SABATO 10 OTTOBRE 2026

Il Punto

Nel 2006 la trovata della campagna elettorale era stata l’abolizione dell’Ici, oggi, essendo privi di idee, ce la si prende con l’Imu. È un’imposta persino più impopolare di tante altre tasse, ma fondamentale per avere una finanza locale. Bisogna solo renderla più equa. Con la riforma del catasto. E anche prima. Veri o falsi i numeri che i politici sparano a raffica per sostenere le loro tesi? Questa volta il nostro fact checking è sulle dichiarazioni di Berlusconi, Grillo, Maroni e Salvini.
L’economia sommersa, in tempo di crisi, stimola la crescita o l’ostacola? Il Governo Berlusconi all’inizio della crisi l’aveva esplicitamente favorita riducendo i controlli sui posti di lavoro per evitare di aumentare l a disoccupazione. Ma i dati ci dicono che il “nero” frena lo sviluppo.
Aumentano le tariffe delle autostrade, del gas e aumenta il canone Rai. Sono provvedimenti approvati dalle autorità dei vari settori eccessivamente benevole nel regolare aziende tuttora pubbliche: dopotutto è lo stato che regola lo stato. Per questo meglio le privatizzazioni.
Non si concentra solo sulla capitalizzazione delle banche l’accordo di Basilea 3 ma anche sulla loro liquidità, divenuta cruciale in questa crisi. E allora, quali sono le attività liquidabili a breve senza grosse perdite? I titoli dei debiti sovrani che possono anche andare in default? Le obbligazioni private con alto rating assegnato da agenzie sospette di essere in conflitto d’interessi? Difficile trovare una soluzione credibile.

Con il rinnovo del sito, è iniziata la consueta “campagna d’inverno” di sostegno finanziario  a lavoce.info. Vi chiediamo di continuare a contribuire tangibilmente (o di farlo per la prima volta) a questa impresa che ha le donazioni dei lettori come risorsa indispensabile. E vi ringraziamo!

Salvini e i numeri delle Regioni

Matteo Salvini, Servizio Pubblico (La7), 17 gennaio:
«La Lombardia e il Veneto sono le regioni che, in termini assoluti, ricevono minori trasferimenti dallo Stato».

FALSO

Per quest’analisi abbiamo utilizzato i dati della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale del ministero dell’Economia e delle finanze (Copaff) relativi al 2010, i più recenti a nostra disposizione. Abbiamo ritenuto opportuno selezionare gli importi relativi alle voci “Trasferimenti correnti da enti dell’amministrazione centrale” e “Trasferimenti in conto capitale da enti dell’amministrazione centrale”, rintracciabili assieme a tutte le loro sotto-voci nella tavola n° 5 del documento. Abbiamo inoltre omesso dal confronto le regioni a statuto speciale in quanto i meccanismi di finanziamento delle stesse risultano strutturalmente differenti rispetto alle regioni a statuto ordinario.
Se si considerano i trasferimenti statali verso le Regioni in valore assoluto, la Lombardia si classifica al secondo posto mentre il Veneto al settimo.

 

Senza titolo

Per completezza, abbiamo analizzato i trasferimenti pro-capite verso le regioni nello stesso anno (naturalmente anche i dati relativi agli abitanti sono valutati al 2010). In questo caso, la Lombardia si segnala quartultima nella ricezione dei trasferimenti, mentre il Veneto si posiziona quintultimo.

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FONTI:
http://www.tesoro.it/ministero/commissioni/copaff/documenti/
i_bilanci_delle_regioni_in_sintesi_2010.pdf
http://demo.istat.it/pop2010/index.html

*in collaborazione con Checkmate e Link Tank


Berlusconi: la durata dei governi

Silvio Berlusconi, Italia Domanda (Canale 5), 18 gennaio:
“Prima di me tutti i vari governi che si sono succeduti, […] hanno durato in media 11 mesi”

VERO

La durata media dei governi che si sono succeduti dal 1946 al 2001 (anno di inizio del governo Berlusconi II) è di 11.83 mesi.

grafico_governi_italiani_mod
La durata media dei governi prima del 1994, quando Berlusconi è entrato in politica, era di 11.55 mesi.
I governi italiani durano in media più a lungo da quando Berlusconi è entrato in politica. Infatti nel grafico, tra le prime posizioni, si distinguono anche i governi Prodi I e Prodi II.

Nota metodologica:

1 anno = 365.25 giorni (contando i bisestili)
1 mese = 1/12 di 1 anno = 30.4375 giorni
Se si considera 1 mese = 30 giorni, allora la durata media dei governi precedenti al Berlusconi II passa da 11.83 a 12.06 mesi.

Fonte:
governo.it

*in collaborazione con Checkmate e Link Tank

 

La ballata dell’Imu

Torna la promessa elettorale dell’esenzione Imu sulla prima casa. Difficile poi mantenerla. La struttura della finanza locale, basata su Imu, Tares e addizionale Irpef, è finalmente convincente. Occorre solo renderla più giusta attraverso la lotta all’evasione e il rifacimento del catasto.

