GIOVEDì 30 APRILE 2026

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Il Punto

Domani è il Primo maggio, la festa dei lavoratori. In tema di lavoro, i salari bassi sono uno dei problemi di cui si è più discusso in Italia negli ultimi tempi. Ferme da trent’anni, negli ultimi cinque le retribuzioni si sono addirittura ridotte in termini reali. La causa va ricercata nei limiti del nostro sistema di relazioni industriali e di contrattazione collettiva. La questione salariale è anche una questione di mobilità: nel nostro paese, infatti, esistono ostacoli strutturali al passaggio da un’azienda ad un’altra più produttiva e in grado di pagare stipendi più alti. Non sono rosee neanche le prospettive future. La crisi energetica e il possibile riaffacciarsi dell’inflazione potrebbero diminuire ancora il potere d’acquisto delle buste paga. Il quadro generale del mondo del lavoro italiano è delineato in una serie di grafici, con dati sull’andamento dell’occupazione, sulla partecipazione di donne e giovani, sul lavoro povero, sui redditi di lavoratori e pensionati, sulla produttività.

Il “grafico per capire” di oggi mostra il tasso di occupazione giovanile in Italia, confrontandolo con quello degli altri paesi europei. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Giovanni Bonfanti, economista esperto di tematiche di integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario, ci soffermiamo sule ragioni per le quali il debito comune europeo non è percepito come un “titolo sicuro” e quali ne sono le conseguenze.

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Ringraziamo i lettori che hanno inviato una donazione al nostro sito. Lavoce non ospita pubblicità e i nostri contenuti sono aperti a tutti. Per svolgere il nostro lavoro nel modo migliore possibile, abbiamo quindi bisogno del supporto dei lettori: sostienici con una donazione, anche piccola!

È in edicola e sul web il numero di eco dedicato al ruolo delle medie potenze nell’attuale situazione geopolitica. Dovrebbero assumersi il compito di progettare nuovi equilibri e nuove forme di coordinamento nella gestione delle risorse comuni e dei conflitti: l’Europa è il candidato naturale alla leadership di questo processo. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come nel giro di pochissimi anni sia aumentata la spesa militare mondiale e allo stesso tempo siano scesi i finanziamenti diretti alle organizzazioni multilaterali.

Nove grafici sul mercato del lavoro italiano

Ogni anno, in occasione del Primo maggio, il dibattito sul lavoro torna al centro dell’attenzione pubblica, spesso accompagnato da letture semplificate o parziali dei dati disponibili. Negli ultimi anni il mercato del lavoro italiano ha registrato numeri record, ma dietro i risultati aggregati restano fragilità strutturali che meritano un’analisi più approfondita.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme delle principali trasformazioni del lavoro in Italia, andando oltre gli indicatori più immediati. L’attenzione si concentra non solo sui livelli di occupazione, ma anche sulla qualità del lavoro, sulle differenze tra generazioni e territori, sull’andamento dei salari e sui fattori che influenzano la capacità del sistema economico di creare reddito e opportunità.

Nel complesso, emerge un quadro che aiuta a interpretare in modo più consapevole i dati più citati nel dibattito pubblico e a individuare i nodi strutturali che continuano a frenare la crescita e la partecipazione al mercato del lavoro. Viene così offerta una prospettiva utile per comprendere il ruolo della produttività, delle politiche del lavoro e dei cambiamenti demografici nel determinare le prospettive occupazionali del paese.

Perché all’Europa manca ancora un vero titolo sicuro?

Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e politico. In questa puntata abbiamo invitato Giovanni Bonfanti, economista che studia l’integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario.

Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, l’Unione europea ha iniziato a emettere debito comune su una scala senza precedenti. Questo ha riacceso il dibattito su strumenti come gli eurobond e, più in generale, sul ruolo dei cosiddetti “safe assets” nel funzionamento dei mercati finanziari.

La presenza di un titolo sicuro comune è un elemento cruciale per la stabilità finanziaria dell’area euro: facilita la trasmissione della politica monetaria, rafforza la capacità dell’Unione di reagire agli shock economici e può influire direttamente sul costo del debito pubblico e sulle condizioni di finanziamento dei paesi membri. Tuttavia, nonostante i progressi recenti, gli attuali EU bonds non sono ancora considerati un vero safe asset di riferimento.

Capire quali caratteristiche dovrebbe avere un titolo sicuro europeo e quali passi istituzionali sarebbero necessari per crearlo è quindi fondamentale per comprendere le prospettive future dell’integrazione finanziaria europea.

Lavoce.info è un sito di informazione economica che si ispira a tre principi: indipendenza, eccellenza e gratuità. Se, come noi, credi in un’informazione libera e indipendente, puoi sostenerci qui.

