La cassa privata dei giornalisti ha garantito per anni pensioni più alte a parità di carriera e retribuzione rispetto agli altri lavoratori. Una nota Inps conferma l’esistenza e la non sostenibilità di questi trattamenti privilegiati.
Oggi è la Giornata delle donne e delle ragazze nella scienza, nata per combattere gli stereotipi che vogliono il genere femminile “meno portato” per queste materie. In economia le cose non vanno meglio, visto che poche ragazze scelgono questo corso di studi benché apra buone prospettive di lavoro, reddito e carriera. Una ricerca suggerisce che per superare il divario di genere nelle materie economiche bisogna intervenire presto, all’inizio delle carriere scolastiche, puntando sulla matematica. Il lavoro delle donne si intreccia con la questione meridionale perché un più basso livello di istruzione delle ragazze del Sud e la mancanza di servizi alle famiglie comportano una scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro, ostacolando la crescita del Mezzogiorno. Tra le proposte di riforma dell’Irpef circola anche quella di azzerare o dimezzare l’imposta per i giovani. Ma è un’idea che produrrebbe effetti regressivi. L’altissima quantità di elettricità consumata dalle blockchain è uno spreco o è energia ben spesa? Dipende dal giudizio che si ha sull’utilità di queste tecnologie.
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Il divario di genere tra le lauree in economia è superiore a quello nelle materie Stem. Soprattutto tra chi arriva da scuole superiori con poca matematica. Ma neanche la riforma Gelmini, che ne ha potenziato l’insegnamento, ha cambiato le cose, anzi.
La scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro è uno degli elementi alla base della bassa crescita del Mezzogiorno. La Calabria rappresenta una delle regioni più problematiche. Mancanza di servizi alle famiglie e minore livello d’istruzione sono tra gli ostacoli a uno sviluppo duraturo e diffuso.
Secondo le stime, alle blockchain va attribuito lo 0,59 per cento del consumo totale annuo di elettricità nel mondo. Giudicare se si tratta di uno spreco o di energia ben spesa dipende anche dall’opinione che si ha sull’utilità di queste tecnologie.
La pandemia ha cambiato molte cose, in Italia e nel mondo. Nel nostro paese ha spazzato via il clima ostile che ostacolava lo sviluppo del lavoro agile. Ora si tratta di vedere se lo smart working si rivelerà un fenomeno passeggero o diventerà una forma stabile di organizzazione del lavoro. Per quanto riguarda la scuola, alle conseguenze negative messe in luce dai primi studi sugli apprendimenti e il benessere degli studenti fa da contraltare la nota positiva della crescita degli investimenti nella formazione degli insegnanti. Con le risorse del Pnrr, il governo interviene sulla questione Neet, attraverso un piano che sembra finalmente offrire soluzioni efficaci. Intanto, dobbiamo fare i conti con i rincari dei prezzi dell’energia in una crisi che appare diversa da quelle del passato per la molteplicità delle questioni e degli attori coinvolti. La bolletta energetica è uno dei fattori principali dell’aumento dell’inflazione: chi chiede ristori per famiglie e imprese dimentica però che anche questi interventi hanno costi, oggi o nel futuro. Il trasporto ferroviario regionale non deve puntare sull’estrema capillarità del servizio, ma su una sua migliore organizzazione in termini di tratte, frequenza e velocità.
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Per ridare centralità al trasporto ferroviario regionale, va abbandonata l’idea dell’estrema capillarità. Bisogna invece migliorare l’organizzazione del servizio. Treni più veloci e più pieni significano costi di produzione più bassi e ricavi più alti.
Un clima ostile ha ostacolato a lungo una nuova organizzazione del lavoro. Tutto è cambiato con la pandemia. Lo smart working ha un grande potenziale di mutamento economico e socio-culturale. Resta da vedere come sarà attuato in Italia.
Gli effetti della pandemia sulla scuola vanno valutati nel loro complesso. Dal benessere psicologico dei ragazzi all’abbandono scolastico, dalle disuguaglianze agli investimenti per la Dad: ecco cosa emerge dai primi studi.