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Dove soffia il vento dell’Europa

Il successo di alcuni gruppi di estrema destra non sembra poter cambiare i destini dell’Ue. In Italia, gli elettori premiano Giorgia Meloni e i partiti di maggioranza. Buon risultato anche del Pd. Falliscono la rincorsa all’Europa sia Renzi sia Calenda.

L’impresentabilità, nuovo limite al diritto di elettorato passivo?

Il diritto di elettorato passivo di ogni cittadino è garantito dalla Costituzione. Per rispondere in modo equilibrato alle istanze di moralizzazione va attuato l’articolo 49 della Costituzione, senza affidarsi alla categoria di “impresentabile”.

Perché il turismo non è una materia comunitaria

A parte la breve parentesi del programma Philoxenia, finora l’Unione europea si è occupata poco di turismo, per ragioni storiche e per i diversi interessi fra stati. Ma il cambiamento climatico promuove nuove mete e la situazione potrebbe mutare presto.

Alle Europee vince chi convince gli scoraggiati*

Nelle grandi città l’affluenza alle urne è superiore nelle zone dove il reddito è più alto. E l’astensione, che i sondaggi danno in aumento, colpisce in modo diverso le varie forze politiche. È a questo bacino di voti che i partiti dovrebbero guardare.

Sulle trattative per Unione bancaria e dei capitali peserà il no al Mes

Dopo il voto europeo si riapriranno le trattative per completare l’Unione bancaria e per rilanciare l’Unione dei mercati dei capitali, che saranno lunghe e difficili. Il governo italiano parte da una posizione di isolamento, a causa del veto sul Mes.

Politiche di coesione: cruciali, ma interessano poco

Le elezioni europee si avvicinano, ma in Italia nessuno discute del futuro delle politiche europee per la coesione territoriale, benché abbiano un peso notevole per le regioni. Servirà avere una posizione chiara su obiettivi che appaiono contrastanti.

Il Parlamento è europeo, le leggi elettorali no

Il 26 maggio si terranno le elezioni per il Parlamento europeo, con regole diverse da paese a paese. Rispetto per le identità e tradizioni nazionali o discriminazione tra cittadini? In ogni caso, una scelta che non garantisce uguali diritti politici.

Il Punto

Nel decreto sul reddito di cittadinanza il governo richiede documenti del paese di origine spesso impossibili da produrre da parte degli stranieri beneficiari. Un altro trofeo da esibire in campagna elettorale per la Lega che rischia di restringere l’accesso al sussidio a molti poveri. A meno che il ministero del Lavoro non aggiusti la norma. Degli italiani che saranno eletti al Parlamento della Ue non sappiamo ancora né nomi né distribuzione tra le famiglie politiche. Possiamo però – analizzando le candidature – farci un’idea dei loro profili, lista per lista: genere, età, livello di istruzione, esperienze politiche. I nuovi eletti in Europa si giocheranno la faccia su pochi grandi temi, tra cui l’ambiente. Una proposta è quella di azzerare le emissioni di gas serra nel 2050. Su questo qualche paese – Germania, Polonia e Ungheria – ha per ora messo il veto. Mentre la Svezia fa da front runner.
Nella sua guerra commerciale con Pechino Trump aumenta dal 10 al 25 per cento i dazi su 200 miliardi di importazioni cinesi. Finora consumatori e imprese americane hanno pagato pegno per queste misure: il deficit commerciale Usa è salito, come i costi di produzione e i prezzi in America. Wall Street si preoccupa. Un paese dove, analogamente alla Cina, il socialismo si è trasformato in “capitalismo di stato” è il Vietnam.  Anche lì le imprese a capitale pubblico, competitive sulla carta, sono frenate dal clientelismo. E ostacolano la crescita generata dalla globalizzazione.
L’irresistibile ascesa dei video on demand (tipo Netflix) penalizza particolarmente la tv in Europa. Che potrebbe però riguadagnare posizioni puntando sulle produzioni originali e locali. Rimane da capire come inciderà la regolazione Ue, a partire da quella sul copyright.

Salvatore Nisticò risponde ai commenti al suo articolo “Perché il Qe non ha prodotto inflazione

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Povera Europa: dove dilaga il disagio sociale

I dati Eurostat mostrano che in Europa il rischio di essere poveri è molto più elevato per le persone extracomunitarie. Se si vuole davvero combattere la povertà, è necessario che le politiche di sostegno non discriminino proprio chi ne ha più bisogno.

Il Punto

Il governo e la sua maggioranza fanno e disfano nomine al vertice delle autorità indipendenti (come Bankitalia, Istat e Consob) secondo criteri di fedeltà. Peccato che l’autonomia di queste istituzioni di garanzia sia la base della democrazia e dell’equilibrio dei poteri nello stato.
A 18 anni in Italia si può essere eletti sindaco di grandi metropoli, sposarsi, guidare un’auto, ma non diventare deputati. Nemmeno alle prossime elezioni europee, in cui tutti gli altri paesi (salvo la Grecia) ammettono un’età sotto i 25 anni. E poi ci stupiamo se la nostra politica trascura i giovani.
Sul federalismo differenziato si scontrano opposte visioni sulle sue possibili implicazioni, tra chi spera che il Nord possa trattenere una quota del suo gettito fiscale e chi teme l’abbandono del Sud da parte delle aree più ricche. La Costituzione obbligherà a una via di mezzo: niente deficit aggiuntivo e ancora trasferimenti di risorse ai territori più deboli.
Continuando il confronto sull’analisi costi-benefici, è importante tenere ben distinte le stime finanziarie-monetarie dalle valutazioni economico-sociali. Definire e quantificare con grande cura queste ultime è fondamentale. Perché spesso determinano le scelte di consumatori e produttori più delle prime.
Su pressione dei grandi gruppi industriali, il Giappone apre le porte a lavoratori stranieri. Una rivoluzione culturale per uno dei paesi più chiusi del mondo. Attuata con moderazione, però: 350 mila operai e 150 mila professionisti. E rigidi paletti che non oserebbe piantare nemmeno il più xenofobo dei nostri politici.

Francesco Ramella e il gruppo di lavoro sull’analisi costi-benefici presso il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture commentano l’articolo di Marco Percoco e  Massimo Tavoni “Se l’analisi della Tav parte da ipotesi arbitrarie”. Che replicano.

Alla fine del suo mandato istituzionale alla presidenza dell’Inps, Tito Boeri fa ritorno dopo quattro anni nella redazione de lavoce.info, il sito che ha contribuito a fondare nel 2002. Grazie per quello che hai fatto e bentornato, Tito!

Nel momento della scomparsa di Stefano Patriarca, collaboratore di questo sito, la redazione de lavoce.info ne ricorda l’impegno e l’amicizia ed è vicina alla famiglia. Lo ricordiamo riproponendo un suo articolo.

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