Lo smartworking può essere un’opportunità per migliorare la produttività nella pubblica amministrazione. Ma sono necessari investimenti mirati nella formazione della forza lavoro, nella revisione del sistema di valutazione e nell’accesso a Internet veloce.
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In tempo di pandemia, anche i servizi per l’impiego si ritrovano a fare i conti con lo smart working. Ma l’Italia continua a pagare un gap organizzativo, di risorse e di personale con gli altri paesi europei. A partire dallo scoglio del digital divide.
A un anno e mezzo dall’avvio del reddito di cittadinanza, sono in molti a chiedere un tagliando. Troppi i poveri esclusi dalla copertura e i non poveri che invece ne beneficiano. E spicca l’assenza di differenziazioni su base regionale.
Le stime sul salario minimo sono molto variabili perché tutto dipende dalla definizione che se ne darà. Servono nuovi studi e ragionamenti prima di procedere con qualsiasi iniziativa. E la proposta di direttiva della Commissione offre un’indicazione.
Il “Fondo nuove competenze” dovrebbe consentire ai lavoratori di adattarsi ai cambiamenti del mondo del lavoro. Il problema è che la scadenza per l’inizio dei corsi, finanziati con 700 milioni, è il 31 dicembre. E il percorso per attivarli molto tortuoso.
Anziché congelare le eccedenze di forza-lavoro in attesa che ciascuna azienda possa riassorbire la propria, andrebbe sostenuta la transizione dalle aziende in crisi a quelle che cercano manodopera e non la trovano. Che sono più di quante si pensi.
I dati sull’occupazione del secondo trimestre mostrano una discreta velocità di recupero, pur restando molto negativi. Ma sul futuro pesano due incertezze: il riacutizzarsi della pandemia e le conseguenze del fortissimo ricorso alla cassa integrazione.
L’App Lavoro è solo il primo passo di un percorso per la ricollocazione dei beneficiari del reddito di cittadinanza che operi su più fronti. E per contrastare il lavoro nero è più utile prevedere l’obbligo di attività formative e lavori di pubblica utilità.
Larga vittoria del “sì” al referendum sul taglio dei parlamentari e nessuna spallata al governo dalle regionali. Le uniche ripercussioni del voto potrebbero riguardare la leadership del centrodestra.
La vendita di Borsa italiana potrebbe dare vita a un mercato borsistico paneuropeo, guidato da un asse franco-italiano. Un’opportunità per il nostro paese, ma ad alcune condizioni.
Non il migliore degli accordi possibili ma quello siglato tra AssoDelivery e Ugl-Rider è il primo contratto nazionale a regolare il lavoro dei ciclofattorini. Salvando il settore dalla paralisi. Italia al penultimo posto in Europa per numero di occupati nei settori chiave del welfare: istruzione, sanità, servizi sociali e Pa. Per adeguarsi alla media ne servirebbero 2 milioni in più.
In un momento già delicato, la morte di Bader Ginsburg fa aumentare la tensione a poche settimane dalle presidenziali Usa. È a rischio la tenuta stessa della democrazia americana?
Verrà comunicata a breve la proposta vincitrice del concorso di idee “Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”, rivolto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. La premiazione avverrà nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento.
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