto nelle fasce dove si concentrano i redditi da lavoro, scoraggiando investimenti in istruzione e riqualificazione. Si può fare molto meglio

Cosa si rischia con “più Iva e meno Irpef”

Si torna a parlare di una revisione complessiva del sistema fiscale che modifichi il ruolo di imposte dirette e indirette. Ma sembra difficile arrivare a un diverso mix fiscale, che permetta di sostenere la crescita senza penalizzare troppo l’equità.

Con il bonus rafforzato prove di riforma dell’Irpef

Per la riduzione del cuneo fiscale, il governo ha scelto per ora un sistema misto: estensione del bonus Renzi e ulteriore detrazione Irpef per i dipendenti. Il potenziamento del bonus rischia però di rendere più ardua la riforma organica dell’imposta.

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