Sommerso, un ostacolo allo sviluppo*

L’evidenza mostra che il sommerso è stato un freno alla crescita della produttività e, dunque, allo sviluppo del paese. Le ragioni vanno ricercate nelle caratteristiche strutturali di queste imprese. Ma ciò suggerisce anche che per sconfiggere l’economia in nero bisogna puntare sull’innovazione.

Il regolatore riluttante

Il nuovo anno porta tanti aumenti delle tariffe dei servizi di pubblica utilità. Eppure molte delle imprese che li forniscono sono pubbliche e perlopiù sottoposte al controllo di autorità indipendenti. Una ricerca spiega i motivi per i quali i regolatori sono timidi nel tagliare gli extraprofitti.

Un errore “annacquare” la liquidità

Dopo lo scoppio della crisi dei subprime, le autorità di regolamentazione finanziaria si sono concentrate sul tema della liquidità delle banche. Anche il Comitato di Basilea ha cercato di imporre un approccio prudenziale nella scelta delle attività possedute. Ma difficoltà e rischi non mancano.

Il Punto

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Con l’iter della Legge di stabilità 2013 siamo ritornati alla Prima repubblica. Bisognerebbe chiamarla ancora Legge finanziaria perché il Parlamento ha riscritto la proposta del Governo. Soprattutto sul lato delle entrate. Vediamo cosa ne è uscito.
Fact checking  di ciò che dicono i nostri politici. Alfano, Bersani, Monti e altri nelle dichiarazioni pubbliche hanno citato dati che spesso non rispondono al vero. Andiamo a scoprirli.
Bene gli incentivi fiscali e alcune semplificazioni amministrative che da pochi giorni cercano di favorire le start-up innovative. Ma non bastano: chi vuole creare nuove imprese trova ostacoli burocratici che sembrano inventati per scoraggiare. Forse la loro rimozione varrebbe più degli sconti sulle tasse. Che diventerebbe apprezzabile così come lo sono le nuove procedure con cui le persone fisiche insolventi (micro-imprenditori e consumatori) hanno modo di evitare fallimento e conseguenze penali.
Dal Parlamento europeo arriva il regolamento per le agenzie di rating. Ha affrontato i loro punti critici: poca tempestività, opacità, rischio di subalternità agli emittenti. Ma le ricette di Strasburgo rischiano di peggiorare i problemi.
Sono molto alti per la società i costi del trasporto stradale, soprattutto nelle aree urbane. Sarebbe opportuno farli gravare in modo legato all’uso che si fa delle strade (come pedaggi per certe aree e in certi orari, differenziati per tipo di veicolo) detassando però i carburanti.
Il Governo si dimentica di permettere il voto per corrispondenza ai giovani all’estero per il programma Erasmus. È un modo per farli contare ancora meno nelle scelte pubbliche. Speriamo che chi si dice dalla parte dei giovani voglia al più presto porvi rimedio.

Monti e l’aumento delle entrate pubbliche

Mario Monti, Porta a Porta (Rai 1), 14 gennaio:
“Con il Governo Berlusconi le entrate pubbliche sono aumentate, in otto anni, “di 22 miliardi in media annua, con il Governo Prodi, in due anni, di 26 miliardi di media annua, con il mio Governo tecnico di 20 miliardi”

FALSO MA…

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Fonte: Per i dati del Governo Monti la fonte è la Nota Tecnico-illustrativa della Legge di stabilità 2013

L’affermazione è discutibile perché l’andamento delle entrate totali è strettamente legato all’andamento dell’economia. Durante le recessioni normalmente le entrate diminuiscono. Sotto il Governo Monti, invece, le entrate sono aumentate del 2,6 per cento a fronte di un calo del pil attorno al 2,3 per cento. Questo ci dice quanto sia stato pesante l’aggiustamento imposto dalle manovre varate a cavallo tra i governi Berlusconi e Monti.

*in collaborazione con Checkmate e Link Tank

Berlusconi e il dimezzamento del finanziamento pubblico ai partiti

Silvio Berlusconi, Omnibus (La7), 15 gennaio:
“il Pdl ha votato a favore del dimezzamento pubblico ai partiti”

VERO

L’affermazione è vera. Il testo di legge, votato alla Camera il 24 maggio e al Senato il 5 luglio 2012, prevede il tetto massimo di 91 milioni di euro erogabili ai partiti, divisi in due parti da 70% e 30% l’una.
Sia alla Camera che al Senato il disegno di legge ha trovato sostenitori tra i principali partiti del parlamento, PdL, PD e Udc, a cui si aggiunge il compatto sostegno di Fli.

*in collaborazione con Checkmate e Link Tank

Fonti:
Votazione Camera
Votazione Senato
Disegno di Legge alla Camera con commenti
Disegno di Legge al Senato

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