Il disegno di legge di bilancio prevede che i titoli di stato italiani fino al valore di 50 mila euro non vadano più considerati nel calcolo dell’Isee. Come in altri casi, si interviene su un singolo pezzo della normativa, creando iniquità e distorsioni.
L’euro digitale entra nella fase di preparazione. Consentirà di detenere moneta elettronica emessa dalla Bce ma distribuita dalle banche. Sarà un mezzo di pagamento e non una forma di investimento. E sarà soggetto a stretti limiti di detenzione.
La legge di bilancio prevede varie misure per le famiglie. La novità che potrebbe incidere sulla natalità è la decontribuzione per le lavoratrici madri. Riguarda però solo donne con almeno tre figli, mentre servirebbero riforme universali e strutturali.
Spesso le misure di sostegno non raggiungono tutti i possibili beneficiari per la complessità di richiederle. L’erogazione automatica delle prestazioni permette di garantire l’accesso, indipendentemente dalla situazione economica o sociale dei cittadini.
Introdotto nel 2022 per far fronte ai disagi psicologici causati dalla pandemia, il bonus psicologo ha invece risposto a un bisogno preesistente, con interessanti differenze di genere. Il suo stesso successo dimostra che è uno strumento da rafforzare.
Bassa fecondità e struttura demografica sbilanciata a sfavore delle nuove generazioni: i dati Istat certificano che l’Italia si trova oggi in una situazione particolarmente difficile, che si può migliorare solo allineando le nostre politiche familiari alle migliori esperienze europee. La manovra di bilancio mostra alcune buone intenzioni, ma non sufficienti a invertire le tendenze di natalità. La legge di bilancio gela le aspettative sull’attuazione della legge delega sulla non autosufficienza, una riforma attesa per 26 anni. Se non interverranno modifiche, tutto è rinviato al 2025, rinunciando a un percorso di legislatura per costruire un welfare migliore per anziani e famiglie. Il ciclo di programmazione 2021-2027 dei fondi strutturali europei è già avviato. L’Italia rischia di affrontarlo con i consueti affanni, in particolare nelle regioni del Sud. Anche alle politiche europee di coesione andrebbe applicato il “metodo Pnrr”, che subordina l’erogazione delle risorse al raggiungimento di precisi obiettivi. Il governo si accinge a modificare le norme sul “rientro dei cervelli”. Gli incentivi fiscali sono un buon investimento se disegnati in modo da attrarre e trattenere espatriati e stranieri che altrimenti non sceglierebbero l’Italia. Anche se non affrontano le cause strutturali che spingono tanti a lasciare il paese.
“Ci mettiamo lavoce” è il nuovo podcast de lavoce.info. L’obiettivo dell’iniziativa è tracciare un bilancio del primo anno del governo Meloni alla luce delle promesse fatte in campagna elettorale. Il podcast si può ascoltare su tutte le principali app per i podcast e sul nostro sito. Nelle prime cinque puntate – disponibili qui – ci siamo occupati di attuazione del Pnrr, istruzione, lotta alla povertà, presidenzialismo e riforme istituzionali, flat tax. Il sesto episodio è dedicato al lavoro povero: come garantire una tutela adeguata ai lavoratori più vulnerabili? Ne abbiamo parlato con Andrea Garnero.
Lavoce.info ha pubblicato vari articoli di analisi e commento della legge delega di riforma fiscale. Per offrire ai nostri lettori una visione complessiva della legge e dei cambiamenti che potrebbe apportare al nostro sistema tributario, abbiamo raccolto questi interventi nell’e-book “L’iter della delega fiscale”, disponibile qui.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
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Gli squilibri demografici si accentuano e rischiano di rendere insostenibile entro pochi anni il nostro sistema di welfare. Per invertire la tendenza servono politiche familiari adeguate. Nella manovra economica qualche passo avanti, ma non risolutivo.
Le politiche europee per la coesione sono accompagnate da un generalizzato scetticismo, che almeno per l’Italia è del tutto motivato. Le ragioni della loro modesta efficacia e le prospettive per il futuro, legate a una possibile adozione del modello Pnrr.
Il governo ha proposto modifiche alla misura che favorisce il rientro dei cervelli. Alcune sono positive, altre rischiano di vanificare l’investimento degli ultimi anni. Come convincere chi è tornato a rimanere in Italia dopo la scadenza degli incentivi.
L’approvazione della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti aveva suscitato grandi speranze. La legge di bilancio rinvia l’attuazione al 2025. Rimangono così senza risposta dieci milioni di persone tra anziani, familiari e operatori.