Doveva essere un Dpef di legislatura, ma rischia di passare alla storia come un Dpef balneare. I segnali di ripresa economica e limprevisto aumento degli introiti fiscali hanno convinto il Ministro dellEconomia e delle Finanze che laggiustamento di finanza pubblica richiesto dal Dpef approvato a luglio vada ridimensionato. E un errore, anche perché il nuovo patto di stabilità impone che laggiustamento sia piu marcato quando le cose vanno bene. Speriamo che almeno sulle intenzioni di intervenire su enti locali, sanità, pubblico impiego e previdenza il Dpef riesca a superare lestate.
Lo sviluppo straordinario delleconomia mondiale negli ultimi 50 anni è stato in larga misura sostenuto dalla crescita degli scambi internazionali di beni e servizi. Lo sradicamento della povertà in Cina, il miracolo economico in Italia e in Spagna, lindustrializzazione delle tigri asiatiche, il balzo delleconomia dellIndia non si sarebbero verificati se questi paesi non avessero potuto contare sulla rapida crescita delle proprie esportazioni.
A sua volta, laumento del commercio internazionale deve molto alla riduzione delle barriere agli scambi sponsorizzata prima dal GATT e, a partire dal 1994, dallOrganizzazione Mondiale per il Commercio. Anche la crescita degli investimenti diretti allestero, che ha contribuito non poco a stimolare leconomia mondiale, è in buona parte attribuibile alla riduzione dei costi del commercio.
Dopo lesperimento di ticket dingresso in centro avviato a Bologna nel mese di giugno, la nuova giunta milanese sta discutendo la possibilità di far pagare un pedaggio per lutilizzo della macchina in città. Del ticket d’ingresso già si era discusso su queste colonne. La proposta, seppur apprezzabile per il coraggio di avvalersi di uno strumento impopolare come il road pricing, sembra tuttavia discriminatoria e destinata ad essere poco efficace.
Già prima delle elezioni si sapeva che i problemi della Germania non sarebbero stati di facile soluzione; in principio però il programma della Grosse Koalition apparve coraggioso e in grado di affrontare di petto i problemi del paese;ora, ad un anno dalle elezioni è necessario rendersi conto che sono due gli elementi che mancano al governo tedesco: un progetto di lungo respiro e il fiato sul collo dellopposizione. Di fatto i problemi della Germania permangono: che serva da monito a chi, anche nel nostro paese, culla la speranza della Grande Coalizione.
Dopo la toccata (e fuga) nel settore dei taxi, verrà il turno del trasporto collettivo locale? A settembre, in occasione della riunione della cabina di regia sui trasporti, potremo verificare la volontà del governo di procedere sulla strada delle liberalizzazioni e della riduzione della spesa pubblica con lapertura al mercato di un comparto economico che presenta un elevato livello di inefficienza.
La Grande Coalizione tedesca è stata una delle illusioni dellestate italiana. Ma a un anno dalle elezioni si presenta come un duopolio incontrastato che si divide la rendita politica: manca un progetto di lungo respiro e il “fiato sul collo” dellopposizione. Ciò dovrebbe essere di monito nel dibattito italiano.
Sempre nellestate si è assistito allinsuccesso del Doha Round, i negoziati per la liberalizzazione degli scambi commerciali internazionali. Numerosi i pericoli per il sistema multilaterale degli scambi e le ripercussioni negative sulla crescita e lo sviluppo mondiale, dellUnione europea e dellItalia.
Finite le vacanze, rientriamo in città congestionate e inquinate dal traffico urbano. Dopo lesperimento di Bologna, anche a Milano si sta discutendo di far pagare un pedaggio per entrare con la macchina in città. Uno strumento potenzialmente utile alla riduzione della congestione urbana, ma disegnato in modo discriminatorio e poco efficace. Mentre la riforma del trasporto collettivo locale è allordine del giorno nellagenda politica del governo. Occorre migliorare lefficienza dei servizi pubblici locali, facendo tesoro delle esperienze di liberalizzazione attuate in altri paesi.
L’estensione dell’indulto ai reati economici non è soltanto un provvedimento inutile per l’alleggerimento del carico giudiziario e penitenziario. Unito alla disciplina del falso in bilancio, porterà a un azzeramento del controllo penale sulla veridicità e trasparenza dell’informazione societaria. Da’ una mano a chi sostiene il ricorso a un sistema di sanzioni di natura esclusivamente civile e amministrativa. Mentre diritto e giustizia penale sono oggi l’unico baluardo contro le forme di criminalità economica a danno dei risparmiatori e del mercato.
Elemento decisivo per la definizione della politica economica è l’identificazione corretta di ciò che rende felici i cittadini. In mancanza di osservazioni empiriche affidabili, gli economisti hanno per lungo tempo definito a priori le preferenze degli individui sulla base di una propria visione antropologica. Ora, i dati empirici esistono e danno alcuni risultati costanti per periodi e paesi diversi. Si ripropone, però l’antica discussione sullutilizzo di criteri oggettivi o soggettivi di benessere. Risolvibile con la definizione di indicatori misti.
Anche in vacanza si pu?riflettere sul futuro dell’Unione europea, che sembra aver bisogno del protagonismo attivo e paziente dei suoi cittadini come dei suoi Stati per continuare a essere catalizzatore del progresso economico e sociale e divenire un soggetto politico autorevole sullo scenario mondiale. Oppure si pu?capire meglio perch?nel calcio italiano ?scoppiato lo “scandalo per eccellenza”, leggendo un ritratto impietoso del sistema negli ultimi ventiquattro anni. Due letture estive proposte da Pierangelo Donatello Martinelli e Stefano Tasselli.
La nostra classe politica, subito dopo gli scandali Cirio e Parmalat, ha dichiarato all’unanimita’ di voler rafforzare le sanzioni contro i reati finanziari. Ma oggi vota, quasi all’unanimita’, un indulto che include i reati economici. Certo non svuotera’ le carceri, mentre dara’ nuovo impulso a chi vuole truffare milioni di risparmiatori.
A molti di noi e’ capitato tante volte di osservare come le nostre attitudini culturali incidono su comportamenti e scelte economiche. E non sono la politica o la religione a far si’ che in paesi così diversi come il Giappone lItalia o lArgentina ci sia un alto tasso di risparmio. Il nesso tra cultura ed economia si regge su di una “istituzione culturale” fondamentale: la famiglia. Ne parliamo. Il disegno di legge approvato dal Governo sulla cittadinanza degli immigrati ha riaperto il dibattito su se e come favorire in Italia lassimilazione delle minoranze etniche e religiose. Cosa ci insegnano i dati riguardo ai processi di assimilazione degli immigrati? Cosa ci dicono i precedenti storici circa la possibilita’ che l’Italia diventi davvero un paese multi-etnico?
A tutti i nostri lettori gli auguri di un Ferragosto felice, il che non vuol dire necessariamente ricco. Prendiamo anche noi qualche giorno di vacanza, ma terremo come sempre gli occhi ben aperti, anche sott’acqua. E vi forniamo alcune indicazioni per letture sotto l’ombrellone. Ci rivediamo il 21 agosto.