Il Pnrr delle origini prevedeva una clausola per far scendere di due punti la percentuale di lavoratori non regolari. Il governo Meloni ha rinunciato all’obiettivo. E infatti il lavoro nero ha ripreso a crescere, proprio nei settori dove già era alto.
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Il Parlamento vota una nuova legge elettorale, a turno unico con premio di maggioranza alla coalizione che vince le elezioni con almeno il 42 per cento dei voti in entrambe le Camere. Un altro maggioritario che non limita il numero dei partiti.
Sul 3,1 per cento di deficit confermato dall’Istat si è alzato un polverone. A parte il fatto che il vincolo del 3 per cento non è più così stringente, Pil ed entrate sono aumentati. Sono le previsioni sbagliate sulla spesa ad aver determinato il risultato.
Negli annunci del governo la cancellazione parziale della tassa automobilistica è stata giustificata da una duplice finalità: compensare gli aumenti dei carburanti e abolire una tassa “odiata”. In entrambi i casi la scelta si scontra con alcune criticità.
L’esenzione dal pagamento del bollo di circolazione può compensare temporaneamente il caro carburanti senza passare dal prezzo alla pompa. Ma favorisce chi usa poco l’auto. E le coperture, costituite solo in parte da economie del Pnrr, valgono per un solo anno.
Il nostro governo ha sospeso il sistema Schengen sugli arrivi dalla Spagna dopo i fatti di Ceuta. Una decisione che solleva dubbi di legittimità. Perché il provvedimento non sembra né necessario né proporzionato rispetto alla minaccia individuata.
La Camera ha approvato la legge elettorale, con sostanziali differenze rispetto a quella presentata pochi mesi fa in Parlamento. L’iter prosegue ora in Senato: entro l’anno potremmo avere un nuovo sistema da applicare nelle elezioni politiche del 2027.
Davvero il reato di femminicidio è “un’assurdità”, come sostiene Vannacci? La legge che lo introduce in Italia è entrata in vigore a gennaio 2026. Da allora, si sono registrati quasi tre casi in meno al mese rispetto alla media degli anni precedenti.
La politica migratoria del governo Meloni naviga a vista tra opposte esigenze: la chiusura delle frontiere, la solidarietà con l’Ucraina, l’apertura ai lavoratori richiesti dal sistema produttivo. L’accordo con l’Albania rientra in questo quadro.
Con un percorso di istituzione frettoloso e materie del triennio ancora da definire, il liceo del made in Italy non ha per ora incontrato molto favore nelle scuole. Anche perché non è chiaro che cosa lo differenzia da altri indirizzi già consolidati.