La questione salariale è anche una questione di mobilità

In Italia i lavoratori tendono a rimanere sempre nella stessa azienda. È anche per questo che i salari sono bassi. Bisogna quindi ridurre i costi della mobilità e aumentare i benefici del passaggio verso le imprese migliori, che pagano stipendi più alti.

Trent’anni di stagnazione e cinque di declino dei salari*

I salari italiani sono fermi da anni e l’inflazione ne ha corroso il potere d’acquisto. Servirebbe una riforma della contrattazione, con alla base una legge sulla rappresentanza. Andrebbe anche rivisto il sistema fiscale, per evitare il fiscal drag.

Prospettive magre per il potere d’acquisto dei lavoratori italiani

Se l’andamento delle retribuzioni degli ultimi vent’anni è stato articolato, il futuro non si prospetta roseo. Shock energetico e inflazione minacciano il potere d’acquisto delle buste paga. Servirebbero cambiamenti radicali, che non sono all’orizzonte.

Il Punto

Il taglio delle accise si traduce solo in parte in prezzi del carburante più bassi. In più, il vantaggio per i consumatori non è ovunque lo stesso, ma dipende dal livello di concorrenza tra impianti di distribuzione, come si vede dall’analisi dei dati relativi al provvedimento adottato nel 2022. Attraverso una serie di grafici proponiamo ai lettori un quadro complessivo della situazione di crisi energetica causata dalla guerra in Iran: dagli snodi strategici per il passaggio del petrolio ai rincari del prezzo del barile, all’andamento delle esportazioni russe e molto altro ancora. Il dato ufficiale sul rapporto debito/Pil nel 2025 conferma che l’Italia ha perso una buona occasione per ridurre definitivamente il proprio debito pubblico. A evidenziarlo è il confronto con Spagna e Grecia, che meglio di noi hanno saputo sfruttare la crescita post-Covid e la fiammata dell’inflazione. La piattaforma Ivory e l’adozione di Linux nelle pubbliche amministrazioni: sono varie le iniziative dell’Europa per rendersi sempre più autonoma dai monopoli tecnologici americani. È una scelta strategica per costruire un futuro digitale sovrano, sicuro e inclusivo,

Il “grafico per capire” di oggi mostra che l’Europa è sì meno dipendente dal petrolio, ma non ancora al riparo da shock energetici. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Giovanni Bonfanti, economista esperto di tematiche di integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario, ci soffermiamo sule ragioni per le quali il debito comune europeo non è percepito come un “titolo sicuro” e quali ne sono le conseguenze.

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È in edicola e sul web il numero di eco dedicato al ruolo delle medie potenze nell’attuale situazione geopolitica. Dovrebbero assumersi il compito di progettare nuovi equilibri e nuove forme di coordinamento nella gestione delle risorse comuni e dei conflitti: l’Europa è il candidato naturale alla leadership di questo processo. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come nel giro di pochissimi anni sia aumentata la spesa militare mondiale e allo stesso tempo siano scesi i finanziamenti diretti alle organizzazioni multilaterali.

Taglio delle accise: per funzionare ha bisogno di concorrenza

La riduzione delle accise è uno strumento rapido e visibile per intervenire sui rincari di carburante dovuti a una crisi. Ma i risultati possono cambiare da territorio a territorio. Molto dipende dal contesto concorrenziale in cui la misura viene applicata.

Campioni europei di debito

Il rapporto deficit/Pil nel 2025 è stato del 3,1 per cento e l’Italia resta in procedura di infrazione. Una politica fiscale più prudente avrebbe permesso di abbassare definitivamente il debito, approfittando di crescita post-Covid e inflazione.

Otto grafici sul petrolio e sui carburanti

Le tensioni geopolitiche tornate al centro dello scenario internazionale hanno riportato l’energia tra i principali fattori di rischio per l’economia globale. La guerra in Medio Oriente, come già accaduto con l’invasione russa dell’Ucraina, mostra quanto i mercati energetici restino vulnerabili non solo ai conflitti, ma anche alle interruzioni delle rotte commerciali e ai cambiamenti negli equilibri internazionali.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme di questi fenomeni, concentrandosi in particolare sul petrolio e sui carburanti, e seguendo il percorso di questa risorsa dalle rotte marittime strategiche fino ai prezzi pagati da famiglie e imprese. Gli snodi del commercio globale, le dinamiche delle quotazioni del greggio, la riorganizzazione dei flussi internazionali e le politiche fiscali sui carburanti sono elementi diversi ma strettamente collegati, che contribuiscono a spiegare perché le crisi energetiche continuino ad avere effetti diffusi e persistenti.

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