Quale ruolo può avere lo sport nel favorire l’inclusione sociale? Può essere un’importante occasione di integrazione, ma solo a patto che i programmi siano progettati tenendo conto delle disuguaglianze che emergono anche all’interno del campo da gioco.
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Gestire i flussi in entrata di lavoratori stranieri non basta. Si devono creare le condizioni per permettergli di diventare cittadini economicamente e socialmente integrati. Dalla casa alla cittadinanza, i nodi da sciogliere sono ancora tanti.
Il sostegno trasversale in Italia all’emissione di eurobond sembra nascere dall’illusione che si tratti di un debito che sarà qualcun altro a pagare. Non è così. L’utilità di titoli europei dipende da scelte politiche verso una maggiore integrazione.
L’integrazione non è un processo a senso unico, tutto a carico di chi arriva. Coinvolge invece anche la società ospitante. Ricordare di far parte di una società multiculturale può rivelarsi un intervento semplice ed efficace per migliorare la cooperazione.
I Pnrr chiudono fra pochi mesi. La loro eredità è la consapevolezza che eventuali nuovi meccanismi ne seguiranno l’esempio. Mentre le nuove politiche europee e le iniziative di maggiore integrazione avranno alla base flessibilità e discrezionalità .
I bambini iscritti troppo presto alla scuola primaria hanno più difficoltà in italiano e in matematica, soprattutto se sono figli di immigrati. Offrire un supporto appropriato è una misura di equità educativa, ma anche una strategia di integrazione.
Un programma realizzato nelle scuole superiori del Nord Italia indica che si possono costruire atteggiamenti più aperti e inclusivi nei confronti degli stranieri. Smontando stereotipi e pregiudizi, spesso alimentati dal dibattito politico e mediatico.
La padronanza della lingua del paese di arrivo è fondamentale nel percorso di integrazione degli immigrati. Per le seconde generazioni la scuola è il luogo dove acquisirla. Secondo uno studio, servono però ingenti investimenti per risultati non immediati.
L’integrazione dei migranti altamente qualificati nel mercato del lavoro europeo procede a rilento. Valorizzare le loro competenze e impiegarli in lavori più vicini alle loro qualifiche potrebbe essere vantaggioso anche per la produttività del paese ospite.
Un allentamento dei requisiti di accesso alla cittadinanza può portare a una forza lavoro migrante più attiva e integrata. I benefici economici che ne derivano non interessano solo i migranti stessi, ma si dispiegano anche sui paesi che li ospitano.