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Categoria: Rubriche Pagina 1 di 267

Il Punto

Stellantis ha un ruolo sempre meno centrale nel sistema industriale italiano, I dati del rapporto Otea confermano che i fornitori dell’industria automobilistica hanno diversificato il portafoglio clienti. Nelle aree storicamente legate alla presenza produttiva del gruppo – Piemonte e Mezzogiorno – la dipendenza è però ancora forte e si attende l’aggiornamento del piano strategico per capire se ci saranno investimenti in Italia.  L’intelligenza artificiale agentica si sta diffondendo nelle imprese, ma non è semplicemente una nuova tecnologia: è una trasformazione della natura stessa dell’azione organizzativa. Per le aziende non si tratta quindi di scegliere lo strumento giusto, ma di costruire le condizioni organizzative per farlo funzionare. Il 24 e 25 maggio si vota in più di ottocento comuni italiani per l’elezione del sindaco e il rinnovo dei consigli comunali. Invece in un piccolo paese della Lombardia, Colico, gli elettori saranno chiamati a scegliere a quale provincia aderire, l’attuale Lecco o Sondrio. Al di là dell’esito, è forse un altro segnale della confusione che si è creata nell’assetto territoriale e politico del nostro paese da venticinque anni a questa parte.

Il “grafico per capire” di oggi mostra l’evoluzione dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina negli ultimi venticinque anni. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione in video de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Marzio Galeotti, professore di Economia politica all’Università degli studi di Milano, cerchiamo di rispondere a una domanda cruciale: cosa deve fare l’Italia per smettere di pagare il conto di crisi energetiche causate da guerre lontane.

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Ringraziamo i lettori che hanno inviato una donazione al nostro sito. Lavoce non ospita pubblicità e i nostri contenuti sono aperti a tutti. Per svolgere il nostro lavoro nel modo migliore possibile, abbiamo quindi bisogno del supporto dei lettori: sostienici con una donazione, anche piccola!

Domani 16 maggio sarà in edicola e sul web il nuovo numero di eco dedicato alla guerra ai tempi dell’intelligenza artificiale. I conflitti si sono progressivamente digitalizzati, sollevando nuovi interrogativi e inediti problemi etici. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come varia da paese a paese la composizione della spesa militare, rispecchiando scelte strategiche, vincoli strutturali e modelli organizzativi molto diversi tra loro.

Il Punto

Quando il prezzo del petrolio sale, quello alla pompa segue a ruota, mentre quando scende il calo per i consumatori è molto più lento. Lo conferma l’analisi di quanto accaduto nel primo trimestre 2026. La ragione è che quanto costa la benzina non dipende solo dalle quotazioni del greggio, ma anche da come è organizzata la distribuzione, da chi controlla le accise e da quante sono le stazioni di servizio concorrenti vicine. In Italia, la prevenzione vale appena il 4 per cento della spesa sanitaria pubblica. Diverse malattie croniche, però, si potrebbero prevenire con investimenti mirati. Anticipare i costi invece di rincorrerli migliorerebbe la salute della popolazione e del Servizio sanitario nazionale. L’assegnazione della quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario delle università si fonda sulla valutazione della qualità della ricerca, ma con un meccanismo tanto complesso che alla fine la distribuzione rispecchia la dimensione degli atenei. Non si tratta di eliminare la Vqr, ma di arrivare a una separazione esplicita tra fabbisogno e premialità.

Il “grafico per capire” di oggi mostra l’età media delle madri alla nascita del primo figlio in Italia, confrontandola con quella degli altri paesi dell’Unione europea.  La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Marzio Galeotti, professore di Economia politica all’Università degli studi di Milano, cerchiamo di rispondere a una domanda cruciale: cosa deve fare l’Italia per smettere di pagare il conto di crisi energetiche causate da guerre lontane.

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È in edicola e sul web il numero di eco dedicato al ruolo delle medie potenze nell’attuale situazione geopolitica. Dovrebbero assumersi il compito di progettare nuovi equilibri e nuove forme di coordinamento nella gestione delle risorse comuni e dei conflitti: l’Europa è il candidato naturale alla leadership di questo processo. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di questo mese analizza come nel giro di pochissimi anni sia aumentata la spesa militare mondiale e allo stesso tempo siano scesi i finanziamenti diretti alle organizzazioni multilaterali.

Il Punto

Se la globalizzazione aveva accorciato le distanze e abbattuto i confini, il disordine nelle relazioni internazionali ridà oggi un ruolo centrale alla geografia, senza la quale non capiremmo le origini e le cause di tensioni e conflitti. Con i Pnrr arrivati alle battute finali, l’Unione europea potrebbe pensare all’introduzione di uno stabilizzatore automatico europeo capace di intervenire rapidamente e di riequilibrare il ciclo economico tra paesi, cosicché la stabilità dei prezzi si traduca in occupazione e crescita, contribuendo a un’area euro più stabile, equa e resiliente. Secondo Eurostat un italiano su otto si sente solo: la solitudine è sempre più diffusa e spesso si associa a un altro sentimento, la paura. Eppure, il “male dell’anima” si potrebbe prevenire investendo nei legami familiari e di comunità, nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità.

