L’aumento delle dimissioni è consistente, trasversale a settori e professioni e non appare episodico. È un segnale di riattivazione della mobilità nel mercato del lavoro. Rivela però tensioni quantitative e qualitative tra domanda e offerta di lavoro.
È in dirittura d’arrivo la legge che recepisce la direttiva sui servizi di media audiovisivi. Impone obblighi molto rigidi agli operatori on demand. Ma è una scelta che non difende la nostra industria audiovisiva, anzi finisce per penalizzarne lo sviluppo.
Quota 102 è un provvedimento sbagliato, così come Quota 100. La questione della flessibilità in uscita dal mercato del lavoro andrebbe risolta attraverso il calcolo contributivo, per equità e chiarezza intergenerazionale. C’è comunque un costo da pagare.
Se Quota 100 era un provvedimento iniquo e sbagliato, Quota 102 ne rappresenta una versione “light”. Per garantire flessibilità rispettando l’equità generazionale bisogna partire dal calcolo contributivo. Per salvare l’Inpgi dalla bancarotta, intanto, il governo sta pensando di far confluire la cassa previdenziale dei giornalisti nell’Inps. Ma serve un sacrificio da chi finora ha ricevuto un trattamento speciale.
Le proposte di introduzione di un salario minimo hanno riaperto il dibattito sull’efficacia del sistema italiano di contrattazione centralizzata: il modello attuale fatica ad adattarsi all’eterogeneità delle imprese. Si fa presto, peraltro, a dire salario minimo: come individuare quello ottimale?
Con il Pnrr aumenterà la circolazione di denaro in Italia. Quanto è alto il rischio che parte delle risorse finisca nell’imbuto dell’evasione? L’occasione per digitalizzare una volta per tutte i pagamenti.
Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge sul voto in Senato per i 18enni, è stato finalmente equiparato l’elettorato attivo delle due Camere. Ma l’attività riformatrice non deve esaurirsi qui.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
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Giovedì 16 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in presenza e in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce.info: si parlerà di vaccini e delle sfide del Pnrr. A breve tutti i dettagli.
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Il modello italiano di contrattazione centralizzata dei salari fatica ad adattarsi alle diverse esigenze di una popolazione di imprese alquanto eterogenea. Lo dimostrano due recenti studi empirici. Il salario minimo potrebbe dare maggiore flessibilità.
Quando le imprese hanno potere di mercato, riescono a pagare un salario inferiore al valore di quanto prodotto dai lavoratori. È un fenomeno diffuso specialmente al Sud e in alcuni settori. L’introduzione di un salario minimo aiuterebbe ad attenuarlo.
La fase espansiva della spesa pubblica e il Pnrr muovono molto denaro. E c’è il timore che le risorse vengano distratte dall’interesse della comunità. Potrebbe essere il momento per passare a un sistema di pagamenti intrinsecamente sicuro, quello digitale.
Il governo vuole risolvere il problema di Inpgi1, la cassa previdenziale dei giornalisti che rischia la bancarotta, facendola confluire nell’Inps. Per renderla un’operazione equa, però, occorre richiedere un sacrificio a chi ha ricevuto finora un trattamento speciale.
Ecco come in Germania, già cinquant’anni fa, il servizio pubblico per l’impiego affrontava e risolveva il problema delle persone difficilmente ricollocabili. Un modello di politiche attive del lavoro che l’Italia è ancora incapace di replicare.