Le Zone logistiche speciali hanno finalmente trovato una definizione di legge. Il modello è la prima versione delle ormai cancellate Zone economiche speciali. Il ruolo delle regioni e il rischio che fra tante incertezze le imprese rinuncino a investire.
Ci sono voluti sette anni e un percorso travagliato per arrivare a una definizione di legge delle Zone logistiche semplificate, attraverso le quali le regioni dovrebbero promuovere aree portuali e poli logistici. Il rischio è che facciano la stessa fine delle Zes, le Zone economiche speciali, a cui assomigliano molto: pochi risultati seguiti dalla ricentralizzazione. Tante polemiche sul redditometro e tante critiche fuori luogo. Per ridurre in modo significativo l’evasione servono infatti strumenti di questo tipo, che permettano di incrociare in modo sempre più preciso le varie banche dati, rafforzando così la capacità deterrente che deriva dall’analisi di milioni di informazioni. Non è facile introdurre regole che proteggano i bambini dai contenuti pericolosi che circolano in Internet, per l’opposizione delle grandi piattaforme e per la velocità dello sviluppo tecnologico. Buoni risultati potrebbero però arrivare da due nuovi provvedimenti della Commissione europea e dell’autorità di regolazione del Regno Unito. Le aree interne continuano a perdere abitanti, probabilmente per la distanza dai centri dove si concentrano i servizi. Rivitalizzare queste zone è tra gli obiettivi delle politiche europee di coesione: per farlo in modo efficace può essere utile costruire una mappa dei servizi, per capire dove intervenire.
“Chi possiede la conoscenza” è il tema scelto per la terza edizione del Festival Internazionale dell’Economia, che si tiene a Torino dal 30 al 2 giugno (qui il programma completo). lavoce.info collabora al Festival organizzando quattro Forum su finanziamenti all’innovazione, rapporti non paritari fra banche e clienti, salute e brevetti, dati e protezione dei diritti.
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Nella vicenda del redditometro, sono state rivolte critiche sbagliate allo strumento. Per ridurre l’evasione bisogna usare in modo sempre più massiccio l’analisi delle informazioni contenute nelle banche dati, anche attraverso le nuove tecnologie.
È difficile proteggere i bambini quando navigano tra i contenuti di internet. Le grandi piattaforme ostacolano l’introduzione di limiti all’accesso e la regolazione si trova spesso a rincorrere le novità tecnologiche. Ma due interventi fanno ben sperare.
Le aree interne continuano a perdere abitanti. La ragione è forse nella difficoltà a raggiungere i servizi essenziali. Per distribuirli in modo da favorire processi di rivitalizzazione possono essere d’aiuto le politiche di coesione. I dati sul Piemonte.
L’8 e 9 giugno si svolgono le elezioni europee e lavoce.info prosegue con la serie di approfondimenti dedicati a tematiche cruciali per i cittadini europei. Questa volta il tema sono le regole elettorali. Il Parlamento europeo è infatti eletto con norme diverse da paese a paese: sembra una contraddizione per l’istituzione che rappresenta la comunità dei cittadini europei. È utile disporre di più strumenti per descrivere un fenomeno complesso come la povertà. A volte, però, le diverse misure danno informazioni contrastanti, rendendo difficile l’interpretazione della situazione. È quello che accade oggi in Italia, dove l’indice della povertà in base al reddito e quello in base ai consumi divergono, benché il primo sembri rispecchiare meglio l’andamento dell’economia. Individuare in quali aree del paese servono nuovi impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti è una questione da risolvere presto. Perché rientra fra gli obiettivi del Pnrr e perché in questi territori i cittadini pagano tariffe più alte. Oggi solo cinque regioni sembrano in grado di far fronte al proprio fabbisogno.
È in edicola e sul web il secondo numero di eco, dedicato al futuro dell’Europa, a come renderla meno vulnerabile a ricatti, pressioni e shock che arrivano dall’esterno, minimizzando le ripercussioni di queste scelte sulla crescita, già̀ di per sé anemica, dell’Unione. eco, il nuovo mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”: in questo numero si occupa delle statistiche sui satelliti lanciati da Stati Uniti, Cina, Russia ed Europa dal 2016 al 2023.
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Siamo ormai a pochi giorni dal voto che porterà all’elezione del decimo Parlamento europeo. Ma non esistono regole elettorali comuni e ogni paese dell’Unione sceglie le proprie. Ogni timido tentativo di renderle uniformi è finora naufragato.
Indici diversi utilizzati per misurare la povertà in Italia danno risultati contrastanti. Quelli di reddito delineano però un quadro del disagio economico più coerente con l’andamento dell’occupazione e dell’economia, in leggera ripresa da qualche anno.
Quanti nuovi impianti di recupero sono necessari perché ogni regione possa smaltire i propri rifiuti? E dove vanno localizzati? Le stime del fabbisogno e la situazione nelle diverse regioni, compresi i riflessi sulle tariffe pagate dai cittadini.
Ha avuto vita breve il nuovo redditometro, pubblicato in Gazzetta ufficiale, ma subito “sospeso” dal governo stesso. D’altra parte, non sarebbe stato di grande aiuto nel contrastare l’evasione fiscale, perché si scontra con le difficoltà pratiche di ricostruire in modo puntuale i consumi di una persona. È sul legame tra reddito e patrimoni finanziari e immobiliari che andrebbero concentrati i controlli. Con le nuove regole di bilancio europee, anche la finanza pubblica degli enti territoriali dovrà assumere un orizzonte pluriennale. Per garantire impegni di spesa a livello locale coerenti con la programmazione statale, il governo centrale potrà agire sui trasferimenti. Ma si potrebbe anche arrivare a un ridisegno delle regole di bilancio delle amministrazioni locali, con minori spazi di autonomia. La regolamentazione si trova spesso a rincorrere uno sviluppo tecnologico tumultuoso. Uno strumento utile per coniugare la tutela di diritti fondamentali e le attività innovative sono le normative “sandbox”, grazie alle quali le aziende possono sperimentare, per un periodo di tempo definito, nuovi prodotti o servizi tecnologici, in deroga alle norme, ma sotto la supervisione delle autorità di settore. Borussia Dortmund, Real Madrid, Psg e Bayern Monaco – le quattro semifinaliste della Champions League – possono essere considerate le regine dell’Europa del calcio. Ma come stanno sotto il profilo dei conti? Difficile dirlo, perché solo la prima rilascia informazioni chiare e dettagliate sul suo bilancio, che peraltro rivela l’ottima gestione economica della società. Sotto questo profilo, la squadra tedesca ha vittoria facile sulle italiane Juventus, Inter e Milan.
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