LUNEDì 23 FEBBRAIO 2026

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Rafforzare l’Esm per renderlo efficace*

Il Meccanismo europeo di stabilità è uno dei lasciti positivi della crisi. Ma per funzionare bene ha bisogno di alcuni aggiustamenti. La seconda parte dell’introduzione dell’e-book che disegna la strategia per assicurare la stabilità dell’Eurozona.

Il Punto

Il deludente risultato elettorale della premier conservatrice Theresa May evidenzia la modestia politica del Labour di Jeremy Corbyn. Che aveva l’occasione di vincere, anziché accontentarsi di avanzare perdendo. Così come avrebbe forse potuto – un anno fa – fare ben di più per evitare il risultato del referendum Brexit.
Creato per far fronte ai rischi di un blocco degli afflussi di capitale, lo European stability mechanism (Esm, o fondo salva-stati) è il cuscinetto europeo contro le crisi. Così com’è, però, non funziona. Vediamo perché e come aggiustarlo. Seconda puntata della versione italiana di un e-book del nostro sito “gemello” VoxEu.
Compie 15 anni il contratto di apprendistato professionalizzante. I dati mostrano che garantisce attaccamento dell’impresa al lavoratore (e viceversa) e allinea crescita salariale e del capitale umano. Tutto come previsto, salvo che è usato pochissimo. Le parti hanno preferito contratti precari o la decontribuzione del Jobs act.
Una ricerca dice che il capitale sociale fa la differenza nell’elezione dei sindaci. A parità di buone politiche fatte nel mandato appena concluso, ha più possibilità di riconferma l’amministratore di una città dotata di forte tessuto e coesione sociale. Ipotesi da verificare a breve nel secondo turno delle amministrative.
Perché gli italiani preferiscono i depositi bancari e postali agli investimenti finanziari? Perché questi ultimi, una volta pagate le commissioni d’intermediazione e le tasse, rendono ben poco. Così poco da essere meno appetibili dei liquidi conti correnti agli occhi dei risparmiatori.
Mentre finiscono le lezioni, si riaffaccia per il prossimo anno scolastico il tema della qualità degli insegnanti. Che non promette di migliorare in futuro. Anzi, di peggiorare perché ci sono tutte le ragioni di scegliere altre professioni piuttosto che la docenza.

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Nuovo apprendistato, un buon contratto poco utilizzato*

Sono passati quasi quindici anni dall’introduzione dell’apprendistato professionalizzante con la legge Biagi. E un confronto con il vecchio apprendistato mostra che ha avuto effetti positivi per i giovani. Ma è un contratto poco utilizzato dalle imprese.

C’è il capitale sociale dietro la rielezione del buon sindaco

Gli amministratori migliori vengono rieletti? Dipende. I cittadini con un alto livello di capitale sociale ricompensano i bravi sindaci più di quanto non facciano quelli con un livello più basso. Si spiega così il divario socio-economico tra Nord e Sud?

Perché gli italiani tengono i soldi nel conto corrente*

Le famiglie tengono i risparmi nei depositi e le banche, prese tra stringenti requisiti patrimoniali e rischi di liquidità, investono in titoli di stato invece di erogare nuovo credito. Una combinazione che non aiuta la ripartenza dell’economia.

Se mancano i buoni insegnanti

Se non ci sono profonde motivazioni personali, non si capisce perché nelle attuali condizioni un giovane brillante laureato dovrebbe intraprendere la carriera di insegnante. Per attrarre buoni docenti serve un cambiamento di prospettiva nel reclutamento.

Trump e il clima, tra promesse elettorali e scelte politiche

Gli Stati Uniti si ritirano dall’accordo di Parigi, ma non sono usciti dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici. Così l’amministrazione Trump mantiene una promessa elettorale. Senza però invertire la tendenza che porta alla decarbonizzazione. 

Il ritorno dei contratti di lavoro precari

Finiti gli sgravi contributivi, i contratti a tempo indeterminato sono crollati. Così il tempo determinato è oggi la formula contrattuale più utilizzata nelle nuove assunzioni. Sono gli effetti del decreto Poletti del 2014, che per questo va modificato.

Il Punto

Il ripudio dell’accordo di Parigi sul clima da parte di Donald Trump è grave ma non distrugge quanto fatto finora per la decarbonizzazione. La cui base è nella Convenzione di Rio del 1992, non denunciata dagli Usa. Così il presidente salva la faccia con gli elettori e – sotto sotto – non scontenta troppo gli altri leader mondiali.
Torna il contratto di lavoro a tempo determinato come formula più utilizzata nelle nuove assunzioni. È un effetto del decreto Poletti del 2014 che si manifesta oggi. Finiti gli sgravi contributivi del Jobs act e con una ripresa da consolidare. Ritorna la convenienza delle aziende ad assumere precari.
Ci sarà pure una ragione se l’Economist ha fuso le parole banker e gangster in “bankster”. La caduta della fiducia nei banchieri e nella finanza è un pericoloso effetto collaterale della Grande crisi. Per questo val la pena di andare “alla ricerca della banca perduta”, come recita il titolo di un nuovo libro.
Degli 8,5 miliardi di finanziamenti Ue alla ricerca nel campo della salute, all’Italia è andato solo l’8 per cento del totale. Eppure in Lombardia, Toscana e Lazio si concentrano alcune  eccellenze. A conferma delle disuguaglianze nel campo della sanità di cui si è parlato al Festival dell’Economia a Trento. Ecco i video dei tre forum organizzati da lavoce.info.
Perché si crei un legame tra territorio, elettori ed eletti occorrono alcuni accorgimenti, oltre al sistema maggioritario che facilita questa osmosi. In effetti nel sistema elettorale in discussione alle camere c’è una quota di rappresentanti votati con questo metodo. Ma è minoritaria e non dà la certezza assoluta di andare in Parlamento se vittoriosi. È un sistema che tutti chiamano “tedesco”, anche se l’originale è piuttosto differente e in patria è stato sottoposto a pesanti critiche, come “causa della partitocrazia” che – diciamolo – c’è anche a Berlino e dintorni.

Nel momento della scomparsa della nonna di Mariasole Lisciandro, la redazione si stringe attorno all’amica e collega del desk de lavoce.info

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Alla ricerca della banca perduta

Perché si è aperto un abisso tra la finanza “buona”, che svolge una funzione essenziale per la crescita, e la “nuova” finanza che ha portato alla più grave crisi della storia? Lo spiega Marco Onado nel suo ultimo libro, di cui pubblichiamo l’introduzione.

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