Lavoce in mezz’ora è il format di divulgazione de lavoce.info: due volte al mese, mezz’ora di conversazione con esperti per approfondire i temi centrali del dibattito economico e sociale. In questa puntata abbiamo invitato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli ed esperto di economia dell’istruzione.
L’incertezza normativa e la mancanza di una valutazione dell’impatto sugli altri consumatori sono i due elementi che hanno frenato lo sviluppo delle comunità energetiche. Anche in Italia, dove la misura è una di quelle vincolanti per gli esiti del Pnrr.
Il welfare sociale territoriale per le persone non autosufficienti dipende dalle scelte di regioni e comuni. Le differenze tra territori sono forti e neanche la definizione dei Leps riesce a superarle. Le carenze nei servizi per gli anziani.
Come ripartire razionalmente fra stato e utenti i costi di investimento nelle infrastrutture di trasporto? Si dovrebbe adottare una visione unitaria della tariffazione. In un paese indebitato, va tenuto conto di quanto l’opera pesa sulle casse pubbliche.
I pesanti bombardamenti non hanno abbattuto il regime iraniano. L’opposizione interna è stata messa a tacere e Teheran è oggi meno isolata a livello internazionale. Gli Usa sembrano avere solo due vie per uscire dalla guerra, entrambe rischiose e costose.
Se non si ripensano governance, competenze e processi di lavoro, l’IA non genera valore per le imprese. La diffusione di quella agentica accelera, ma con risultati incerti. Il nodo non è la tecnologia, bensì la capacità delle organizzazioni di governarla.
Difficile per Donal Trump trovare una via di uscita dalla guerra in Iran. Il regime di Teheran appare più forte di prima, mentre le economie di tutto il mondo subiscono […]
Il 24 e 25 maggio si terrà un’importante tornata di elezioni amministrative. Con un caso curioso, quello di Colico. I cittadini del paese lombardo saranno chiamati a decidere se restare nella provincia di Lecco oppure se passare a quella di Sondrio.
Alla prevenzione è riservata solo una piccola parte della spesa sanitaria pubblica, mentre l’80 per cento è assorbito dalle malattie croniche, che in larga parte si possono prevenire. Ma la politica sanitaria continua a scegliere la spesa d’emergenza.
Il sistema per ripartire tra gli atenei la quota premiale basata sulla valutazione di qualità della ricerca è complesso, ma finisce per rispecchiarne la dimensione. Occorre riconsiderare gli obiettivi, rendendo più trasparente tutto il meccanismo.
La solitudine è un sentimento diffuso nei paesi ricchi. Ha costi economici che potrebbero essere risparmiati investendo nei legami amicali, familiari e di comunità , nella rigenerazione urbana, nell’animazione sociale e in un welfare di prossimità .
Con la fine dei Pnrr, la Ue è di fronte a una scelta: dotarsi di una capacità fiscale permanente o tornare a strumenti solo nazionali. Un fondo anticiclico automatico, nel rispetto dei Trattati, può contribuire a riequilibrare occupazione e stabilità .
Per decenni le politiche del lavoro si sono concentrate sull’occupabilità . Ora l’evidenza sperimentale sul monopsonio digitale sposta il baricentro: il vincolo decisivo è il ventaglio di alternative che ciascun lavoratore riesce a vedere e a perseguire.
L’istruzione post-secondaria o terziaria professionalizzante fatica a prendere piede, nonostante i miglioramenti arrivati con le riforme del sistema. Un’indagine mostra che gli studenti degli istituti tecnici hanno aspettative basse su questi percorsi.
L’istruzione non basta a garantire pari opportunità . Anche tra laureati il background familiare conta per i risultati nel mercato del lavoro. Il vantaggio deriva dall’accesso a imprese migliori più che da differenze individuali. E col tempo si rafforza.
In Italia i lavoratori tendono a rimanere sempre nella stessa azienda. È anche per questo che i salari sono bassi. Bisogna quindi ridurre i costi della mobilità e aumentare i benefici del passaggio verso le imprese migliori, che pagano stipendi più alti.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: i titoli di stato italiani sono davvero diventati più sicuri dei titoli di stato tedeschi?