La Bce continua a mantenere una politica monetaria restrittiva. Ma ancheun eventuale calo dei tassi non risolverà i gravi problemi dell’economia europea senza passi avanti nella realizzazione dell’Unione monetaria e dell’Unione del mercato dei capitali.
Un gruppo di venti comuni italiani sperimenta da tempo un modello di gestione dei servizi sulle spiagge marittime e lacustri. Potrebbe essere generalizzato su tutto il territorio nazionale, senza la necessità di indire gare per le relative concessioni.
Bassi tassi di interesse, pandemia, crisi economiche e geopolitiche hanno messo a dura prova i fondi pensione. Se i modelli di gestione tradizionali appaiono inadeguati, non è semplice trovare nuove strade. Le risposte degli esperti a un questionario.
Il governo ha presentato un Def con il solo quadro tendenziale. Non offre, come invece dovrebbe, un quadro programmatico di finanza pubblica per i prossimi tre anni. Le dichiarazioni sulle misure da confermare sono anch’esse indice di idee poco chiare.
Stimolare gli investimenti in ricerca e innovazione appare sempre più necessario. Per questo la Ue sperimenta strumenti come gli appalti pre-commerciali, che ridefiniscono il rapporto pubblico-privato sulla base della condivisione di rischi e benefici.
È all’esame delle Commissioni parlamentari il decreto attuativo che riscrive le sanzioni tributarie, come previsto dalla legge delega di riforma fiscale. Se può essere condivisibile la riduzione delle penalità amministrative e penali, è sulle nuove “cause di non punibilità” del debitore in situazioni di crisi che il testo appare meno convincente, perché troppo generoso. Tassi di riferimento alti e abbondante liquidità generano interessi per le banche europee. Il loro onere è ripartito sulla base delle quote che le banche centrali nazionali detengono nel capitale della Bce, comportando trasferimenti tra un paese e l’altro. L’Italia, ad esempio, ne esce penalizzata. Una possibile soluzione è aumentare il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. La costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina è una decisione già presa in sede politica e l’analisi costi benefici redatta dalla società “Stretto di Messina” non crea certo ostacoli. Tuttavia, nella stessa valutazione, a rendere conveniente la realizzazione dell’opera è solo l’alto valore economico attribuito alla riduzione delle emissioni di CO2. Quindici anni dopo l’approvazione della riforma Brunetta, che sul merito insisteva molto, nella pubblica amministrazione le progressioni di carriera avvengono ancora sulla base dell’anzianità di servizio, senza prendere in considerazione l’operato e le competenze dei dipendenti. L’ultimo esempio in ordine di tempo è un bando del ministero dell’Interno.
Lavoce non ospita pubblicità e i nostri contenuti sono aperti a tutti. Per svolgere il nostro lavoro nel modo migliore possibile, abbiamo quindi bisogno del supporto dei lettori: sostienici con una donazione, anche piccola!
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
Il decreto attuativo della riforma fiscale sulle sanzioni amministrative e penali per chi non versa al fisco quanto dovuto prevede un alleggerimento delle penalità. Ma il vero punto critico sono le generose nuove cause di non punibilità del debitore.
Abbondante liquidità e tassi alti generano massicci pagamenti di interessi dalla banca centrale alle banche europee. Nell’Eurosistema ciò implica trasferimenti a carico di alcuni paesi e a favore di altri. Il nostro è quello che ci perde di più.
Le valutazioni sull’operato dei dipendenti pubblici e sulle loro competenze sono sostanzialmente neutralizzate dagli accordi fra la Pa e i sindacati, con un ruolo quasi esclusivo dell’anzianità di servizio. Il caso del ministero dell’Interno.
Arriva la valutazione costi benefici per il Ponte sullo Stretto di Messina, dopo che la decisione di costruire l’opera è già stata presa. Il risultato è positivo solo grazie all’alto valore economico attribuito alla riduzione delle emissioni di CO2.