I periodi di caldo si allungano e interessano mesi in cui le scuole sono aperte. Ciò ha conseguenze sugli apprendimenti e sul benessere degli studenti. Ci sono buone ragioni per investire subito in misure di raffrescamento degli edifici scolastici.
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Investire nell’educazione montessoriana permetterebbe di formare generazioni di persone più preparate e più empatiche. E proprio mentre le guerre si riaccendono, fa ben sperare la scoperta che le scuole Montessori sono molto diffuse in Cina e Usa.
L’Europa è il continente che si scalda più rapidamente. Il caldo prolungato influenza anche i risultati scolastici. Un’analisi su 3,4 milioni di studenti italiani mostra che riduce i punteggi nei test Invalsi, soprattutto per gli studenti più fragili.
L’età in cui un bambino inizia ad andare a scuola può avere conseguenze per tutta la vita, dal successo scolastico e lavorativo alle relazioni sociali, alla salute. L’ingresso precoce ha vantaggi e svantaggi. La flessibilità del percorso aiuta a bilanciarli.
Le ragazze cresciute in aree con scarsa partecipazione femminile al lavoro tendono a riprodurre quei modelli. Ma all’università possono incontrare studentesse provenienti da contesti molto diversi. E le cose cambiano.
Le donne continuano a percepire retribuzioni significativamente più basse di quelle degli uomini. Il divario è già evidente al primo impiego e affonda le radici nelle scelte degli indirizzi di studio, compiute ben prima dell’ingresso nel mercato del lavoro.
Dimezzare il numero degli appelli d’esame, come ha fatto dal 2010-2011 la facoltà di economia dell’Università di Bologna, avvantaggia gli studenti. Diminuisce infatti il tasso di abbandono, la laurea arriva più spesso in corso e i voti non ne risentono.
L’integrazione non è un processo a senso unico, tutto a carico di chi arriva. Coinvolge invece anche la società ospitante. Ricordare di far parte di una società multiculturale può rivelarsi un intervento semplice ed efficace per migliorare la cooperazione.
Riconoscere gli studenti ad alto potenziale cognitivo è un passo avanti. Arrivano percorsi personalizzati, formazione per i docenti e collaborazione tra scuola, famiglie e servizi per valorizzare le capacità individuali. Ma alcuni punti sono da chiarire.