Nel Regno Unito il partito anti-immigrazione di Farage è oggi accreditato del 30 per cento dei consensi. Ma gli elettori si spostano a destra senza diventare più ostili verso gli stranieri. È la capacità di rendere centrale il tema a fare la differenza.
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Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito pubblico. In questa puntata abbiamo invitato Carlo Favero, economista dell’Università Bocconi.
Quando si parla di finanza pubblica, l’attenzione si concentra spesso su deficit e spread. Ma una forza più silenziosa sta cambiando le fondamenta dei conti pubblici: la demografia. L’invecchiamento della popolazione, la riduzione dei nuovi nati e la trasformazione del mercato del lavoro incidono sempre più sulla capacità dello Stato di crescere, raccogliere risorse e sostenere la spesa sociale.
Negli ultimi decenni queste tendenze hanno interessato tutte le economie avanzate, ma in Italia si intrecciano in modo particolarmente critico con l’aumento del debito pubblico, sollevando interrogativi sul futuro dei bilanci e sull’equità tra generazioni.
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L’immigrazione è diventata una questione centrale della competizione politica. Il sistema elettorale scelto da un paese influenza la presentazione o meno alle elezioni di candidati anti-immigrazione e conduce a politiche migratorie più o meno restrittive.
Un’immigrazione ben gestita e regolata può aiutare ad arginare il calo demografico. I lavoratori stranieri restano però confinati in lavori a bassa qualificazione. Se fossero più valorizzati, ci sarebbero vantaggi per Pil, consumi ed entrate statali.
Secondo la teoria dello sciovinismo del welfare, si pagano meno volentieri le tasse se i benefici vanno agli immigrati. Due esperimenti tra Italia, Danimarca e Regno Unito smentiscono l’ipotesi: l’adempimento fiscale resta stabile, chiunque se ne avvantaggi.
Lavoce in mezz’ora è il nuovo format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora di conversazione, affrontiamo temi centrali per il dibattito pubblico insieme a esperti del settore. In questa quinta puntata parliamo con Michela Carlana, professoressa alla Harvard Kennedy School e direttrice di LEAP-Bocconi.
La scuola è il primo luogo in cui bambine e bambini imparano a confrontarsi con gli altri, ma anche dove si formano fiducia, aspettative e opportunità . È proprio qui che possono nascere o rafforzarsi stereotipi e disuguaglianze che incidono sul futuro educativo e professionale dei giovani. Istruzione, famiglia e contesto sociale plasmano le loro possibilità e orientano le scelte scolastiche.
Si può però rendere la scuola più inclusiva e capace di ridurre le disuguaglianze.
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Il decreto flussi 2026-2028, appena approvato dal governo, prevede l’ingresso di circa 500mila lavoratori non comunitari. Non risolve però le problematiche di un meccanismo datato e farraginoso. È sempre più necessaria una revisione complessiva della legge.
Il tasso di criminalità degli immigrati illegali negli Usa è forse sottostimato. Un metodo di calcolo alternativo e basato sulla probabilità di recidiva propone numeri nettamente superiori. E aiuta a spiegare l’intransigenza dell’amministrazione.
È una sentenza a tutela dei diritti umani quella della Cassazione sul caso Diciotti. La Corte ha ribadito l’obbligo di soccorso in mare. E il salvataggio dei naufraghi si conclude con lo sbarco, che deve avvenire nel più breve tempo possibile.
La retorica anti-immigrati ha permesso a Trump di tornare alla Casa Bianca. Senza però considerare che l’economia Usa ha bisogno di talenti stranieri per crescere e mantenere la leadership tecnologica. Una situazione che si ripropone anche in Italia.