Il “grafico per capire” di oggi mostra quanto valgono davvero i dazi imposti da Trump. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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Il Punto

I salari fermi si spiegano anche con la riluttanza dei lavoratori a cambiare posto di lavoro, nonostante oggi le piattaforme digitali allarghino notevolmente il perimetro di ricerca e offerta. Tutto ciò si riflette sulle politiche attive: non dovrebbero più concentrarsi sulla mera occupabilità, ma far conoscere al lavoratore un ventaglio di possibili alternative e opportunità. Intanto, i percorsi di educazione secondaria o terziaria di tipo professionalizzante delle Its Academy e degli Ifts continuano a essere poco conosciuti dagli studenti, che non li scelgono anche perché pensano che diano accesso a lavori poco pagati, come mostra un’indagine su un campione rappresentativo di ragazzi e ragazze all’ultimo anno di scuola superiore. L’istruzione non basta comunque a garantire pari opportunità nel mercato del lavoro. Il background familiare conta anche in questo caso perché permette di arrivare alle imprese migliori, un vantaggio che si rafforza nel corso della carriera.

Il “grafico per capire” di oggi mostra come tra diverse possibili crisi la guerra sia quella con conseguenze più forti sull’economia. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

Domani 6 maggio sarà online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Marzio Galeotti, professore di Economia politica all’Università degli studi di Milano, cerchiamo di rispondere a una domanda cruciale: cosa deve fare l’Italia per smettere di pagare il conto di crisi energetiche causate da guerre lontane.

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Il Punto

Domani è il Primo maggio, la festa dei lavoratori. In tema di lavoro, i salari bassi sono uno dei problemi di cui si è più discusso in Italia negli ultimi tempi. Ferme da trent’anni, negli ultimi cinque le retribuzioni si sono addirittura ridotte in termini reali. La causa va ricercata nei limiti del nostro sistema di relazioni industriali e di contrattazione collettiva. La questione salariale è anche una questione di mobilità: nel nostro paese, infatti, esistono ostacoli strutturali al passaggio da un’azienda ad un’altra più produttiva e in grado di pagare stipendi più alti. Non sono rosee neanche le prospettive future. La crisi energetica e il possibile riaffacciarsi dell’inflazione potrebbero diminuire ancora il potere d’acquisto delle buste paga. Il quadro generale del mondo del lavoro italiano è delineato in una serie di grafici, con dati sull’andamento dell’occupazione, sulla partecipazione di donne e giovani, sul lavoro povero, sui redditi di lavoratori e pensionati, sulla produttività.

Il “grafico per capire” di oggi mostra il tasso di occupazione giovanile in Italia, confrontandolo con quello degli altri paesi europei. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Giovanni Bonfanti, economista esperto di tematiche di integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario, ci soffermiamo sule ragioni per le quali il debito comune europeo non è percepito come un “titolo sicuro” e quali ne sono le conseguenze.

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Nove grafici sul mercato del lavoro italiano

Ogni anno, in occasione del Primo maggio, il dibattito sul lavoro torna al centro dell’attenzione pubblica, spesso accompagnato da letture semplificate o parziali dei dati disponibili. Negli ultimi anni il mercato del lavoro italiano ha registrato numeri record, ma dietro i risultati aggregati restano fragilità strutturali che meritano un’analisi più approfondita.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme delle principali trasformazioni del lavoro in Italia, andando oltre gli indicatori più immediati. L’attenzione si concentra non solo sui livelli di occupazione, ma anche sulla qualità del lavoro, sulle differenze tra generazioni e territori, sull’andamento dei salari e sui fattori che influenzano la capacità del sistema economico di creare reddito e opportunità.

Nel complesso, emerge un quadro che aiuta a interpretare in modo più consapevole i dati più citati nel dibattito pubblico e a individuare i nodi strutturali che continuano a frenare la crescita e la partecipazione al mercato del lavoro. Viene così offerta una prospettiva utile per comprendere il ruolo della produttività, delle politiche del lavoro e dei cambiamenti demografici nel determinare le prospettive occupazionali del paese.

