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Aiuti contro il caro diesel, il reddito non basta

Lo sconto sul diesel costa ed è poco selettivo. Ma aiuti basati sul solo reddito delle persone non garantirebbero più equità. Perché, a parità di risorse disponibili, la necessità di usare l’auto e quindi consumare carburante può essere molto diversa.

Gasolio: meglio un cap europeo*

Il governo ha prorogato fino al 5 settembre lo sconto di 17,08 centesimi sul gasolio, spendendo altri 105,6 milioni. Ma il taglio fiscale non si trasferisce automaticamente alla pompa. Un’imposta sugli extraprofitti può finanziare gli aiuti, non correggere il prezzo: più coerente studiare in sede europea un tetto dinamico agli spread eccezionali, con salvaguardie per le importazioni.

L’accisa del nostro scontento

Le accise non sono solo una fonte di gettito, sono strumenti per orientare i comportamenti dei cittadini. Vale per il tabacco come per i carburanti. Serve dunque coerenza tra le misure introdotte e gli obiettivi che la politica pubblica dichiara di perseguire.

Razzi e piume alla pompa

I prezzi dei carburanti seguono il petrolio quando sale e lo ignorano quando scende: la regola è stata rispettata anche in questa crisi. Perché le quotazioni alla pompa dipendono anche da altri fattori, come accise e numero di stazioni concorrenti vicine.

Taglio delle accise: per funzionare ha bisogno di concorrenza

La riduzione delle accise è uno strumento rapido e visibile per intervenire sui rincari di carburante dovuti a una crisi. Ma i risultati possono cambiare da territorio a territorio. Molto dipende dal contesto concorrenziale in cui la misura viene applicata.

Otto grafici sul petrolio e sui carburanti

Le tensioni geopolitiche tornate al centro dello scenario internazionale hanno riportato l’energia tra i principali fattori di rischio per l’economia globale. La guerra in Medio Oriente, come già accaduto con l’invasione russa dell’Ucraina, mostra quanto i mercati energetici restino vulnerabili non solo ai conflitti, ma anche alle interruzioni delle rotte commerciali e ai cambiamenti negli equilibri internazionali.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme di questi fenomeni, concentrandosi in particolare sul petrolio e sui carburanti, e seguendo il percorso di questa risorsa dalle rotte marittime strategiche fino ai prezzi pagati da famiglie e imprese. Gli snodi del commercio globale, le dinamiche delle quotazioni del greggio, la riorganizzazione dei flussi internazionali e le politiche fiscali sui carburanti sono elementi diversi ma strettamente collegati, che contribuiscono a spiegare perché le crisi energetiche continuino ad avere effetti diffusi e persistenti.

Proroga del taglio delle accise? Ecco perché non è una buona idea

È confermata la proroga del taglio delle accise sui carburanti per tutto aprile. Così come è strutturato è un provvedimento costoso con pochi vantaggi per i consumatori. L’alternativa è prevedere un bonus specifico per le famiglie a basso reddito.

A chi giova il taglio delle accise?

Il governo ha deciso di ridurre le accise sui carburanti per venti giorni. Ma se si guardano i prezzi alla pompa ci si accorge che non sono diminuiti di quanto avrebbero dovuto. Però il provvedimento costerà alle casse dello stato 500 milioni.

Le accise mobili, un punto di partenza

L’attivazione delle accise mobili è oggi dovuta e urgente. Si dovrebbe però pensare a una riforma organica della fiscalità energetica, per correggere la regressività distributiva e per renderla coerente con gli obiettivi europei di transizione ecologica.

Accisa mobile, governo fermo

A determinate condizioni il governo potrebbe far scattare l’accisa mobile sul prezzo dei carburanti. Un piccolo sconto per tutti non è la scelta migliore. Le risorse andrebbero indirizzate alle famiglie in difficoltà e a favore del risparmio energetico.

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