Il Punto

Il taglio delle accise si traduce solo in parte in prezzi del carburante più bassi. In più, il vantaggio per i consumatori non è ovunque lo stesso, ma dipende dal livello di concorrenza tra impianti di distribuzione, come si vede dall’analisi dei dati relativi al provvedimento adottato nel 2022. Attraverso una serie di grafici proponiamo ai lettori un quadro complessivo della situazione di crisi energetica causata dalla guerra in Iran: dagli snodi strategici per il passaggio del petrolio ai rincari del prezzo del barile, all’andamento delle esportazioni russe e molto altro ancora. Il dato ufficiale sul rapporto debito/Pil nel 2025 conferma che l’Italia ha perso una buona occasione per ridurre definitivamente il proprio debito pubblico. A evidenziarlo è il confronto con Spagna e Grecia, che meglio di noi hanno saputo sfruttare la crescita post-Covid e la fiammata dell’inflazione. La piattaforma Ivory e l’adozione di Linux nelle pubbliche amministrazioni: sono varie le iniziative dell’Europa per rendersi sempre più autonoma dai monopoli tecnologici americani. È una scelta strategica per costruire un futuro digitale sovrano, sicuro e inclusivo,

Il “grafico per capire” di oggi mostra che l’Europa è sì meno dipendente dal petrolio, ma non ancora al riparo da shock energetici. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

È online la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Giovanni Bonfanti, economista esperto di tematiche di integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario, ci soffermiamo sule ragioni per le quali il debito comune europeo non è percepito come un “titolo sicuro” e quali ne sono le conseguenze.

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Otto grafici sul petrolio e sui carburanti

Le tensioni geopolitiche tornate al centro dello scenario internazionale hanno riportato l’energia tra i principali fattori di rischio per l’economia globale. La guerra in Medio Oriente, come già accaduto con l’invasione russa dell’Ucraina, mostra quanto i mercati energetici restino vulnerabili non solo ai conflitti, ma anche alle interruzioni delle rotte commerciali e ai cambiamenti negli equilibri internazionali.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme di questi fenomeni, concentrandosi in particolare sul petrolio e sui carburanti, e seguendo il percorso di questa risorsa dalle rotte marittime strategiche fino ai prezzi pagati da famiglie e imprese. Gli snodi del commercio globale, le dinamiche delle quotazioni del greggio, la riorganizzazione dei flussi internazionali e le politiche fiscali sui carburanti sono elementi diversi ma strettamente collegati, che contribuiscono a spiegare perché le crisi energetiche continuino ad avere effetti diffusi e persistenti.

Il Punto

Fino al 1° maggio resta in vigore lo sgravio fiscale sul prezzo dei carburanti. Ma i rincari dopo l’inizio della guerra in Iran sono stati tali da giustificare un intervento del governo, tra l’altro molto costoso? L’analisi dei dati sul livello reale dei prezzi degli ultimi anni ridimensiona questa ipotesi. La Spagna è spesso citata come un esempio da seguire nella transizione energetica. È vero che nel nostro paese le bollette elettriche sono più alte, almeno per i prezzi all’ingrosso, vanno però considerate le differenze strutturali tra i due paesi e i rischi che il modello spagnolo presenta, come ci ricorda il grande blackout del 2025. Un anno dopo il Liberation Day, il bilancio per gli Stati Uniti è magro: i dazi si confermano uno strumento poco efficace per correggere gli squilibri esterni. Senza contare che hanno prodotto costi economici e fratture istituzionali non indifferenti.

Il “grafico per capire” di oggi analizza l’andamento dei conti pubblici secondo le previsioni aggiornate del governo. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

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Il Punto

Mancano pochi mesi alla chiusura del Piano nazionale di ripresa e resilienza e i ritardi accumulati mettono a rischio il risultato finale. Le difficoltà attraversano tutte le fasi di attuazione: dalle continue revisioni del Piano al mancato avvio di una quota significativa di progetti, fino alla lentezza nei collaudi. Si può misurare l’efficienza degli atenei? Il sistema universitario italiano si compone di università statali, private e telematiche, molto diverse tra loro per missione, dimensione e modello di finanziamento. Converrebbe allora costruire un ecosistema in cui ognuna delle tre forme di istruzione terziaria dà il proprio contributo e su questa base è regolata, valutata e finanziata. Alcune sentenze hanno reso esplicito il nuovo corso della Corte costituzionale: posticipare l’effetto della censura di norme illegittime per dare al legislatore il tempo di adeguarsi. Un atteggiamento di dialogo collaborativo che però su temi molto sensibili non ha trovato una risposta altrettanto costruttiva da parte di Parlamento e governo.

Il “grafico per capire” di oggi mostra la debolezza della crescita del Pil italiano nel 2026 rispetto alle altre grandi economie europee. La rubrica “I grafici per capire” esce ogni martedì e venerdì, con l’obiettivo di analizzare più in profondità i dati relativi a particolari temi e problemi, offrendone una chiave di lettura chiara che può aiutare il lettore a comprenderli nella loro complessità.

Domani mercoledì 22 aprile pubblicheremo la nuova puntata de “Lavoce in mezz’ora”, il format di divulgazione in video de lavoce.info. Due volte al mese, in mezz’ora, discutiamo con esperti del settore di temi di attualità e di particolare rilevanza per il dibattito pubblico. Lo facciamo in modo più diretto e discorsivo, ma con il rigore d’analisi di sempre. Questa volta, con Giovanni Bonfanti, economista esperto di tematiche di integrazione europea dal punto di vista fiscale e finanziario, ci soffermiamo sule ragioni per le quali il debito comune europeo non è percepito come un “titolo sicuro” e quali ne sono le conseguenze.

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